Smart Working addio: costa troppo lavorare da casa per il caro vita

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Lo smart working risulta fortemente penalizzato dal caro energia. La luce e il gas lievitano, i sindacati si mobilitano chiedendo dei rimborsi per chi lavora da casa.

Lo smart working è oramai amato da tutti, la comodità di lavorare da casa senza doversi spostare, soprattutto nella grande città, accorcia molto i tempi e rende tutto meno complicato. Solo venti dipendenti su un totale di  cento sono ancora disposti a guadagnare di meno pur di restare a casa e lavorare da remoto con lo smart working. 
Smart Working addio_ costa troppo lavorare da casa per il caro vita
Smart Working, addio! costa troppo lavorare da casa per il caro vita
(pixabay.com)

Le bollette lievitano e questo frena bruscamente lo smart working, costa troppo. Rimanere a casa non è più conveniente adesso con la luce e il gas che stanno schizzando.  Il dato è che nei contratti che prevedono il lavoro agile, spesso non sono previsti rimborsi economici che sono proprio legati all’aumento delle bollette e quindi i lavoratori non sono disposti assolutamente a guadagnare meno.

Cosa sta accadendo

Data la situazione che stiamo vivendo, gli aumenti di luce e gas, che faranno ulteriormente lievitare le bollette di famiglie e aziende, hanno pesanti conseguenze su circa 700mila dipendenti statali. Su una cifra di 18 milioni di dipendenti, si stima che potrebbero lavorare da casa 6-8 milioni di persone, ma al momento sono quattro milioni. Quello che chiedono i sindacati riguarda i contratti, i quali devono regolare il lavoro agile prevedendo dei rimborsi adeguati per le bollette per coloro che hanno assolutamente necessità di lavorare da casa e non possono recarsi in ufficio. Il 90% dei lavoratori considera lo smart working positivo ma è proprio questo caro energia che spaventa anche coloro che lo hanno sempre preferito, analizzando i pro di un lavoro agile dove i costi per le aziende vengono abbattuti.

 

Da considerare è la questione dei buoni pasto, che nella maggior parte dei casi non sono previsti per coloro che lavorano da casa. Circa la geo localizzazione delle imprese fino a questo momento sono state soprattutto le imprese collocate nel nord-est  dell’ Italia a utilizzare il lavoro a distanza, con una buona percentuale del 70%. Contro altre percentuali come il 53% che riguarda le zone del nord-ovest e il 57% quelle del  centro e il 30% le regioni del sud. 

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