Liceo Made in Italy, presto ci si potrà iscrivere | Cosa si insegnerà nelle nuove classi

Mentre si avvicina a grandi falcate l’apertura della finestra per inviare le domande, emergono nuovi dettagli sul percorso di studi.

Si compie finalmente l’audace progetto del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. A breve gli studenti potranno cominciare a sottoscrivere le proprie candidature per il percorso di studi che nascerà sull’impianto del liceo delle scienze umane opzione economico-sociale, ovvero quello voluto da Maria Stella Gelmini nel 2010 per rimpiazzare ragioneria.

Nasce il liceo del Made in Italy, di cosa si tratta
Le prime classi del nuovo liceo del Made in Italy saranno attivate a partire dall’anno scolastico 2024-2025 – Foto Ansa – formatonews.it

Se ne parla da tempo del liceo del Made in Italy, presto diventerà realtà. L’operazione si inserisce all’interno della più ampia riforma che andrà a stravolgere l’assetto delle scuole superiori. Questa rivoluzione, in particolare, comporterà l’aggiunta di tre ore di economia che andranno a sostituire rispettivamente quelle di sociologia, psicologia e antropologia.

Non solo, perché diminuiscono le ore da dedicare alla seconda lingua – passano da tre a due – per fare spazio a un’ora di storia dell’arte. Si tratterà di una metamorfosi graduale, che continuerà almeno fino al 2025.

Liceo del Made in Italy, al via da gennaio le iscrizioni

Alla fine è riuscita a spuntarla il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che vede approvata la legge che introdurrà le prime modifiche allo schema didattico del liceo delle scienze umane economico-sociale. Un percorso lungo che ha come fine ultimo la creazione del tanto chiacchierato liceo del Made in Italy, con le prime iscrizioni che inizieranno a pervenire già nella prima parte del 2024.

Liceo del Made in Italy, dal 23 gennaio le iscrizioni
Il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, a colloquio con Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy – Foto Ansa – formatonews.it

La dichiarazione d’intenti della misura è affidata alle parole del ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, che pone come obiettivo il “valorizzare e promuovere le eccellenze italiane, una parte qualificante della nostra riforma della scuola che avvicina istruzione e mondo del lavoro”. La volontà in parole povere è quella di riunire sotto un unico indirizzo la formazione proveniente dalle discipline umanistiche e da quelle Stem – in programma, tra l’altro, ci sono corsi di aggiornamento per gli insegnanti.

Si partirà inizialmente con poche classi – attive dall’anno scolastico 2024-2025 – visto che saranno utilizzate le risorse attualmente a disposizione. Non si interverrà livello di personale, nessun incremento di organico. I dettagli dei regolamenti non sono stati ancora limati, tuttavia dal 23 gennaio ogni studente potrà già scegliere il nuovo corso di studi attraverso la piattaforma ‘Unica’– le candidature per tutti gli altri potranno essere inviate ancor prima, dal 18 gennaio.

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