Marco, due lauree ma fa il bidello per 650 euro al mese: “Faccio le pulizie”

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Fonti ed evidenze: Corriere della Sera, Fanpage

Un giovane marchigiano, nonostante due lauree, ora fa il bidello per 650 euro al mese. E non è l’unico a trovarsi in questa situazione.

Un diploma conseguito con il massimo dei voti e due lauree. Il tesserino da giornalista pubblicista. Eppure Marco Morosini, 25enne di Macerata, fa il bidello.

Marco Morosini, ha conseguito due lauree, entrambe con lode: una triennale in Scienze della Comunicazione e una magistrale in Informazione e Sistemi editoriali. Non solo: il giovane è attualmente studente per una seconda laurea in Economia aziendale, indirizzo Relazioni di lavoro. Eppure Marco fa il bidello a Recanati, all’Istituto d’infanzia Aldo Moro, e guadagna 650 euro al mese lavorando part-time. È un lavoro umile ma il 25enne non si lamenta: anzi è contento di avere anche il tempo per dedicarsi allo studio.

Marco si è diplomato nel 2017 al liceo delle Scienze Umane e subito si è iscritto in graduatoria per lavorare come bidello nelle scuole del suo territorio. Per essere assunti non c’è un concorso, basta avere un diploma anche solo triennale. Inizialmente lavorava 36 ore e guadagnava 1300 euro al mese ma ora lo stipendio si è dimezzato in quanto il ragazzo ha deciso di passare all’orario part time per prendersi un’altra laurea. Il 25enne racconta: “Quest’anno lavoro in un asilo, quindi sono a stretto contatto con i bambini. Fra le mie mansioni c’è di tutto: da lavare i pennelli ad accompagnare in bagno chi ne ha bisogno.  Nel mio lavoro cerco di portare me stesso: non urlo mai, non sgrido mai nessuno. Visto che suono il pianoforte, a volte porto da casa la mia tastiera e ci mettiamo a cantare insieme”.

Quello del bidello è un lavoro provvisorio: dopo la laurea in Economia,  Marco vorrebbe diventare  dirigente contabile e amministrativo, uno dei due ruoli apicali della scuola, accanto a quello del preside. Qualcuno potrebbe pensare che il caso di Marco, laureato e bidello, potrebbe essere uno dei pochi in Italia. Non è così. Da quanto dichiarato dal ragazzo sono tantissimi i giovani che si trovano nella sua stessa situazione: a fare lavori ritenuti umili e pagati anche poco, pur avendo una o più lauree. Da mesi sentiamo imprenditori e ristoratori accusare i giovani di avere poca voglia di lavorare. Fortunatamente esistono ancora moltissimi ragazzi e ragazze che non temono di rimboccarsi le maniche.

 

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