La fine per il regista Francis Ford Coppola, dopo Megalopolis: è stato costretto a farlo.
Un film del 2024 che ha lasciato l’amaro in bocca. Il fallimento sotto lo sguardo impietrito del regista al cui progetto ha dedicato la sua intera esistenza. Avrebbe dovuto simboleggiare la maestosità di Coppola, invece nessuno lo ha voluto vedere – si è sperato fino all’ultimo, calcando i red carpet dei festival più prestigiosi.

Da Cannes a Roma, alte aspettative oltre allo stanziamento di un budget economico considerevole. Cosa non ha funzionato? Si cominci dalla trama. Un architetto con una idea utopica: ricostruire la città di New Rome, a seguito della sua devastazione, contro il parere del sindaco. Un’epopea, tra innovazione e futuro.
Personaggi che richiamano l’Impero Romano – per esempio, il protagonista si chiama Cesar Catilina, interpretato da Adam Driver – volendo rappresentare la decadenza del mondo moderno. Probabilmente una narrazione troppo particolare, ad ogni modo il regista è stato costretto a fare i conti con la realtà.
Megalopolis, la fine di Francis Ford Coppola: ecco perché
Confusionario e sconclusionato, secondo l’opinione di alcuni. Il regista di Dracula, Il Padrino e Apocalypse Now ha creduto in questo sogno, arrivando persino a finanziare se stesso – pare abbia venduto la sua azienda vinicola a tale scopo. Raccogliere milioni di dollari affinché Megalopolis potesse vedere la luce.

Così è stato, ma non è andata come sperato. L’incasso è stato nettamente inferiore a quanto versato, dunque bancarotta. Per rientrare dalle gravi difficoltà finanziarie in cui si è trovato, ha dovuto porre all’asta la sua preziosa collezione di orologi, oltre a vendere la sua isoletta privata nel Belize, una piccola oasi di pace.
Poco più di un ettaro circa, 25 minuti di barca dalla costa, un luogo completamente autosufficiente tra pannelli solari ed enormi cisterne d’acqua. Un angolo di paradiso, incredibilmente esclusivo – Francis Ford Coppola e la sua famiglia, ormai habitué. Paesaggio mozzafiato e soggiorno da sogno, che bellezza! Ora solo un ricordo.
A questo proposito è intervenuto, persino, l’agente immobiliare che ne ha curato la vendita: “Il signor Coppola è stato molto triste nel vedere risolto il suo contratto. Era un luogo speciale per lui“, come riportato da Hollywood Reporter e Dagospia, a sua volta. Un colpo al cuore e una ferita che sanguina ancora.
Come si evince, è stato costretto – ormai era sull’orlo del precipizio, urgente trovare una soluzione prima che fosse troppo tardi. Tuttavia, nonostante ciò, il regista ha così dichiarato a Cannes, durante la presentazione del film: “Per Megalopolis ho rischiato la bancarotta. Ma i soldi non hanno importanza, contano gli amici“.





