Rosanna, 77 anni, precipita dalla finestra: poco prima si era confidata con qualcuno

Una donna anziana precipitata da una finestra della sua abitazione. L’ipotesi iniziale di un suicidio inizia a non reggere più.

Era la tarda mattinata del 22 aprile quando la 77enne Rosanna Aber precipitò giù da una finestra del suo appartamento in via Einstein, quartiere Colognola a Bergamo. Ad assistere a tutta la scena un passante che sentì sente un urlo e poi vide una donna precipitare dal quarto piano di un palazzo.

ANSA/STRINGER/archivio

Rosanna Aber era rimasta vedova da alcuni mesi. Per questo l’ipotesi più accreditata fu quella di un suicidio dovuto al dolore per la perdita del coniuge. Quando cadde dalla finestra l’anziana era vestita e indossava le scarpe. A distanza di quasi sei mesi, tuttavia, le carte in tavola sono cambiate: nuovi elementi farebbero pensare che Rosanna Aber non si sia tolta la vita. La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio volontario. Indagata la trentenne ucraina che, da qualche tempo, lavorava a casa della vittima come donna delle pulizie. La giovane si trovava nell’abitazione di Rosanna anche il giorno della tragedia.  Agli agenti della Polizia aveva detto di essersi trovata in un’altra stanza a sbrigare le faccende quando l’anziana è precipitata dalla finestra.

Perché proprio la collaboratrice domestica potrebbe essere la responsabile della morte dell’anziana? Un elemento, in particolare, ha destato i sospetti degli inquirenti: la mattina stessa della morte, Rosanna Aber si era confidata con una conoscente e le aveva detto di essere turbata perché aveva riscontrato dei prelievi di denaro fatti sul suo conto corrente, prelievi che non era stata lei ad effettuare. Potrebbero essere stati il figlio o la figlia a prelevare senza il consenso della madre. Ma questa ipotesi è stata esclusa poiché sono stati gli stessi parenti dell’anziana a denunciare il medesimo fatto dopo la sua morte: dal conto di Rosanna mancavano 6000 mila euro e i prelievi risultavano essere stati fatti solo a partire da quando la trentenne ucraina aveva iniziato a prestare servizio in casa della 77enne. La giovane era stata indicata come persona di fiducia dalla badante che accudiva il marito malato di Rosanna Aber. La Polizia, a quel punto, dopo la denuncia dei parenti della defunta, ha verificato con le telecamere gli sportelli bancomat in corrispondenza dei prelievi tracciati sul conto della donna e le immagini porterebbero alla ragazza delle pulizie.

Gli inquirenti non hanno dubbi su un punto: non è stata una caduta accidentale. La 77enne era autonoma e attiva, si esclude che si sia trattato di un incidente. La donna non è caduta mentre stava pulendo le finestre anche perché, appunto, quella mattina in casa c’era la collaboratrice domestica per assolvere a quei compiti.  Inoltre, l’appartamento è in un grande blocco di condomini degli anni Sessanta dove i parapetti delle finestre sono molto alti mentre l’anziana era piuttosto bassa. La stessa autopsia avrebbe dato indicazioni sul tipo di caduta: ora starà alla Polizia capire se si sia trattato di un suicidio o se Rosanna Aber sia stata spinta da qualcuno. Lo scorso giugno un bimbo di appena 13 mesi è precipitato dalla finestra anche in questo caso non si è trattato di un incidente: lo ha lanciato la babysitter
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