Covid e Lockdown: per gli anziani c’è un altro enorme rischio

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Covid e Lockdown: uno studio afferma che potrebbe esserci un altro enorme rischio per gli anziani costretti a rimanere in casa 

L’isolamento sociale provocato dal lockdown per contenere il contagio del Coronavirus ha di certo provocato impatti forti e negativi sul nostro benessere psicofisico. I bambini e gli anziani sembrano essere quelli più colpiti e proprio per questi ultimi, la sedentarietà e l’impossibilità di accedere a diversi servizi potrebbe creare l’insorgere di demenza o incrementare problematiche cognitive già conclamate.

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Lo studio ha fatto emergere come l’isolamento e le mancate interazioni sociali potrebbero creare il rischio di demenza o declino cognitivo

L’intero pianeta ha visto numerosissimi contagi ed altrettante vittime e solo in Italia si contano più di 1.5 milioni di contagiati ed oltre 55.000 morti. Numeri che sarebbero stati decisamente più alti se non fossero stati presi provvedimenti internazionali per contenere la diffusione del virus. Proprio l’isolamento ha visto colpire fasce più deboli e secondo lo studio italiano coordinato da scienziati dell’IRCCS Fondazione Santa Lucia di Roma, incrementerebbe depressione, declino cognitivo ed ansia. Scopriamo i dettagli

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Covid e Lockdown: gli anziani a rischio demenza e depressione per colpa dell’isolamento

A determinare l’associazione tra Covid19 e demenza negli anziani è stato il team italIano dell’IRCCS di Roma, collaborando col Dipartimento di Medicina dei sistemi dell’Università degli studi di Roma “Tor Vergata“. Lo studio degli scienziati è stato coordinato dalla dottoressa psicologa Simona Gabriella di Santo, ricercatrice presso il Laboratorio-Servizio di Epidemiologia e Ricerca Clinica (LASERC). Eseguito tramite intervista telefonica ad un campione di 126 persone superiori ai 60 anni con forme di declino cognitivo, si è evidenziato un cambiamento nello stile di vita, nell’alimentazione e negli hobby sino ad ora praticati.

Dall’analisi della ricerca è emerso che circa il 70 percento degli intervistati aveva incrementato uno stile di vita sedentario davanti a televisione e computer, mentre il 30 percento ha ridotto di molto la propria attività fisica. L’alimentazione controllata è stata compromessa dall’introduzione di alimenti malsani e circa il 35 percento ha dichiarato di esser aumentato di peso. Sembrerebbe che per via delle mancate attività di tipo sociale siano subentrate in percentuale maggiore depressione, ansia ed apatia. Inoltre il fiume di notizie che inversa tutti i canali di comunicazione come i social ed internet vedrebbe un forte impatto negativo sul benessere mentale e fisico, che potrebbe portare il rischio di sviluppare demenza. “I dati indicano come l’isolamento dato dalla quarantena abbia implicato cambiamenti negli stili di vita potenzialmente dannosi per la salute cognitiva e mentale, con possibili effetti a lungo termine.” dichiara la dottoressa di Santo. Trovate i dettagli della ricerca pubblicati sulla rivista “Frontiers in Psychiatry“. The Effects of COVID-19 and Quarantine Measures on the Lifestyles and Mental Health of People Over 60 at Increased Risk of Dementia

 

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