Sei felice? Ecco le domande che devi porti

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Dobbiamo comprendere che la parola “Felicità “nasconde vari concetti, sicuramente la felicità è un concetto vago e uno stato mentale. Se vogliamo essere felici dobbiamo porci delle domande.

Quando siamo felici, la nostra salute migliora, così come la nostra mente e anche il nostro patrimonio genetico. Gli effetti della felicità sulla nostra vita sono importanti e dobbiamo imparare a coltivarla per raggiungerla ed essere appagati. La felicità forse dura poco, ma quel, paradossalmente,  lo dobbiamo far durare a lungo.

Sei felice_ Ecco le domande che devi porti
Sei felice: Ecco le domande che devi porti
(pixabay.com)

Una ricerca ha stabilito che nelle persone che sperimentano elevati livelli di felicità, vi è una forte espressione di anticorpi e geni antivirali. La felicità ci rafforza il sistema immunitario. Ovviamente non esiste una vera e propria regola o ricetta per essere felici, ma può aiutarci porsi alcune domande.

Le regole per essere felici

Concentrarsi sul momento in cui si è felici, anche se dura pochi istanti. Cerchiamo di comprendere come si manifesta la felicità.

Esiste una felicità emotiva che corrisponde a una sensazione, uno stato soggettivo positivo transitorio determinato da qualcosa presente nel mondo reale. La felicità morale: determinata dal nostro modo di guardare e stare al mondo. La felicità legata al giudizio: quando si ipotizza che una o più situazioni possano dare, di per se stesse, la felicità. Esiste anche quella edonica, la felicità data da uno stato di appagamento e quella eudemonica, la felicità come un processo di costruzione continua.

Secondo uno studio, sembra che la felicità dipenda per un 50% dal nostro patrimonio genetico, cioè una attitudine che riceviamo in dono dall’eredità familiare. Poi per un 10% da fattori endogeni come la disponibilità economica, lo status sociale e altri vantaggi e poi un 40% dipende più direttamente da noi. Ma come possiamo essere felici? Innanzitutto essere grati per quello che c’è anziché desiderare quello che non abbiamo. Quindi non concentrarsi sulle mancanze, ci aiuta a essere felici, a stare bene.

sembra che la felicità dipenda per un 50% dal nostro patrimonio genetico,
Sembra che la felicità dipenda per un 50% dal nostro patrimonio genetico
(pixabay.com)

Ci sono poi dei comportamenti che dobbiamo assumere che ci aiutano a essere felici come i seguenti, prendete nota: “essere attivi e tenersi occupati, ampliare le proprie relazioni sociali, impegnarsi nella vita di comunità, svolgere attività che abbiano per noi un significato, dedicarsi a hobby e passioni, vivere nel qui e ora del presente anziché proiettarsi tra passato e futuro, costruire rapporti intimi significativi, lavorare sui propri pensieri negativi, coltivare la gratitudine, condividere esperienze, sviluppare la capacità di perdono, trovare il proprio scopo di vita, riscoprire i piccoli piaceri quotidiani, lasciarsi assorbire dall’attività che svolgiamo, imparare a vedere il positivo in ogni evento, essere più generosi e godere di ciò che si ha proprio mentre lo si ha”

Sicuramente ci aiuta molto comprendere che la felicità è un percorso, mai una meta. Molti ricercano la felicità a tutti i costi come se fosse un’ossessione. Dobbiamo comprendere che noi non siamo nati per essere felici, quindi se ricerchiamo costantemente e con ossessione qualcosa d’irraggiungibile finiremo per essere sempre più infelici.

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