Cassazione, incredibile decisione in merito alla convivenza: cambierà tutto sul divorzio

La Corte di Cassazione ha preso una decisione che riguarda il divorzio che farà molto discutere in futuro. Questa sentenza potrebbe cambiare tutto, ecco quali sono tutti i dettagli da conoscere.

Il divorzio è sempre stato un argomento molto delicato, da trattare con i guanti perché è spesso una materia nella quale possono pronunciarsi soltanto i legali o dei giudici. Una coppia, quando non va più d’accordo e non riesce più ad andare avanti, può decidere di divorziare, ma esistono delle regole da rispettare. Queste regole sono stabilite da norme che esistono da diversi decenni.

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Incredibile decisione della Corte di Cassazione – formatonews.it

Chi ha qualche anno in più ricorda sicuramente il dibattito che c’è stato in Italia, verso la fine degli anni ’60, sul divorzio. Da un lato i progressisti, favorevoli a questa misura, dall’altro i conservatori, contrari. Nonostante le prese di posizione ideologiche, tutte le categorie hanno usufruito di una legge che è entrata in vigore il primo dicembre del 1970 e che potrebbe essere rivoluzionata da una clamorosa sentenza della Corte di Cassazione.

Divorzio, cosa cambia sull’assegno di mantenimento

La Corte di Cassazione, con la sentenza numero 35385, depositata il 18 dicembre del 2023, ha stabilito alcune modifiche all’assegno di mantenimento che il coniuge deve pagare immediatamente dopo il divorzio. Secondo questa sentenza, sarà obbligatorio tenere conto anche degli anni di convivenza che precedono le nozze. Fino a questo momento, tutto ciò che c’è stato tra due persone prima del matrimonio non aveva valore legale, ma in futuro non sarà così.

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Tutte le novità sul divorzio – formatonews.it

La sentenza è arrivata a sorpresa dopo il ricorso di una donna che chiedeva di prendere in considerazione nell’assegno anche i sette anni di convivenza con il suo ex marito. In un primo momento, il giudice non aveva accettato la richiesta della donna, ma la Corte di Cassazione ha invertito il verdetto ed ha stabilito che la coniuge dovrà percepire un assegno più alto a causa dei sette anni di convivenza, avvenuti prima del matrimonio.

La sentenza è stata favorevole alla donna perché, proprio durante quei sette anni, la coppia aveva avuto un figlio. Questo vuol dire che la convivenza deve essere equiparata al matrimonio, in presenza di un nucleo familiare. Nel testo della sentenza, il giudice della Cassazione ha scritto che, “in ragione di un progetto di vita comune”, il coniuge dovrà pagare un assegno più alto all’ex moglie proprio a causa dei sette anni di convivenza prematrimoniale.

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