Parchi Acquatici: attenzione hanno già chiuso 10 strutture i Nas

Molte sono le irregolarità rilevate in tante piscine e parchi acquatici di tutta Italia, soprattutto in città come Messina, Latina e Viterbo, dove la presenza di batteri fecali ha allarmato.

A proposito di questi controlli serrati nei parchi acquatici e piscine d’Italia, le indagini sono state condotte con molta meticolosità dai Carabinieri dei NAS, d’intesa con il Ministero della Salute. Le indagini sono state davvero serrate e hanno portato alla luce dei dati inquietanti e preoccupanti circa la condizione di alcuni parchi acquatici d’Italia dove ogni anno in estate si riversano innumerevoli famiglie.

Parchi Acquatici_ attenzione hanno già chiuso 10 strutture i Nas
Parchi Acquatici, attenzione hanno già chiuso 10 strutture i Nas
(pixabay.com)

Tante sono le irregolarità emerse durante le indagini, come delle situazioni di estrema gravità dettate dalla presenza all’interno delle acque delle piscine presenti nei parchi di divertimento, di batteri fecali pericolosissimi per la salute. Entriamo nel dettaglio e comprendiamo a fondo cosa è emerso.

 

I controlli

Si sono concentrati prevalentemente su 288 strutture italiane, il dato inquietante è che durante queste indagini è emerso che il 28% delle strutture sono risultate irregolari, nello specifico circa 83 tra piscine e centri sportivi. Alla luce dei controlli effettuati sono state circa 108 le sanzioni penali e amministrative che sono state contestate dai Nas e la cifra che ammonta si aggira sui 40 mila euro. Il dato davvero preoccupante e rischioso per la salute riguarda la presenza di acqua delle piscine con elevati livelli di coliformi fecali e cariche batteriche. Questa inquietante scoperta ha fatto sì che quattro centri sono stati chiusi nelle province di Messina, Viterbo e Latina.

la presenza di acqua delle piscine con elevati livelli di coliformi fecali e cariche batteriche
La presenza di acqua delle piscine con elevati livelli di coliformi fecali e cariche batteriche
(Pixabay.com)

Ma l’indagine non è finita qui, si è allungata in altre zone d’Italia. Anche le città di Napoli, Reggio Calabria e Bari sono state messe sotto la lente d’ingrandimento, con controlli serrati, invece tre centri sono stati completamente chiusi dopo le indagini che hanno messo in luce delle gravità che non potevano permettere la loro successiva riapertura. Non solo acque contaminate e presenza di batteri, I carabinieri dei Nas hanno anche sequestrato degli alimenti per una quantità notevole di oltre 250kg. Erano tutti cibi scaduti o privi di tracciabilità. Poi all’interno delle strutture l’indagine ha denunciato delle gravi carenze igieniche e strutturali che riguardavano quei luoghi che erano appunto destinati alla preparazione dei pasti.

 

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