Covid, quando torneremo alla normalità: il creatore del vaccino è sicuro

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Vaccino anti-Covid: quanto torneremo alla normalità

Il creatore del vaccino, Ugur Sahin, è sicuro sull’argomento che riguarda il tanto atteso ritorno alla normalità

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Vaccino, quando torneremo alla normalità?

Quando tornerà la vita normale? La vita di sempre, quella di cui ci si lamentava spesso eppure… adesso ci si accorge che era tanto cara. Adesso, niente è più come prima. Tutto chiuso, tra la gente c’è paura, paura di un nemico che non ha un volto, che non si vede e non si tocca. Ma c’è. E ne è testimone l’enorme numero di persone ricoverate in terapia intensiva in questi giorni così difficili. Ma non solo: purtroppo, lo testimoniano anche le migliaia di morti che che questo ‘nemico’ invisibile ha provocato. Ebbene, nonostante questo periodo così delicato e difficile in cui la normalità ci sembra un concetto così astratto e lontano, pare che un barlume di speranza arrivi proprio da chi ha inventato il vaccino anti-Covid, Ugur Sahin, che ha assicurato: “Torneremo alla normalità nell’inverno 2021”.

Vaccino anti-Covid, quando torneremo alla normalità? 

E’ la domanda che si pongono un po’ tutti. A prescindere dai Dpcm, dalle restrizioni e dalle nuove regole, quello che più ci sta a cuore in questo periodo è la normalità che abbiamo perso. Ugur Sahin, coofondatore di BioNTech, ha spiegato: “Quest’anno sarà difficile perché il vaccino non avrà ancora un grande impatto sui numeri della pandemia”. Per cui, la normalità non tornerà subito. Il vaccino non sarà una specie di ‘bacchetta magica’ come forse in tanti hanno potuto pensare.

Tuttavia, Sahin assicura: “L’impatto del vaccino sarà significativo già in estate e si tornerà alla vita normale il prossimo inverno”, queste le parole riportate dalla Bbc.

Gli effetti collaterali del vaccino

In tanti si sono preoccupati anche per i possibili effetti collaterali del nuovo vaccino. Ed anche su questo Sahin ha voluto esprimere il proprio parere: “Non abbiamo riscontrato altri gravi effetti collaterali che avrebbero portato alla sospensione o all’arresto dello studio”, poi ha concluso: “Continueremo a raccogliere dati per più di due anni, per accertare non solo gli effetti collaterali a breve e medio termine, ma anche quelli a lungo termine”.

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