Covid. Numeri allarmanti, Mattarella: ” Nessuno pensi di essere immune”

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Covid, numeri allarmanti sino a ieri, si espone anche il Presidente Mattarella: “Nessuno pensi di essere immune”

Sono allarmanti e preoccupanti i casi di contagio ed i decessi alla data di ieri, 17 Novembre 2020. Nell’ultimo bollettino del Ministero della Salute i numeri riportati prevedono 32.191 casi ed un nuovo picco di morti: 731. Preoccupano maggiormente la Lombardia, Campania e Veneto che vede per la prima oltre 8.000 casi mentre oltre 3.000 per le rispettive altre due. Sono tanti i pressing sul governo da parte delle Regioni che hanno chiesto di rivedere i 21 indicatori del monitoraggio e non mancano i ricercatori ed i medici ad invitare la popolazione a stare attenta perché il virus non intende fermarsi. Scopriamo i dettagli

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Preoccupanti i numeri del bollettino del 17 Novembre appena trascorso, del Ministero della Salute

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Covid, i numeri sono allarmanti: le ultime news e gli inviti dei medici a rispettare le misure di sicurezza

Sono allarmanti i numeri riportati sul bollettino di ieri da parte del Ministero della Salute e vi è il bisogno della collaborazione dell’intero paese affinché la diffusione del virus possa essere contenuta. Piene di preoccupazioni e allo stesso tempo di fiducia le parole del Presidente Mattarella all’assemblea dell’Anci, Assemblea Nazionale dei comuni italiani: “Nessuno pensi di essere immune al virus, la diffusione vuole dividerci ma solo uniti lo si può sconfiggere“. Restano intanto aperte le scuole in Abruzzo nonostante sia stata indicata come zona rossa. A tal proposito sono tantissimi i ragazzi che stanno frequentando le lezioni mediante Didattica a Distanza(DAD) e gli operatori telefonici in accordo col governo stanno attuando misure economiche che non vedano il consumo di giga durante le ore trascorse nelle aule virtuali.

Il Ministro della Salute Roberto Speranza tranquillizza dichiarando di avere già entro Gennaio il Vaccino contro il virus che vede all’Italia il 13 percento degli acquisti UE. Anche il Professor Massimo Galli, direttore del reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, aveva messo in guardia il rischio di una seconda ondata già nei mesi estivi e le sue parole purtroppo durante Il Festival della Salute globale, ne descrivono le conseguenze: “Se nelle prossime due settimane non ci sarà una reale diminuzione dei nuovi casi, nuove chiusure saranno inevitabili“.

 

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