Scoperta una tomba egiziana di uno scriba reale: all’interno pareti ricoperte di misteriosi incantesimi

All’interno di una tomba egiziana di 2.500 anni fa, a 14 metri sotto terra, sono state trovate pareti ricoperte di antichi incantesimi.

Nella necropoli di Abusir gli archeologi hanno scoperto una tomba egiziana di 2.500 anni fa, che secondo loro contiene resti di antichi incantesimi. La recente scoperta è stata effettuata da esperti dell‘Istituto ceco di egittologia della Facoltà di Lettere dell’Università Carolina.

All'interno della tomba di uno scriba egiziano
Scoperta la tomba dello Scriba reale egiziano – FormatoNews.it

La tomba apparteneva al venticinquenne Djehutyemnakht, uno scriba reale e alto funzionario dell’epoca. Il suo ritrovamento è avvenuto per la prima volta a maggio. La camera funeraria rimane intatta, 14 metri sotto terra. Secondo gli archeologi è decorata con lunghe sequenze di incantesimi e ricche scene geroglifiche, che avevano lo scopo di benedire Djehutyemnakht e aiutarlo nel suo cammino verso l’eterno aldilà.

All’interno della tomba egiziana dello scriba reale Djehutyemnakht

Le scoperta della tomba egiziana dello scriba reale è molto importante, soprattutto se la si accosta a quella avvenuta circa un anno fa – sempre per mano della missione ceca – della tomba del comandante militare Wahibra-mery-neith: entrambe permettono agli studiosi di gettare nuova luce sul VI e V sec a.C., anni tumultuosi per la storia dell’Antico Egitto. Gli archeologi l’hanno scoperta all’interno di un ampio cimitero di ufficiali di alto rango e comandanti militari della XXVI e XXVII dinastia.

La tomba egiziana di uno scriba reale
Caratteristiche della tomba egiziana di uno scriba reale – FormatoNews.it

“Queste tombe a pozzo rappresentano un tipo di sepolcro specifico di quest’epoca e furono create dalle antiche élite egiziane a imitazione della tomba del re Djoser, il fondatore del famoso Antico Regno dell’era della costruzione delle piramidi del 3° millennio a.C.,” ha detto Mostafa Waziri, segretario generale del Consiglio supremo delle antichità.

“È interessante notare che i serpenti erano da un lato considerati pericolosi, ma dall’altro agivano come potenti protettori del defunto e della sua mummia”, ha spiegato il direttore del progetto archeologico, Marcel Bárta. Le pareti meridionali e occidentali sono ricoperte da un ampio elenco di offerte rituali.

Sulle pareti esterne del sarcofago sono dipinti gli antichi testi funerari, i Testi della Bara e i Testi delle Piramidi. Questi ripetono parzialmente gli incantesimi del serpente apparsi in precedenza nella tomba. Nella parte inferiore della parete interna della bara è raffigurata Imentet, la dea dell’Occidente. I lati interni della bara contengono i cosiddetti incantesimi canopi, recitati da questa dea e dal dio della Terra Geb.

Probabilmente il sepolcro doveva essere stato vittima dei saccheggiatori già nel V sec a.C. Le analisi sul corpo del defunto, invece, hanno restituito interessanti informazioni: lo Scriba reale aveva circa 20-25 anni al momento della sua morte e il suo corpo riporta segni di usura dovuti alla professione che svolgeva. L’erosione spinale e la grave fragilità ossea di cui soffriva Djeuty-m-hat sono elementi fondamentali per permettere agli antropologi di condurre uno studio sulla società del V sec a.C. e, quindi, su altri uomini e donne sepolti nella necropoli di Abusir.

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