Covid, ISS: varianti inglese e brasiliana nelle acque di scarico

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Per la prima volta le varianti inglese e brasiliana del Covid sono state individuate nelle acque di scarico italiane, il che consentirà di monitorarne la circolazione

Coronavirus, ISS: varianti inglese e brasiliana nelle acque di scarico italiane

Le varianti inglese e brasiliana del virus Sars-CoV-2  sono state isolate per la prima volta nelle acque di scarico italiane, un “utile strumento” per monitorare la loro circolazione nei centri urbani. E’ quanto accertato da uno studio condotto dall’Istituto Superiore di Sanità che, secondo quanto si legge nell’aggiornamento delle Faq sul suo portale istituzionale, stima che la variante inglese nel nostro Paese abbia un indice di trasmissibilità “superiore del 37%, con una grande incertezza statistica”, con un range  tra il 18% fino ad arrivare a punte del 60%. Intanto, secondo i dati dell’Agenzia per la Sanità Regionale, Agenas, in base ai dati aggiornati al 24 febbraio, 8 tra Regioni e Province Autonome sono oltre la soglia critica del 30% nelle Terapie intensive. La settimana scorsa sei le Regioni oltre soglia. Nel dettaglio, in Umbria occupato il 57% dei posti, nella Provincia di Trento il 39% e in quella di Bolzano il 35%. In Abruzzo occupato il 37% dei posti, nelle Marche e in Molise il 36% mentre in Lombardia e Friuli Venezia Giulia occupato il 33% dei posti nelle Intensive.

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Covid, ISS: varianti inglese e brasiliana nelle acque di scarico. Pfizer valuta terza dose del vaccino

Pfizer e Biontech stanno valutando se aggiungere una terza dose nella somministrazione del loro vaccino anti-Covid. Lo hanno reso noto le due società. Allo studio anche una nuova versione del prodotto che sia efficace contro la variante sudafricana del virus, hanno inoltre annunciato. “Stiamo adottando più misure per agire con decisione ed essere pronti nel caso in cui un ceppo diventi resistente al vaccino“, ha spiegato in una nota Albert Bourla, Presidente e Ceo del gigante farmaceutico Pfizer.

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“La via europea ci ha permesso di evitare la concorrenza tra i Paesi europei e impedire che Paesi ricchi si accaparrassero la maggior parte dei vaccini. Sono fortemente contrario a qualsiasi accordo bilaterale e vi chiedo di essere chiari nel rifuggire ogni tentazione di nazionalismo sui vaccini“. Così il Presidente del Parlamento Ue David Sassoli. “Un approccio comune consente anche di monitorare, indagare e sanzionare ogni tentativo di frode ai danni degli Stati membri, la nostra è una corsa contro il tempo”, ha chiosato.

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