Arresto e carcere per gli attivisti che bloccano le strade: la proposta di legge della Lega

Arresto in flagranza, Daspo urbano e carcere per chi occupa le strade: la proposta della Lega contro gli attivisti per il clima.

La Lega ha presentato una nuova proposta di legge che prevede l’arresto in flagranza di reato e il carcere per gli attivisti che bloccano il traffico, oltre alla possibilità di Daspo urbano. Nel corso degli ultimi mesi si sono moltiplicati i gesti eclatanti firmati dagli attivisti per il clima. Molteplici le azioni portate avanti in questi mesi, che hanno riguardato diversi centri della penisola, con il conseguente blocco di strade e autostrade.

La Lega e l’arresto per gli ambientalisti che bloccano il traffico
Arresto per gli attivisti che bloccano le strade – Foto Ansa – FormatoNews.it

Le forze di maggioranza hanno presentato una proposta di legge proprio in contrasto agli attivisti ambientalisti. La richiesta della Lega ha l’obiettivo soprattutto di punire le iniziative di attivisti climatici come quelli di Ultima generazione, che negli ultimi tempi hanno lanciato manifestazioni di protesta.

Arresto in flagranza, Daspo urbano e carcere per chi occupa le strade: la proposta contro gli eco attivisti

Dagli attivisti di Ultima Generazione ai gruppi meno conosciuti, sempre più eco-teppisti hanno bloccato le strade delle grandi città e la politica non ha intenzione di rimanere a guardare: la Lega ha proposto l’arresto nei confronti di chi blocca le strade. La Lega ha sempre duramente contestato queste iniziative. A metà ottobre Matteo Salvini ha detto che le autorità dovrebbero intervenire con “multe pesanti, carcere e arresto in flagranza” nei confronti dei manifestanti. La proposta ora è arrivata in Parlamento a firma del deputato Gianangelo Bof. Quest’ultimo ha inasprito le pene per chi ferma la libera circolazione delle auto in carreggiata.

La proposta della Lega contro gli attivisti per il clima
La Lega e l’arresto per gli ambientalisti che bloccano il traffico – Foto Ansa – FormatoNews.it

“Da tempo assistiamo alle intemperanze di gruppi di sedicenti attivisti ambientalisti ed ecologisti che impediscono, con il proprio corpo, la ordinata circolazione stradale, specie nelle “ore di punta” provocando grande disagio fra gli automobilisti”, ha detto il leader leghista Matteo Salvini, ministro dei Trasporti e delle infrastrutture.

Suddiviso in tre articoli, al primo punto il testo prevede inasprimenti delle sanzioni, con il carcere che sostituisce la multa. “La pena della sanzione amministrativa da mille euro a 4 mila euro, a oggi prevista in caso di impedimento della libera circolazione su strada con il proprio corpo” viene rimpiazzata con “la reclusione da sei mesi a tre anni, sia che l’ostruzione sia effettuata su strada ordinaria che ferrata”. E ancora prevede la possibilità di daspo urbano, ossia l’allontanamento dalla città che potrà essere disposto dal questore.

Infine, si modificherebbe l’articolo 380 del Codice penale per inserire il blocco stradale tra i reati che richiedono l’arresto in flagranza. Quest’ultimo in Italia è previsto dal codice penale (articolo 380) per reati particolarmente gravi. Ad esempio quelli che hanno pene superiori ai 20 anni di carcere; per casi come devastazione e saccheggio, furto e rapina, violenza sessuale, traffico di armi o di droghe, terrorismo.

La risposta di Ultima Generazione non si è fatta attendere. “Una proposta paradossale” ha detto Laura Paracini, attivista di Ultima Generazione. “Invitiamo Salvini a occuparsi di emergenze più serie, come quella climatica, una delle crisi più gravi che l’umanità dovrà affrontare e che ci travolgerà in modo trasversale”.

Paracini spiega come, secondo lei, certi problemi vengano ignorati per “motivi specifici”. “Non posso che mettere in dubbio la buona fede dei nostri politici che scelgono di reprimere in modo così duro alcuni atti, quando invece c’è un silenzio assordante su altre crisi”, dice. Per lei infatti la proposta di legge “non si può non definirla una repressione, l’ennesima, messa in moto contro di noi”, conclude.

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