Nicaragua, la persecuzione di vescovi e sacerdoti non si ferma: gli arresti durante le festività natalizie

Le festività natalizie, nel Nicaragua, si sono affermate come l’ennesima occasione, per Daniel Ortega, di scagliarsi contro agli esponenti della Chiesa cattolica.

Nel corso del suo primo Angelus del 2024, Papa Francesco non ha potuto fare a meno di esprimere la sua “preoccupazione” in merito a quanto sta succedendo nel Nicaragua, “dove vescovi e sacerdoti sono stati privati della libertà“. L’arrivo delle festività natalizie, infatti, non ha placato le mire di Daniel Ortega. Il presidente è impegnato in una vera e propria battaglia contro la Chiesa cattolica.

L'attacco di Ortega alla comunità cattolica in Nicaragua
In Nicaragua la battaglia del presidente Daniel Ortega contro la Chiesa cattolica non si ferma – Foto Ansa – formatonews.it

Attualmente al suo quinto mandato, Ortega non è nuovo alle persecuzioni verso chiunque venga considerato un suo “nemico” ed oppositore. La sua ascesa politica ha avuto inizio nel 1985, anno in cui si è aggiudicato per la prima volta la vittoria delle elezioni presidenziali. Una carica ottenuta dopo diversi anni di guerriglia a capo del Fronte Sandista di Liberazione Nazionale.

Nel 2007 – in seguito a due sconfitte alle elezioni del 1996 e del 2001 – Ortega è tornato al potere, trionfando con il suo secondo mandato. Da allora, si è tenuto la sua carica stretta. È stato confermato come presidente del Nicaragua anche negli anni successivi. Le ultime elezioni, nel Paese, si sono tenute nel 2021, con un esito che ormai in molti davano per scontato. Non sono mancate, infatti, accuse di brogli da parte dell’opposizione.

Nicaragua, la battaglia contro la Chiesa cattolica di Daniel Ortega

Negli ultimi anni, in particolare con le elezioni che lo hanno portato a celebrare la sua quarta elezione consecutiva, è stato registrato un incremento di arresti e intimidazioni di potenziali rivali e oppositori del presidente nicaraguese. La repressione di Ortega, tuttavia, non si ferma all’ambito politico.

Gli opposito di Daniel Ortega in protesta
Il presidente nicaraguese non è nuovo alle persecuzioni nei confronti dei suoi oppositori – Foto Ansa – formatonews.it

Qualsiasi “nemico” può finire nel mirino, compresa la Chiesa cattolica. Dal 2022, infatti, si sono intensificate le incarcerazioni di esponenti religiosi che, a detta del Governo, sarebbero in realtà in combutta per un colpo di Stato, nell’intenzione di sottrarre ad Ortega il suo potere.

Nello stesso anno, il presidente ha deciso di espellere il nunzio. Inoltre, sono state più di 200 le figure religiose che si sono viste costrette a lasciare il Paese. Tutto ha avuto inizio nel 2018. Gli attacchi di Ortega nei confronti della Chiesa hanno visto il loro principio in risposta ad una rivolta scoppiata contro il Governo e repressa nel sangue.

Gli esponenti religiosi arrestati durante le festività di Natale

Ora – dopo essersi scagliato contro le processioni della Quaresima prima e le Posadas poi (ossia i “presepi viventi” che animano le strade del Paese) – il Governo ha dato il via ad una serie di arresti. Lo scorso 20 dicembre il vescovo di Siuna, Isidoro Mora, è stato incarcerato. Il monsignore è stato il primo, in questi giorni, a vedersi privare della sua libertà.

La persecuzione di Daniel Ortega della Chiesa cattolica
Dal 2018, la Chiesa cattolica ha iniziato ad essere fortemente osteggiata in Nicaragua – Foto Ansa – formatonews.it

Mentre l’ultimo arresto è datato 31 dicembre ed ha coinvolto il parroco Gustavo Sandino, del comune di Santa Maria de Pantasma. L’uomo si è visto prelevare, senza nessun preavviso, dagli agenti di polizia. “Esprimo a essi, alle loro famiglie e all’intera Chiesa del Paese la mia vicinanza nella preghiera” ha affermato Papa Francesco all’Angelus tenutosi proprio nel giorno di Capodanno.

Al massimo pontefice si sono aggiungi gli appelli dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti uniti, che ha riportato il caso di Isidoro Mora, puntando il dito contro la “sparizione forzata” del vescovo e degli altri esponenti religiosi. In totale sono 14 i sacerdoti incarcerati, in piena violazione della “libertà religiosa, pilastro di ogni Stato democratico” come sottolineato dall’Ohchr.

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