Claudio Baglioni: 1000 giorni di te… e di noi

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Claudio Baglioni e l’annuncio che è arrivato come una doccia gelata, oltretutto in pieno inverno. Cosa ha comunicato il celebre cantautore romano?

Vero è che la vita è adesso, ma il prossimo 16 maggio saranno 73 le primavere da festeggiare. Tutte. Ed occorre iniziare a pensare ‘a cosa fare da grande’. Perché è passato un po’ di tempo da quando, in quel di Montesacro, a Roma, Cucaio Baglioni emetteva i primi ‘acuti’ da neonato nella sua casa.

Claudio Baglioni
Claudio Baglioni ai saluti finali – Foto Ansa – formatonews.it

Insieme a lui, “in un subaffitto“, papà Riccardoun padre brigadiere che scrive poesie”, Silvia, “mamma che cuciva” addosso vestiti e copiosi consigli e ”niente soldi per comprare un fratellino”.

Una carriera iniziata 60 anni fa. 1964, Centocelle. La prima esibizione, le prime emozioni forti e la netta sensazione che mai e poi mai quella avrebbe potuto diventare il cammino da intraprendere. “Un maestro di chitarra ed un’ora di lezione”, le prime canzoni di Fabrizio De André suonate in gruppo ‘accompagnate’ da grandi occhiali scuri. “Agonia” è tra noi.

“Strada facendo” Claudio Baglioni ha capito come invece fosse esattamente quella la via giusta da seguire. L’ha senza dubbio aiutato una ragazza con “la maglietta fina tanto stretta al punto che immaginavo tutto”. Ma forse una carriera di sei decenni con 60 milioni di dischi venduti, migliaia di concerti tenuti ovunque, ed in ogni ordine di luoghi, il cantautore romano non se la immaginava proprio.

L’inatteso, doloroso annuncio

Nonostante una carriera lunghissima, l’annuncio di Claudio Baglioni ha sorpreso tutti, fan e non. Perché Claudio Baglioni non passa inosservato. Lo si può amare o detestare, ma non rimane mai indifferente.

Baglioni Ligabue
Claudio Baglioni e Ligabue – Foto Ansa – formatonews.it

“Un cantastorie dei giorni nostri” mette da parte piano, chitarra e penna, almeno per quel che concerne le canzoni. ”Mi ricordo ciò che diceva mio padre: dal ring si scende quando si è vincenti. Chiamo il mio giro d’onore, vorrei cantare e suonare per 1000 giorni ancora e concedermi quello che fanno gli sportivi”, queste le sue parole (Fonte ANSA).

Il giro d’onore con la chitarra a tracolla, i fan-tifosi tutti in piedi ad omaggiare un’artista che nelle sue canzoni ha raccontato la sua vita, e la vita di ciascuno di noi. Il 2026 sarà pertanto la linea rossa. Oltre non si andrà. Rimangono 1000 giorni. 1000 giorni per rivederlo, per riascoltarlo, per provare a rivivere emozioni respirate a pieni polmoni un anno o decenni prima.

Quando Claudio Baglioni attaccherà la chitarra al chiodo si chiuderà un’epoca musicale che ha accompagnato la vita di intere generazioni. E se è vero che “una canzone neanche questa potrà mai cambiar la vita”, il cantautore romano appartiene a quel pugno di cantautori che ha segnato vite ed esistenze.

Le ha rese più belle da vivere, da gustare e da realizzare. Una vita che ora spera, al più presto, di ascoltare “una radio per sentire che la guerra è finita”. Tassativamente entro, e non oltre, il 2026.