USA, bloccata la vendita di armi a Israele: gli attacchi dei coloni contro i palestinesi preoccupano

Mentre nella Striscia di Gaza si sta vivendo una drammatica crisi umanitaria, gli Stati Uniti hanno deciso di fermare l’invio di armi ad Israele.

Il conflitto nella Striscia di Gaza non si ferma. In seguito all’attacco di Hamas, avvenuto lo scorso 7 ottobre, sul territorio israeliano, ha avuto inizio quella che lo Stato ha definito l’Operazione Spade di Ferro. La risposta di Netanyahu non ha tardato ad arrivare, segnando il principio di una guerra che ha già portato alla morte di oltre 15mila palestinesi.

Gli USA fermano l'invio di armi in Israele
A Gaza è scoppiata una crisi umanitaria dopo la risposta israeliana all’attacco di Hamas – Foto Ansa – formatonews.it

Gaza sta affrontando una crisi umanitaria che ha già messo la popolazione in ginocchio: alimenti, acqua, farmaci ed elettricità si fanno ogni giorno più scarsi. Mentre gli attacchi dell’esercito israeliano proseguono attirando sempre più critiche dalla comunità internazionale.

Il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha condannato l’offensiva di Netanyahu, facendo riferimento a “punizioni collettive” nei confronti della popolazione palestinese e a “crimini contro l’umanità”. Lo Stato israeliano, da parte sua, continua a sostenere la necessità di tali attacchi, nell’intento di eliminare le basi di Hamas  e l’organizzazione stessa.

USA, il blocco alle spedizioni di armi in Israele dopo il veto sul cessate il fuoco a Gaza

Lo scorso 12 dicembre l’ONU ha approvato la risoluzione per il cessate il fuoco a Gaza. La bozza ha visto luce in seguito al discusso veto da parte degli Stati Uniti una settimana prima sul testo del Consiglio di Sicurezza. I voti favorevoli sono stati 153, quelli contrari 10 (tra cui, oltre ad Israele, figurano nuovamente gli USA e l’Austria). Ad astenersi, 23 Paesi (compresi Italia e Germania).

L'amministrazione di Biden ferma l'invio di armi in Israele
L’amministrazione di Joe Biden ha deciso di fermare l’invio di fucili statunitensi in Israele – Foto Ansa – formatonews.it

“La catastrofica situazione umanitaria a Gaza” è fonte di preoccupazione, come spiegato nella stessa risoluzione, che chiede uno stop immediato al conflitto sul territorio. La presa di posizione degli USA, tuttavia, ha diviso non poco l’opinione pubblica. L’ambasciatore Robert Wood, nel corso dell’assemblea, ha fornito una motivazione per una decisione simile.

Sebbene gli Stati Uniti siano favorevoli ad una “pace duratura” tra Israele e Palestina, un cessate il fuoco immediato rischierebbe di “gettare i semi per la prossima guerra”. La convinzione, infatti, è che Hamas non sia affatto intenzionato a fermare il conflitto. Nel frattempo, le richieste avanzate dall’Onu non hanno determinato alcuna svolta a Gaza, dove il numero di vittime continua a salire.

Ora, in una situazione che si fa sempre più catastrofica, gli USA sono tornati al centro dell’attenzione internazionale per il “dietrofront” dell’amministrazione di Joe Biden, che ha fermato la vendita di fucili americani ad Israele. Il blocco è arrivato in seguito alla diffusione, sui social, di diversi video che mostrano le violenze dell’esercito di Netanyahu e i soprusi da parte dei coloni nei confronti dei palestinesi in Cisgiordania.

“Abbiamo nutrito preoccupazioni, e le abbiamo espresse a Israele, riguardo alla continuazione di questa campagna militare” ha confessato il portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti John Kirby. Tuttavia, ciò non è servito a placare le mire del primo ministro israeliano. “Nonostante le pressioni internazionali”, Netanyahu ha espresso la sua volontà di andare “fino in fondo, finché non saremo vittoriosi”.

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