Ilaria Salis, l’arresto della maestra – attivista diventa un caso politico

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Le immagini dell’insegnante arrestata quasi un anno fa in Ungheria in tribunale hanno fatto il giro del web: quello di Ilaria Salis è diventato un caso politico.

Lo scorso 29 gennaio, nel tribunale di Budapest, si è tenuta l’udienza che tanto ha fatto discutere. Ilaria Salis, 39 anni, è entrata in aula ammanettata e incatenata dalle mani ai piedi, sotto l’occhio vigile di una guardia impegnata a tenerla con un’altra catena. L’insegnante e attivista antifascista è stata arrestata in Ungheria quasi un anno fa e le condizioni in cui riversa si fanno sempre più allarmanti.

L'arresto di Ilaria Salis diventa un caso politico
L’attivista ed insegnante Ilaria Salis è stata arrestata lo scorso 11 febbraio – Foto Ansa – formatonews.it

Non sorprende, dunque, che sia stato richiesto a gran voce un intervento da parte della politica italiana. In prima linea, Roberto Salis, padre della 39enne, che ha accusato apertamente Governo e media di “far finta di non vedere” i trattamenti disumani subiti dalla figlia. Fin dal suo arresto, l’attivista è stata costretta ad indossare abiti sporchi, senza poter accedere ai suoi effetti personali (messi sotto sequestro).

“Al mio arrivo non mi hanno dato neanche il pacco di articoli per l’igiene intima”, sono state le parole di Salis in un memoriale sulla sua incarcerazione. L’insegnante, ritrovatasi rinchiusa in una cella infestata da cimici e topi, non ha avuto modo di contattare la sua famiglia per oltre sei mesi.

Quali sono le accuse rivolte ad Ilaria Salis

Ilaria Salis è stata arrestata con l’accusa di aver aggredito due estremisti di destra in occasione del Tag der Ehre, ossia il “Giorno dell’onore”. Si tratta di un raduno tra neonazisti che, da ogni parte del mondo, si trovano proprio a Budapest. Nonostante si tratti di una manifestazione non autorizzata, non trova nessuna opposizione dal Governo del presidente Orban.

Le accuse mosse ad Ilaria Salis
L’accusa vede Salis colpevole di aver aggredito due manifestanti neonazisti partecipando ad un’associazione a delinquere – Foto Ansa – formatonews.it

L’attivista ha preso parte alle proteste contro le celebrazioni dei partecipanti di estrema destra. Non è una novità che, durante l’evento, si assista a scontri tra antifascisti e manifestanti neonazisti. Tuttavia, Salis è stata fermata a raduno finito, mentre si trovava su un taxi insieme ad altre due persone.

La 39enne, secondo l’accusa, farebbe parte di un gruppo di militanti ripresi, a volto coperto, durante un attacco ai danni di due partecipanti alla manifestazione. Salis rientrerebbe tra i membri di un’associazione a delinquere di origine tedesca. Questa è l’Hammerband (la “Banda del martello”), organizzazione di stampo anarchico-rivoluzionario.

Il processo dell’attivista

Le due “vittime” dell’aggressione che l’insegnante di scuola elementare avrebbe messo in atto, ad ogni modo, non hanno presentato nessuna denuncia. Inoltre, le lesioni riportate dai manifestanti neonazisti hanno avuto una prognosi di pochi giorni, risultando di lieve entità. Nonostante ciò, l’accusa ha parlato di ferite che si sarebbero potute rivelare addirittura letali.

Il processo di Ilaria Salis
Le condizioni in cui si trova l’attivista hanno portato alla richiesta di un intervento da parte del Governo italiano – Foto Ansa – formatonews.it

Queste non sono le uniche “irregolarità” emerse in seguito all’arresto dell’insegnante. I suoi avvocati, infatti, non hanno avuto nemmeno la possibilità di accedere alle registrazioni che costituirebbero una prova schiacciante contro Salis. L’attivista, da parte sua, si è dichiarata non colpevole e oggi rischia una pena di 20 anni di carcere.

La 39enne ha deciso di rinunciare al patteggiamento (che sarebbe stato di 11 anni) e, al momento, la speranza è che riesca ad ottenere uno sconto della condanna in Italia, con arresti domiciliare nel Paese. È l’obiettivo dei legali italiani ed ungheresi dell’insegnante, visti i tempi che avrà il processo. Questo, infatti, è stato aggiornato al 24 maggio, con sentenza prevista nel 2025.