Kristina Gallo, uccisa a 27 anni per via dell’ex fidanzato: “È uno psicopatico stalker”

Kristina Gallo ha perso la vita a causa del fidanzato, nonostante le ripetute segnalazioni da parte sua. Ma come è potuto accadere?

A volte le situazioni possono degenerare in maniera violenta, soprattutto se all’interno di una coppia amorosa non è più presente la stabilità di un tempo. Può succedere che vi siano dei problemi coniugali, su questo non ci piove, ma nel momento in cui si sfocia in azioni piuttosto aggressive, è chiaro che non si possa più rimediare. Purtroppo una ragazza ha toccato con mano questo tipo di circostanza, lasciando una cicatrice indelebile nel cuore di tutti i suoi familiari.

Morte Kristina Gallo
Kristina Gallo: cosa è successo nell’omicidio-Credit ANSA – Formatonews.it

Stiamo parlando di Kristina Gallo, una giovane mamma uccisa a 27 anni il cui corpo è stato ritrovato nella casa del fratello a Faenza. Chiaramente nessuno si aspettava che potesse succedere, né che ci fosse l’eventualità che potesse avere luogo prima o poi, ma la Polizia pare che sia giunta rapidamente alle conclusioni. Il principale imputato del procedimento penale, con l’accusa di omicidio aggravato dallo stalking, è attualmente Giuseppe Cappello.

L’uomo si dichiara innocente, ma i segnali d’allarme affermano il contrario

Si tratta dell’ex fidanzato della vittima, arrestato e costretto ai domiciliari con tanto di braccialetto elettronico per il controllo da remoto. Anche se ora continua a dichiararsi innocente e totalmente estraneo ai fatti, i carabinieri non sono convinti della sua versione in quanto gli elementi riportati dipingono un quadro completo: sospettano che sia l’assassino. Quali sono le prove a carico delle forze dell’ordine?

Kristine Gallo omicidio
Foto della coppia prima della tragedia (ANSA) – Formatonews.it

I carabinieri, avendo raccolto le segnalazioni passate di Kristina Gallo prima della morte, hanno costruito quello che è anche adesso un’ottima prova per credere che, Giuseppe Cappello, possa essere colui che ha portato via la vita alla giovane madre: “Nel corso degli anni è stata minacciata, picchiata e soggiogata da Giuseppe Cappello che l’ha trascinata in un baratro di ozio, droga e isolamento. Di lui ne era invaghita nonostante tutto; aveva provato più volte a mettere la parola fine ad una relazione che lei stessa aveva capito essere distorta, ma ogni volta lui, con tenacia ed insistenza oltre il limite della persecuzione, era riuscito a farla desistere“.

Come è possibile intuire da quanto riportato nel documento ufficiale, Giuseppe Cappello sembrava che avesse il pieno controllo della vita di Kristina Gallo e di tutte le sue azioni quotidiane. Le autorità riferiscono che la donna, più e più volte oltretutto, lo considerava come uno psicopatico stalker, incapace di provare emozioni e violento in ciò che faceva. Per quanto le prove pare che siano sufficienti, sarà necessario aspettare il 4 aprile per far sì che i periti di accusa, difesa e parti civili esprimano la sua opinione in merito a quel che è stato dimostrato.

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