Ambra, mamma di due figlie, la soccorrono sul posto di lavoro. Ma è ormai troppo tardi

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Fonti ed evidenze: Il Resto Del Carlino, Rovigo in Diretta

Ambra Pavanello, 41 anni, mamma di due figlie, ha perso conoscenza sul posto di lavoro. I soccorsi hanno potuto fare ben poco.

Ambra Pavanello
Ambra Pavanello (Facebook)

Una vera e propria tragedia, quella accaduta a Stienta, piccolo paesino in provincia di Rovigo. Ambra Pavanello, 41 anni, mamma di due gemelle, stava lavorando come suo solito. La donna aveva un impiego presso una ditta di manutenzioni autostradali. Verso le 10 di mattina della giornata di ieri, Ambra è caduta a terra di colpo. Lo sgomento e la paura dei colleghi hanno preso il sopravvento sulla tranquillità tipica di una loro giornata lavorativa.

I colleghi della donna hanno dunque allertato i soccorsi, in quanto Ambra aveva perso conoscenza in seguito alla caduta. Purtroppo, per la donna non c’è stato nulla da fare. Il personale sanitario del Suem118, arrivato subito sul luogo, ha potuto solamente constatare il decesso di Ambra Pavanello, che lascia il marito Stefano e le sue due amatissime gemelle. Sembra che la causa della morte della madre sia riconducibile ad un malore improvviso.

La procura di Rovigo, dopo aver svolto gli approfondimenti di rito, ha dato ai familiari la salma della donna per i funerali. Sul luogo sono arrivati anche i carabinieri della stazione locale. La morte di Ambra rappresenta una tragedia che lascia senza parole  tre comunità. La donna abitava a Gaiba con il marito, Stefano Padoan, e le due gemelle di cui era madre. Ambra lavorava da tempo a Stienta, ma era originaria di Fiesso Umbertiano, dove era amata da tutti.

Sebbene la morte di Ambra non sia legata ad un infortunio sul lavoro, in quanto la causa del suo decesso non sembra essere attribuibile a mansioni lavorative, l’evento segue la scia di molte dolorose scomparse di giovani donne come nel recente caso di Luana D’Orazio. La 22enne, originaria di Pistoia, è infatti deceduta per l’assenza di un dispositivo di sicurezza all’interno del macchinario che stava adoperando. La ragazza lavorava in un’azienda tessile di Prato, e la sua morte ha causato un’ondata di indignazione in tutta Italia.

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