Francesco, il suo corpo è rimasto sull’asfalto per 5 ore

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Fonti ed evidenze: Messaggero, Fatto Quotidiano

Lo strazio di vedere il cadavere del proprio figlio lasciato 5 ore sull’asfalto di un marciapiede.  La vittima avrebbe compiuto 19 anni tra pochi giorni.

Francesco Valdiserri aveva solo 18 anni. A novembre ne avrebbe compiuto 19. Ma non arriverà a quel traguardo: il giovane è stato travolto e ucciso da un’auto fuori controllo mentre camminava sul marciapiede.

 

La tragedia si è consumata a Roma. Alla guida del veicolo che ha ucciso Francesco, vi era una ragazza di 24 anni, Chiara Silvestri, che improvvisamente ha perso il controllo della macchina ed è finita sul marciapiede. Da quanto emerso guidava oltre il limite di velocità consentito e aveva un tasso alcolemico tre volte superiore a quello ammesso dalla legge italiana.  La donna ora è accusata di omicidio stradale e si trova ai domiciliari. Francesco Valdiserri era figlio di due giornalisti del Corriere della sera: Luca Valdiserri e Paola Di Caro. Il padre Luca, oltre al dramma di aver perso un figlio, ha dovuto sopportare l’agonia di vedere il cadavere del ragazzo lasciato per oltre 5 ore sull’asfalto dove era stato ucciso. “Non si dovrebbe morire così, è una ecatombe sulle strade… eppure anche mio figlio è morto” – le parole piene di strazio  di Luca Valdiserri.

Suo figlio Francesco, “Checco”, avrebbe compiuto 19 anni tra pochi giorni, il primo novembre. Il suo corpo è rimasto per ore a terra, vicino alla Suzuki Swift che lo ha investito e ucciso sulla via Cristoforo Colombo. Il cadavere del ragazzo  è stato  avvolto  con una coperta termica di colore oro dagli agenti delll’XI Gruppo Marconi e del Gpit della Polizia locale, aspettando che il carro funebre arrivasse per portarlo all’obitorio. Ma quel carro è arrivato dopo cinque ore che al padre, distrutto, sono sembrate secoli.  “Ma quando arriva?“- continuava a chiedere Luca Valdiserri che ha passato tutto quel tempo interminabile  accovacciato a terra, su quel marciapiede, vicino a suo figlio. Avrebbe voluto non staccarsi più. La camicia chiara era tutta sporca del sangue del figlio, schizzato ovunque sulla pavimentazione. Lì presente anche il padre dell’amico di Francesco che era con lui al momento della tragedia: il ragazzo fortunatamente è rimasto illeso. I due ragazzi avevano da poco messo su una band musicale.  Qualcuno ha chiesto a Luca se era già stato informato del fatto che la donna che ha investito e ucciso il figlio non aveva neppure frenato ed era sotto l’effetto di alcol e droghe. L’unica risposta dell’uomo è stata:  “Ormai tanto non me lo ridarà più nessuno…”Dopo cinque ore è arrivata la mortuaria: il furgone ha spalancato le portiere e allora, a quel punto, papà Luca ha urlato ed è esploso il pianto. Poco tempo fa sempre a Roma, un altro giovanisimo, Simone Sperduti, è stato travolto e ucciso da un’auto. Alla guida c’era un poliziotto ubriaco.

 

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