Crema, un bimbo si fa male a un dito all’asilo: indagato il sindaco

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Indagato il sindaco di Crema per un piccolo incidente avvenuto ad un bambino all’interno dell’asilo comunale. 

sindaco crema indagato

Tempi duri per i Primi Cittadini di molte città italiane. Tra lockdown, riaperture e norme anti Covid da far rispettare non è proprio una passeggiata fare il sindaco di questi tempi.  Tuttavia, il primo cittadino di Crema, Stefania Bonaldi, si trova nei pasticci per motivi di tutt’altro genere che nulla hanno a che vedere con l’emergenza legata al Covid e le chiusure. Bonaldi infatti – spiega Il Messaggero – ha ricevuto un avviso di garanzia perché  un bimbo di un asilo nido comunale si è schiacciato  le dita in una porta. Il piccolo sta bene, non ha avuto lesioni permanenti ed è già tornato a frequentare l’asilo insieme ai suoi amichetti.

Al sindaco Bonaldi la Procura di Cremona contesta la mancanza di dispositivi idonei ad evitare la chiusura automatica della porta. Questa volta è andata bene ma – come dire – al bambino sarebbe potuta andare molto peggio. Al primo cittadino cremasco non manca, però, il sostegno di molti colleghi che si sentono schiacciati, da mesi, in una situazione scomoda. Solidarietà è arrivata dai colleghi sindaci di tutta Italia. «È assurdo, basta con queste pazzie contro i sindaci. Come si può indagare un Sindaco per una cosa del genere? Siamo al ridicolo. Davvero poi ci sorprendiamo che scarseggiano i candidati a sindaco?» – ha scritto Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e presidente nazionale ALI, Autonomie Locali Italiane.

E ancora – riporta Il Giorno – «Fare il sindaco è diventato un mestiere pericoloso. Quanto avvenuto al sindaco di Crema dimostra ancora una volta l’urgenza di maggiori tutele per chi amministra la propria comunità” – si è espresso  il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni e ha proseguito: “Non si può amministrare con il pensiero di ricevere un avviso di garanzia per ogni cosa. Bisogna creare condizioni diverse, altrimenti saranno sempre meno le persone che scelgono di spendersi per le proprie comunità”

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