Sara, 19 anni, stava tornando a casa dal lavoro: uccisa dal sorpasso folle di un pirata della strada

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Tragedia nel Bellunese, Sara Candeago 19enne di Belluno muore in un incidente mentre tornava da lavoro. Un sorpasso da pirata della strada le ha tolto la vita

Incidente Sara
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Dopo la morte della piccola Petra le strade del bellunese si tingono ancora di rosso, questa volta la vittima è una ragazza di 19 anni Sara Candeago, travolta da un’auto che stava tentando un sorpasso mentre tornava da lavoro. L’incidente è avvenuto sulla statale 51 Alemagna -come si legge su Today– nel comune di Perarolo, provincia di Belluno, intorno alle 17:45 del pomeriggio; Sara in quel momento stava tornando a casa dal lavoro quando, all’altezza dell’ingresso di Ponte Cadore, un’auto che arrivava dalla corsia opposta ha tentato un sorpasso ai limiti della legalità, provocando un incidente che ha coinvolto 4 automobili. Sara era a bordo di una Clio, ridotta ad un ammasso di lamiere dopo lo scontro con una Opel, guidata da N.H. 43enne. La strada in questione ha una sola corsia in direzione nord mentre si dirama in due corsie in discesa lungo la direzione sud, inoltre il punto dove è avvenuto l’incidente è noto alle autorità locali per essere spesso teatro di incidenti, una zona nera per la viabilità. Nell’incidente coinvolte anche due Mercedes, guidate da L.B. 72 anni e G.C. 75; fortunatamente entrambi fuori pericolo di vita si trovano ora ricoverat presso l’ospedale di Pieve di Cadore. Per Sara purtroppo lo schianto è stato fatale, tanta la violenza da sbalzarla fuori dal veicolo. Come riporta Fanpage, la ragazza è stata soccorsa dai sanitari e dai vigili del fuoco ed è stata subito intubata e trasportata all’ospedale Ca’Foncello di Treviso con l’elicottero Falco, ma per lei non c’è stato nulla da fare. Sul posto anche i genitori della ragazza accorsi dopo la chiamata dei Carabinieri di Pieve e Santo Stefano, di fronte a loro uno spettacolo che nessun genitore vorrebbe mai vedere. Sara viveva con i suoi genitori a Nebbiù di Pieve di Cadore in provicia di Belluno e quel pomeriggio stava tornando a casa dopo aver lavorato come operaia per la Treni Industria Occhiali SPA a Perarolo.

 

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