Valeria Fioravanti, lo struggente addio tra lacrime e rabbia

Valeria Fioravanti, il giorno dell’addio. L’estremo saluto dove all’indicibile dolore si è unita una malcelata rabbia e un forte grido di giustizia.

Sono in tanti ad aspettarla. Sono in tanti a volerle tributare l’estremo saluto, perché è giusto salutare così, come è ingiusto morire così. Morire a ventisette anni è qualcosa di innaturale. Diventa inaccettabile quando una morte, a ventisette anni, doveva, e poteva, essere evitata.

Valeria Fioravanti
Valeria Fioravanti (Foto ANSA – formatonews.it)

I genitori, la sorella, i parenti, gli amici, i colleghi di papà Stefano e tante persone comuni che nemmeno conoscevano Valeria Fioravanti. Sono tutti lì, ad aspettarla. Hanno letto i giornali, conosciuto la sua storia. Una storia che gronda rabbia, la medesima che provano i genitori che ora chiedono giustizia per la loro giovane figlia.

Valeria Fioravanti, il distacco più difficile

Piove sulla capitale. Sembra che anche il cielo non resista ad un simile dolore. I distacchi sono sempre dolorosi perché definitivi. Ma alcuni lo sono ancora di più. Soprattutto se la persona da cui ci si sta congedando per sempre era giovane, piena di vita. Poi quella vita se ne è andata, forse per responsabilità diretta di qualcuno, ancora non si sa con precisione. E le gocce i pioggia sono provvidenziali, poiché mascherano quelle copiose lacrime che nessuno ha voglia di trattenere.

Perché a Valeria Fioravanti tutti volevano bene e la ricordano con grande commozione ed affetto i colleghi di Aeroporti di Roma Security, dove la giovane lavorava. Nel giorno dell’addio nella mente e negli occhi di coloro che l’hanno conosciuta riappare il suo inconfondibile sorriso e la sua irrefrenabile voglia di vivere. Perché a ventisette anni si ha una grande voglia di vivere. Il 10 gennaio 2023 il cuore di Valeria Fioravanti ha smesso di battere per sempre. Perché è accaduta una simile tragedia?

La tragedia

Il suono delle sirene dei Vigili del Fuoco, colleghi del suo papà, hanno accompagnato l’uscita del feretro di Valeria Fioravanti. Il cielo grigio per un istante si è colorato di bianco grazie ai tanti palloncini, molti a forma di cuore, che sono stati lanciati in aria dai presenti. Tra tanto dolore più di qualcuno avrà riavvolto il nastro di una tragedia probabilmente evitabile. Valeria è morta a causa di una meningite non diagnosticata. Forse un intervento subito alla fine di dicembre, nella parte interna del braccio, per rimuovere un pelo incarnito dell’ascella, ha causato l’infezione rivelatasi poi tragicamente fatale, come ci ricorda fanpage.it.

Valeria Fioravanti
Lutto – Valeria Fioravanti (formatonews.it)

Un’odissea che vede direttamente coinvolti tre ospedali. Il Campus Biomedico, dove ha avuto luogo l’intervento, il Policlinico Casilino, che a dimesso Valeria dopo una diagnosi che parlava di cefalea e il San Giovanni, dove la giovane non è stata sottoposta ad alcun accertamento. Quando poi è ritornata al San Giovanni, soltanto allora Valeria è stata sottoposta ad esami più approfonditi e solo allora è stata scoperta la meningite. E’ stata trasportata d’urgenza al Policlinico Gemelli ed è lì che Valeria Fioravanti è spirata. Saranno adesso le indagini a fare chiarezza su questa tragedia e verificare se vi sono state dirette responsabilità dei tre ospedali coinvolti.

I genitori di Valeria Fioravanti chiedono giustizia. Davvero il “minimo sindacale” dopo aver perduto la loro figlia.

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