Tumore precoce: cosa ha stabilito la ricerca

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Fonti ed evidenze: ilmessaggero.it
Recentemente il tumore si sta propagando anche tra le fasce di età più giovani e colpisce sempre più organi del corpo. Una ricerca ha messo in risalto proprio questo dato inquietante di età precoce.
Secondo la ricerca a molte persone sotto i 50 anni viene diagnosticato un cancro e sicuramente i dati che si sono sviluppati nella prima infanzia potrebbero aver contribuito a questo dato. Si parla infatti di effetto coorte di nascita. Questo effetto viene descritto in questo modo dai ricercatori e riportiamo qui di seguito le parole utilizzate:  “mostra che ogni gruppo successivo di persone nate in un secondo momento, ad esempio un decennio dopo, ha un rischio maggiore di sviluppare il cancro più avanti nella vita, probabilmente a causa di fattori di rischio a cui sono stati esposti in giovane età”
Tumore precoce_ cosa ha stabilito la ricerca
Tumore precoce: cosa ha stabilito la ricerca
(pixabay.com)

Cosa significa questo? Coloro che sono nati nell’anno 1960 hanno sperimentato un rischio di cancro molto elevato prima dell’età dei 50 anni, avendo invece come termine di paragone quelle nate nell’anno 1950. Entriamo nello specifico e cerchiamo di capire meglio.

 

Cosa accade a coloro che non hanno ancora 50 anni

 

La ricerca ha puntato il dito sulle caratteristiche cliniche e biologiche del tumore per quanto riguarda i tumori a esordio precoce rispetto invece ai tumori che sono stati diagnosticati dopo i 50 anni. Sicuramente vi sono dei fattori da considerare come la dieta e lo stile di vita che contribuiscono all’aumento del cancro a esordio precoce. I possibili fattori di rischio per il cancro che si manifesta in modo precoce includevano il consumo di alcol, la privazione del sonno, il fumo, l’obesità e il consumo di cibi altamente trasformati. Circa gli alimenti è stato messo in risalto che quelli altamente trasformati, le bevande zuccherate, obesità, diabete di tipo 2, stile di vita sedentario e consumo di alcol sono ovviamente molto aumentati nell’ultimo periodo.

 

Ogino e Ugai sperano di continuare questa ricerca raccogliendo molti dati e collaborando con degli  istituti di ricerca internazionali, non solo, si sono anche focalizzati su alcuni studi  per includere bambini piccoli che possono essere seguiti per diversi decenni e quindi cercare di comprendere questa manifestazione precoce del cancro. Secondo Ugai la dichiarazione è la seguente e la riportiamo con le sue stesse parole: “miriamo a condurre in futuro studi di coorte più longitudinali in cui seguiremo la stessa coorte di partecipanti nel corso della loro vita, raccogliendo dati sanitari, potenzialmente da cartelle cliniche elettroniche e campioni biologici in punti temporali prestabiliti. Questo non solo è più conveniente considerando i molti tipi di cancro che devono essere studiati, ma credo che ci fornirà informazioni più accurate sul rischio di cancro per le generazioni a venire”.

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