Addio a Simone, trovato impiccato dopo un inseguimento dei Carabinieri: “E accaduto qualcosa di terribile” dicono i genitori

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Fonti ed evidenze: Repubblica, Corriere della Sera

E’ mistero sulla morte di un giovane trovato impiccato. Poco prima era stato inseguito dai Carabinieri. I genitori non credono che il figlio si sia suicidato.

I genitori di Simone Mattarelli non credono che il giovane si sia suicidato. La coppia è certa che qualcuno lo abbia ucciso e diversi indizi parrebbero dare loro ragione.

Aveva la passione della moto, dei viaggi con la sua ragazza. Passioni di quell’età. Secondo me è stato ucciso, secondo me le cose sono andate così. Non aveva proprio motivo di suicidarsi” – le parole di Luca Mattarelli, padre di Simone. Il ragazzo fu trovato impiccato all’interno di un’azienda di Origgio – Varese – il 3 gennaio 2021. L’uomo, apprezzato artigiano edile della zona, non si rassegna all’idea che il figlio si sia suicidato e assieme alla moglie Maria Formisano e all’altro figlio Matteo, chiede che le indagini vengano riaperte dopo l’archiviazione disposta dal Gip su richiesta della procura di Busto Arsizio. La tragedia si consumò tra il 2 e il 3 gennaio 2021. Quella notte Simone Mattarelli aveva assunto cocaina. Fermato da una pattuglia dei Carabinieri, il giovane non si fermò. Erano circa le 23.05, un’ora oltre il limite orario imposto dal coprifuoco per le norme anticontagio. Cominciò l’inseguimento tra le province di Como, Varese, Monza e Brianza: vennero coinvolte 6 pattuglie dei Carabinieri. Il giovane dopo tre ore di inseguimento, si fermò in una strada di campagna vicino all’azienda Eurovetro, a Varese. Da qui iniziò l’inseguimento a piedi. Il giorno seguente Simone venne ritrovato all’interno dell’azienda impiccato a un macchinario di lavorazione con la sua stessa cintura.

Secondo i risultati dell’autopsia non vi erano dubbi: si era trattato di suicidio. Ma sul caso gravano troppe ombre a partire dall’assenza di tracce di sangue di Simone su quella cintura. “Com’è possibile che lì non vi sia il suo sangue –  se Simone aveva ferite sulle mani e si era sfregato addirittura il volto? Chi ha preso in mano la sua cintura se il suo sangue lì non c’è?” – si chiede l’avvocato che assiste la famiglia della vittima coadiuvata dalla consulenza della criminologa Roberta Bruzzone. Il legale precisa anche che Simone aveva una lesione ad una spalla, come se qualcuno lo avesse spinto. Non è stata tenuta in considerazione anche l’emorragia addominale riscontrata nel giovane: compatibile con un forte calcio sferrato alla pancia. Infine – specifica l’avvocato – l’autopsia ha rivelato una forte presenza di cocaina nel sangue di Simone Mattarelli: questo significa che il ragazzo non era ancora nella fase di down che, solitamente, segue all’assunzione della droga.

Inoltre altri elementi poco chiari giustificherebbero – a detta del legale – la riapertura delle indagini. Ad esempio la sparizione del cappotto e del cellulare di Simone, con il quale il ragazzo aveva tenuto aggiornato il padre durante l’inseguimento. Aveva chiamato il padre – racconta il signor Luca Mattarelli – per dirgli che aveva paura. L’uomo gli consigliò di fermarsi ma simone gli rispose: “Se mi prendono mi ammazzano“. Il genitore prosegue spiegando che, attraverso il telefono, ha sentito uno dei Carabinieri esplodere 8 colpi di pistola. “Amava la vita. Era solare non mi avrebbe mai lasciato con questo dolore perché mi amava troppo. Devo sapere la verità. Non deve più succedere che una mamma perda un figlio in questo modo” – conclude la mamma di Simone. Anche la mamma di Archiee Battersbee – 12enne trovato anch’egli impiccato – non crede all’ipotesi del suicidio.

 

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