Cambiamenti climatici: il futuro che spaventa, mancheranno loro

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La crisi climatica rappresenta un problema che acquista progressivamente un’enorme rilevanza: dovremo dire addio ad un particolare fenomeno naturale. 

Il mese di giugno è appena iniziato, eppure il caldo torrido ha già invaso paesi, città e località turistiche. Un tempo il caldo arrivava a tali temperature solo verso luglio inoltrato, attualmente risulta addirittura impossibile spostarsi nelle ore tra le 12 e le 15 del pomeriggio. Nel corso della stagione invernale, gli esperti avevano messo in guardia i diplomatici circa la gravità della situazioni. La stessa giovane paladina del clima – Greta Thumberg – aveva cercato di sensibilizzare i politici riguardo la necessita di un intervento immediato.

Clima (Pexels)
Clima (Pexels)

Il G20 di quest’anno ha rappresentato l’inizio di un’azione diplomatica volta a perseguire una politica ecosostenibile, in modo da riuscire a curare per tempo il nostro Pianeta, attualmente malato. Eppure, sembra che per ora la crisi climatica diventi sempre più pericolosa, tanto che gli esperti hanno affermato che tra qualche anno potremo dire per sempre addio ad un particolare fenomeno naturale: le nuvole.

Crisi climatica: le nuvole sono destinate a sparire?

Le temperature si stanno alzando progressivamente a causa della produzione eccessiva di CO2, in gran parte emessa per mano dell’uomo. In particolare, una delle conseguenze più importanti si potrà riscontrare tra qualche anno, con la scomparsa definitiva delle nuvole. Come spiegato da Michael Pritchard – Professore di Scienze del Sistema Terrestre presso la UC Irvine – “Se quelle nuvole si restringono come fanno le calotte glaciali […] si amplificherà il riscaldamento globale e tutti i rischi che ne derivano”.

Nuvole (Pexels)
Nuvole (Pexels)

Gli esperti della UC Irvine stanno tenendo sotto controllo il movimento e lo sviluppo delle nuvole, le quali rappresentano un elemento particolarmente instabile e difficile da studiare. Per perseguire l’obiettivo, i ricercatori stanno utilizzando un metodo di simulazione climatica chiamato Multiscale Modeling Framework, ideato nel 2000 e sviluppato presso il National Center for Atmospheric Research. Esso “include migliaia di piccoli micro modelli che catturano cose come la formazione realistica di nubi poco profonde che emergono solo ad altissima soluzione” – ha spiegato Pritchard.

In ogni caso, parliamo di studi che potranno vedere la loro conclusione solo nel 2060, proprio perché lo studio di nubi e nuvole deve tenere in considerazione una moltitudine infinita di variabili. Tuttavia, il 2060 è molto lontano ed aspettare un tempo così lungo potrebbe aggravare ulteriormente la condizione dell’intero Pianeta. A quel punto, potrebbe essere troppo tardi.

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