Verona, poliziotta si toglie la vita. Lascia una bambina piccola. E’ l’ultima di una lunga serie

Ennesimo caso di suicidio tra le Forze dell’Ordine. Questa volta la vittima era mamma di una bambina piccola.

Solo dall’inizio del 2022 sono 49 le persone che si sono suicidate tra le Forze dell’Ordine. Nel giro di poche settimane in Veneto un Vigile di 43 anni e un Poliziotto di 37 si sono tolti la vita. Con la poliziotta di Verona i suicidi nella regione di Luca Zaia salgono a tre.

ANSA/UFFICIO STAMPA QUESTURA VERONA/archivio

La donna aveva 46 anni ed era mamma di una bambina piccola. Non sono ancora state chiarite le ragioni che possono averla spinta al gesto estremo. Era in servizio presso l’ufficio personale della Questura di Verona. Lunedì 12 settembre la poliziotta ha estratto la pistola di ordinanza facendo fuoco contro se stessa. Il dramma si è consumato proprio negli uffici della Questura dove la 46eenne era in servizio. A lanciare l’allarme gli stessi colleghi dopo aver sentito lo sparo. Gli agenti l’hanno trovata riversa in una pozza di sangue. La donna è stata quindi immediatamente soccorsa dal personale del Suem 118 accorso sul posto e trasportata poi d’urgenza in ospedale ma non c’è stato nulla da fare ed è spirata poco dopo il ricovero in rianimazione.

Stando ai numeri dall’Osservatorio Suicidi in Divisa, sono 49 le vittime tra le Forze dell’Ordine dall’inizio dell’anno, di cui un terzo solo nella Polizia di Stato. Su questa ennesima tragedia è intervenuto Valter Mazzetti, segretario generale del sindacato Fsp Polizia di Stato, il quale ha commentato: “Continuare ad assistere inermi a questa ecatombe non si può. E, se pure nessuno può conoscere le singole realtà di fragilità e di sconforto che sfociano in simili tragedie, ciò che sappiamo, appartenendo a questo mondo, è che i disagi, i sacrifici, le difficoltà sono tante e tali che certamente alleviarle ed eliminarle, quando possibile, sarebbe determinante. Attendiamo provvedimenti concreti che contribuiscano ad alleviare le difficoltà tecnico-operative ed organizzative di un settore che richiede investimenti seri. Perché la sicurezza, proprio come la vita delle persone che lavorano per essa, non può essere considerata un costo”.  La Questura di Verona, per il momento,  sta mantenendo il massimo riserbo sulle possibili ragioni del suicidio della poliziotta.  I sindacati ipotizzano si tratti dell’ennesimo caso di burnoutTurni massacranti e impossibilità di conciliare serenamente lavoro e vita privata possono spingere tanti verso la depressione e, in casi estremi, si può arrivare anche a togliersi la vita.

 

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