Ottanta persone violate, avevano dai 9 ai 100 anni. Erano tutti cadaveri

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 Un uomo ha abusato di oltre 80 donne, anche bambine. Erano tutte già morte al momento dello stupro.

Getty Immages/Amir Levy

David Fuller, 67 anni, lo scorso dicembre – dopo ben 37 anni – è stato finalmente arrestato per aver ucciso due donne:  Wendy Knell di 25 anni e Caroline Pierce di 20. Ora – riferisce Adnkronos –  un’altra scoperta sconvolgente: l’uomo ha confessato di aver violato sessualmente oltre 80 donne, di tutte le età: la più giovane era una bimba di 9 anni, la più anziana una centenaria. La cosa più scioccante è che il 67enne ha abusato dei cadaveri delle donne mentre  lavorava come elettricista negli obitori del Kent and Sussex Hospital prima e del Tunbridge Wells Hospital poi, in Gran Bretagna.

Ora Fuller rischia l’ergastolo e di trascorrere il resto della sua vita in carcere senza la possibilità di libertà condizionale. Nella sua confessione l’uomo ha ammesso di aver anche filmato alcune delle aggressioni sessuali commesse dal 1989. Nell’abitazione dell’elettricista gli investigatori hanno scoperto 1.300 video, 34.000 fotografie e centinaia di dischi rigidi e floppy che testimoniavano gli abusi sui cadaveri: in tutto, c’erano 14 milioni di immagini.

In Tribunale, il 67enne è stato descritto come un deviato sessuale che traeva gratificazione sessuale dalla violazione dei loro cadaveri. Non è il primo caso di abusi su corpi senza vita. Qualche anno fa – riportava Il Messaggero – nello stato dell’Ohio, in America, grazie all’esame del DNA trovato su un cadavere venne incastrato Kenneth Douglas, un 60enne, sposato e con 4 figli. L’uomo tra il 1972 e il 1992 abusò di oltre 100 cadaveri durante il turno notturno in obitorio. A far scattare l’allarme fu la moglie di Douglas insospettiva dallo strano odore che sentiva addosso al marito dopo che lui tornava da lavoro. L’uomo, dopo essere stato incastrato, confessò tutto: spiegò di stuprare i cadaveri in una cameretta dell’obitorio dopo averli prelevati dal congelatore, prima dell’autopsia. Tentò di giustificarsi sostenendo di mettere in pratica il macabro rituale sotto l’effetto di alcol e droga.