Covid, fine dello Stato di Emergenza, ma il Governo non rinuncia a multare i 50enni che si sono vaccinati con un giorno di ritardo

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Fonti ed evidenze: Corriere della Sera, Fanpage

Nonostante la fine dello Stato di Emergenza non è terminato l’obbligo vaccinale per chi ha più di 50 anni. E continuano a piovere multe.

Il 31 marzo è terminato lo Stato di Emergenza e la situazione pandemica non dava ragione di prorogarlo ulteriormente. Tuttavia per le persone con 50 anni o più che rifiutano il vaccino anti Covid, non è ancora finita.

ANSA/CIRO FUSCO

Infatti lunedì 4 aprile, l’Agenzia delle Entrate ha inviato le comunicazioni relative all’inizio del procedimento sanzionatorio nei confronti degli over 50 che non hanno provveduto a vaccinarsi. Le lettere sono arrivate anche a chi non ha ancora fatto la terza dose. Solo in Lombardia  sono state inviate oltre 91mila lettere. Dopo aver ricevuto la comunicazione si hanno dieci giorni di tempo per contestare il procedimento. Per farlo bisognerà contattare gli ospedali di riferimento.  La multa – dell’importo di 100 euro – potrà essere contestata da coloro che potranno dimostrare che alla data dell’1 febbraio – quando è stato introdotto l’obbligo – avevano comprovati motivi per non essere vaccinati. Costoro dovranno inviare una lettere all’ospedale di riferimento del proprio Municipio. A Milano, per esempio, per il Municipio 9 bisogna contattare l’ospedale Niguarda mentre per i Municipi 1,2,3,4 e 8 si può contattare l’ospedale Fatebenefratelli. Per tutte le altre zone invece si potrà contattare l’Asst Santi Paolo e Carlo.

Dopo aver inviato le contestazioni, le strutture sanitarie avranno anch’esse dieci giorni per analizzare la pratica. I documenti inviati dai non vaccinati verranno verificati da un medico responsabile dei servizi territoriali e un medico legale: se sarà necessario verrà richiesto il consulto di un vaccinatore o di un igienista. Nella confusione alcune missive sono state spedite anche a chi è già vaccinato ma ha ricevuto le tre dosi in un Paese diverso dall’Italia. Ad esempio oltre la metà dei cittadini che si è rivolta all’Asst Santi Paolo e Carlo, sono persone che vivono all’estero e nn hanno provveduto a comunicare al Governo italiano il proprio stato vaccinale. I nominativi delle persone che hanno dimostrato di non dover ricevere la sanzione, vengono poi inseriti in un portale dell’Agenzia delle Entrate che interrompe qualsiasi procedura.

Ma anche per chi vive in Italia la situazione non è chiarissima. Non è chiaro come si dovrà procedere con le persone con più di 50 anni che dopo l’1 febbraio hanno ricevuto solo la prima dose e che, pertanto – in virtù del tempo che deve intercorrere tra una somministrazione e l’altra – non hanno ancora completato il ciclo vaccinale. Inoltre non si sa come procedere nei confronti di coloro che hanno avuto un’esenzione che, al momento del controllo, non era registrata. L’altro problema è che se le contestazioni non sono valide, nessuno darà comunicazione al cittadino circa lo status del suo ricorso. Per questi cittadini l’iter continuerà ad andare avanti e nel giro di sei mesi riceveranno poi la multa da 100 euro da pagare ignari di tutto.

 

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