Naspi: chi rischia di perderla. Cosa succede

Con una nuova circolare, l’Inps è tornata a parlare di NASpI e accesso all’indennità di disoccupazione.

Cerchiamo di comprendere al meglio cosa accade in materia di NASpI. Bisogna precisare a tal proposito che ci si sofferma sulla normativa che si prevede in caso di cessazione del rapporto di lavoro intervenuta involontariamente, ovvero quando è possibile far valere lo stato di disoccupazione involontaria.

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Naspi, chi rischia di perderla. Cosa succede – Formatonews

Si parla anche di altri casi come la cessazione del rapporto di lavoro a seguito di dimissioni per giusta causa. In questo caso, ci sono precise tempiste da rispettare, per la presentazione della domanda in particolare, da cui appunto dipende il riconoscimento stesso dell’indennità. Entriamo nello specifico e comprendiamo chi ha diritto alla NASpI.

Il diritto alla NASpI

Quello che ha stabilito ora l’Inps è la seguente: “Le eventuali dimissioni del lavoratore nel periodo di sospensione, tra la data della sentenza dichiarativa fino alla data della comunicazione del curatore, si intendono rassegnate per giusta causa, ma con effetto dalla data di apertura della liquidazione giudiziale”. Cosa cambia questo per quanto riguarda coloro che risultano essere i percettori NASpI? Le eventuali dimissioni di chi lavora non solo devono intendersi rassegnate per giusta causa ma le stesse costituiscono perdita involontaria dell’occupazione. Questo è un aspetto molto importante da precisare.

La legge prevede che le dimissioni per giusta causa, hanno decorrenza con effetto dalla data di apertura della liquidazione giudiziale. In via ordinaria, il legislatore ha stabilito che la domanda di NASpI deve essere presentata nel termine di decadenza della durata di 68 giorni, decorrente dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.

Il termine di 68 giorni, a pena di decadenza, per la presentazione della domanda di NASpI decorre dalla data in cui il lavoratore rassegna le proprie dimissioni e non dalla data della cessazione del rapporto di lavoro. Il termine di decadenza di 68 giorni per la presentazione della domanda di NASpI decorre nell’ipotesi del recesso da parte del curatore e nell’ipotesi della risoluzione di diritto.

Quanto dura e come funziona

Va precisato un aspetto molto importante quando si parla di diritto alla NASpI.Con riferimento alla ipotesi della risoluzione di diritto, si precisa che la stessa interviene decorso il termine della durata dei quattro mesi dalla data di apertura della liquidazione giudiziale senza comunque che il curatore abbia comunicato il subentro, eccezione fatta per l’eventuale proroga del predetto termine.

niente Naspi ecco per chi
Chi rischia di non vedersi riconosciuta l’indennità di disoccupazione – Formatonews

Chi, in contrasto di quanto è stato stabilito, non rispetta i termini che sono stati esposti cosa rischia a tal punto? Dobbiamo dire che chi non rispetta i suddetti termini rischia di non vedersi riconosciuta l’indennità di disoccupazione.

Infine altro aspetto molto importante che dobbiamo considerare in materia di NASpI è che si fa presente che l’assicurato, in sede di proprio della presentazione della domanda di NASpI, dovrà corredare la stessa domanda con altro documento importante ossia  la relativa lettera di dimissioni o licenziamento.

A questo punto accade che sarà cura degli operatori delle Strutture territoriali proprio l’atto del verificare, attraverso una accurata consultazione degli archivi del Registro delle imprese, che l’azienda risulta essere in liquidazione giudiziale.

 

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