Serbia, le accuse di brogli elettorali fanno scoppiare la protesta: scontri a Belgrado, la reazione della Russia

In seguito alle elezioni del 17 dicembre, il Paese è stato interessato da proteste e scontri scoppiati per via delle accuse di brogli elettorali.

Nella giornata di domenica 17 dicembre, nel Paese si sono tenute le elezioni locali e parlamentari. I disordini sono iniziati con la diffusione delle accuse da parte del movimento “Serbia contro la violenza” in merito a presunti brogli elettorali. La coalizione di opposizione, infatti, ha denunciato pubblicamente le irregolarità che avrebbero portato alla conferma di Aleksander Vucic e del suo Partito Progressista Serbo.

Scoppia la protesta in Serbia dopo la irregolarità delle elezioni
Serbia, le opposizioni denunciano l’irregolarità delle elezioni che hanno portato alla conferma di Aleksander Vucic – Foto Ansa – formatonews.it

“Serbia contro la violenza” ha puntato il dito contro quelli che sarebbero a tutti gli effetti dei voti illegali, provenienti da elettori bosniaci. Questi ultimi, a detta della coalizione, avrebbero ottenuto il permesso di esprimere la propria “preferenza” nell’intento di determinare la vittoria del partito nazionalista di Vucic.

Le coalizioni non sono state le uniche a sottolineare le irregolarità che avrebbero segnato le elezioni in Serbia. Anche gli osservatori internazionali hanno riscontrato anomalie, tra cui sono stati menzionati il “riempimento di urne” e l'”acquisto di voti”. Il Partito Progressista Serbo, da parte sua, ha smentito qualsiasi denuncia, affermando – il giorno seguente alle elezioni – di aver ottenuto oltre metà dei 250 seggi in Parlamento.

Serbia, i disordini non si fermano: arriva la denuncia della Russia contro l’Occidente

I dirigenti di “Serbia contro la violenza” hanno indetto uno sciopero della fame. A questi hanno fatto eco i manifestanti, che hanno dato inizio ad accesi scontri con le autorità. Il 24 dicembre, alla vigilia di Natale, il Comune di Belgrado è stato preso d’assalto. Almeno 35 persone sono state arrestate e, nella giornata di lunedì, nuove proteste hanno interessato il Paese.

Gli scontri tra cittadini serbi e le autorità
I manifestanti, in Serbia, hanno preso d’assalto il Comune di Belgrado – Foto Ansa – formatonews.it

Migliaia di cittadini, soprattutto studenti universitari, si sono recati presso una stazione di polizia della capitale, chiedendo la liberazione dei partecipanti alla manifestazione della sera precedente. Vucic non ha tardato a rispondere alle accuse al suo partito e ai successivi disordini, descrivendo gli scontri come un tentativo di impossessarsi del potere delle istituzioni serbe locali.

“Abbiamo prove solide a sostegno” ha dichiarato il presidente nel corso di una comunicazione trasmessa in tv, aggiungendo di non essere intenzionato ad arrendersi. “Nessuno ha il diritto di distruggere la nostra casa, di distruggere la proprietà del nostro Paese e dei nostri cittadini” ha proseguito, sottolineando che, nel durante le proteste, alcuni agenti hanno riportato “gravi ferite”.

A dargli man forte ci ha pensato la Russia. La portavoce del Ministero degli Esteri di Mosca Maria Zakharova, in particolare, ha parlato di un tentativo da parte dell’Occidente “di infiammare la situazione” in Serbia, facendo ricorso alle “tecniche di Maidan”. Le manifestazioni nel Paese sono state paragonate a quelle scoppiate, qualche anno fa, in Ucraina nei confronti della presidenza del filorusso Viktor Janukovyc.

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