Green Pass obbligatorio, cambia tutto per estetisti e parrucchieri

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C’è ancora molta confusione circa chi dovrà controllare che i lavoratori siano muniti di Green Pass. Ecco alcune precisazioni del Governo.

Getty Immages/Rohan Thomson

Da venerdì 15 ottobre Green Pass obbligatorio non solo per andarsi ad allenare in palestra e piscina o godersi un bel film al cinema. Anche per poter continuare a lavorare sarà necessario – anzi indispensabile – essere muniti di “lasciapassare”. Ad oggi in Unione Europea, l’Italia è l’unico Paese a richiedere il Green Pass per lavorare come forme di ulteriore tutela per la salute pubblica. Ma per alcune categorie è un po’ più complicato soprattutto – specialmente nel caso dei liberi professionisti –  non è ben chiaro chi dovrà effettuare i controlli. Il Governo – spiega Open – nelle ultime ore, ha precisato nel caso di lavoratori dipendenti saranno i datori di lavoro a definire come debbano avvenire le verifiche in ufficio da parte dei soggetti incaricati i quali dovranno controllare i Green Pass dei lavoratori al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro. I controlli potranno essere fatti anche a campione, ma in questo caso negli uffici pubblici dovranno essere effettuati su non meno del 20% dei lavoratori.

Stesso discorso per i lavoratori autonomi che prestano servizio per un’azienda: anch’essi dovranno essere sottoposti al controllo del Green Pass per quanto riguarda i lavoratori con contratti di somministrazione, per loro doppio controllo: sia dalla società di somministrazione, sia dall’azienda presso la quale il lavoratore svolge la propria prestazione

Ma che succede nel caso di liberi professionisti come tassisti, parrucchieri, estetisti? Per quanto riguarda i tassisti e gli autisti di vetture a noleggio con conducente  non è previsto che i clienti debbano verificare il Green Pass. Allo stesso modo anche i clienti di parrucchieri ed estetisti non sono tenuti a chiedere la certificazione verde, così come il titolare o gli stessi lavoratori non dovranno richiederlo agli utenti. Mentre, in un primo tempo, pareva che i clienti potessero assicurarsi che chi si prende cura di loro fosse in possesso del patentino – e viceversa – ora non è più così. Saranno i titolari dei saloni di bellezza a dover controllare i propri dipendenti. Stesso discorso per gli idraulici e gli operai che vengono a svolgervi i lavori a casa: il cliente non è tenuto a controllare, deve farlo il datore di lavoro.

Per rendere più agevoli le procedure di verifica della certificazione verde – riferisce Fanpage – il Governo renderà disponibili per i datori di lavori  specifiche funzionalità che consentiranno una verifica quotidiana e automatizzata in modo da non creare file e intasamenti agli ingressi. il datore di lavoro che non effettuerà le verifiche previste sul proprio personale dipendente rischierà una sanzione amministrativa che andrà da 400 a 1.000 euro. Tuttavia restano parecchie questioni irrisolte: dovrebbe essere obbligatorio anche igienizzare le mani e il controllo della temperatura corporea prima di accedere al luogo di lavoro piuttosto che nel salone del parrucchiere o dall’estetista. Chi controllerà se tutto è automatizzato? E nel caso il sistema automatizzato andasse in tilt chi se ne farà carico? Il gestore di un salone potrà essere passibile di sanzione se l’App o il sistema elettronico non funzionerà o, pertanto, non potrà verificare che chi entra abbia il Green Pass? Su questo e su molti altri interrogativi il Governo non ha ancora risposto.

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