Vicenza, la maestra ordina agli alunni di sputare su un loro compagno

0
555

Una maestra della scuola primaria ha deciso di punire un alunno costringendo i suoi compagni di classe a sputargli addosso. 

Insegnante e alunno (GettyImages)
John Moore/GettyImages

Al fine di migliorare il comportamento di un alunno vivace, una maestra del Vicentino ha ordinato ai suoi compagni di classe di mimare il gesto di sputargli addosso. Come riportato da Leggo, la Corte di Cassazione ha condannato la maestra a un mese e dieci giorni di detenzione, nonché al risarcimento di 5.000 euro per danni morali. Radunati i 22 compagni di classe dell’alunno, la maestra ha dunque intimato loro di mimare l’atto di sputargli contro. La gravità del gesto ha portato la donna a subire una condanna per abuso dei mezzi di correzione. Nonostante la maestra sia ora in pensione, dovrà dunque scontare la pena di un mese e dieci giorni di reclusione, nonché risarcire la famiglia dell’alunno.

Non è il primo caso di conflitti interni in una scuola italiana. Basti pensare al caso del genitore del ragazzo di Lecce che, secondo la madre, prendeva voti troppo bassi. La madre ha dunque deciso di risolvere la questione picchiando brutalmente l’insegnante. L’insegnante vicentina, d’altro canto, sosteneva che la sua punizione aveva portato il bambino a migliorare il suo comportamento. La Suprema Corte ha però ritenuto inammissibile tale giustificazione.

I genitori dei bambini che la maestra aveva costretto a mimare il gesto dello sputo, venuti a conoscenza dai loro figli del fatto, hanno allertato i genitori del compagno di classe. Informata la madre del giovane, aveva fatto sapere quanto accaduto al dirigente scolastico. Il dirigente ha dunque sospeso la maestra per dieci giorni. In tribunale, la maestra aveva dichiarato che la sua idea era quella di una specie di “gioco di ruolo”, al fine di educare il bambino. In principio, la Procura di Vicenza aveva stabilito l’archiviazione del caso. D’altra parte, il Gip aveva determinato l’imputazione coatta. La vicenda è dunque terminata con il processo e la condanna per abuso dei mezzi di correzione.