Flavio Favari, unico sopravvissuto del team Medevac coinvolto nell’incidente in Bosnia, racconta lo schianto dell’elicottero costato la vita a quattro militari.
La tragedia dell’elicottero italiano precipitato in Bosnia-Erzegovina continua a suscitare profonda commozione. Quattro militari hanno perso la vita durante una missione internazionale, mentre un quinto uomo è riuscito a sopravvivere a un impatto devastante.

Si tratta del tenente colonnello medico Flavio Favari, componente del team Medevac della Croce Rossa Italiana, attualmente ricoverato all’ospedale di Tuzla per le fratture riportate nell’incidente. Una vicenda drammatica che ha colpito il mondo militare, la Croce Rossa Italiana e le famiglie delle vittime, lasciando un dolore difficile da descrivere.
La tragedia durante la missione internazionale in Bosnia
L’elicottero era impegnato nell’ambito dell’operazione Eufor Althea, la missione internazionale che contribuisce alla stabilità e alla sicurezza della Bosnia-Erzegovina. L’incidente è avvenuto durante un’attività operativa che vedeva impegnato personale italiano in territorio bosniaco.

A perdere la vita sono stati quattro militari, due appartenenti al Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana e due sergenti in servizio presso il Comando Aviazione dell’Esercito.
Il team Medevac, di cui faceva parte anche Favari, era specializzato nell’evacuazione e nell’assistenza sanitaria durante le operazioni militari. Un incarico particolarmente delicato, che richiede preparazione, competenza e capacità di intervenire rapidamente nelle situazioni di emergenza.
La notizia dello schianto ha provocato grande dolore, soprattutto tra i colleghi delle vittime e nelle comunità legate ai militari coinvolti. È proprio dal letto dell’ospedale di Tuzla che arriva la testimonianza più significativa di questa tragedia.
«È un miracolo che io sia ancora vivo». Sono le parole pronunciate dal tenente colonnello medico Flavio Favari, unico sopravvissuto del team Medevac della Croce Rossa Italiana coinvolto nello schianto. Favari, terzo componente della squadra sanitaria, ha raccontato alla Croce Rossa Italiana quanto accaduto durante quei terribili istanti.
Secondo la sua testimonianza, l’impatto è stato improvviso e violentissimo, un evento che ha trasformato una normale attività di missione in una tragedia.
Il medico militare è sopravvissuto riportando diverse fratture, per le quali è stato ricoverato e assistito dal personale sanitario dell’ospedale bosniaco. La sua testimonianza restituisce la drammaticità dell’accaduto e il peso di essere sopravvissuto a un incidente nel quale hanno perso la vita quattro colleghi.
La tragedia richiama l’attenzione sui rischi affrontati quotidianamente dal personale impegnato nelle missioni internazionali. Medici, soccorritori e militari operano spesso in condizioni complesse, mettendo le proprie competenze al servizio della sicurezza e dell’assistenza sanitaria.
Mentre prosegue il percorso di cura di Flavio Favari, resta il dolore per le quattro vite spezzate. Le sue parole rappresentano una testimonianza particolarmente intensa di quanto accaduto in Bosnia-Erzegovina.
Un incidente che lascia famiglie nel lutto, colleghi profondamente colpiti e un sopravvissuto chiamato ad affrontare non soltanto le conseguenze fisiche dello schianto, ma anche il ricordo di quei momenti drammatici.





