Palermo, 800 persone in attesa di sepoltura. Le bare accatastate in magazzini o lasciate dove capita

Sono oltre 800 le bare ammonticchiate in depositi di fortuna: è la denuncia del consigliere di opposizione Igor Gerlanda

Palermo, la vergogna delle 800 bare ammassate
(Getty Images)

Non ha fine la vergogna delle bare affastellate tra magazzini e tendoni di fortuna tanto che sulla gestione dei cimiteri comunali la Procura della Repubblica di Palermo ha aperto sei inchieste culminate in arresti e incriminazioni così come periodicamente vengono fatte promesse e lanciati proclami puntualmente disattesi. Appena due mesi fa il primo cittadino Leoluca Orlando, dinanzi allo scandalo delle 600 bare ammassate al cimitero dei Rotoli, ha assicurato, dopo aver rimosso l’assessore competente, che si sarebbe assunto ogni responsabilità: “Comprese quelle non mie perché un cittadino non può tirarsi indietro“. Ma, più di due mesi dopo, le bare ammassate sono diventate 800, filmate con il proprio cellulare da un consigliere di opposizione, il leghista Igor Gelarda. Un video che, al di là di ogni contrapposizione politica e di ogni eventuale strumentalizzazione, acquista il peso di una denuncia. Dopo la promessa di Orlando, infatti, in tanti hanno atteso la realizzazione dei relativi progetti annunciati: a partire dal reperimento di alcune centinaia di posti riducendo da 50 a 30 anni le concessioni dei vecchi loculi al fine di liberarne più di tremila.

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L’affare del forno crematorio

Deprimente il quadro illustrato da Gelarda: “Ci sono 800 salme a deposito, molte per terra, fra tensostrutture e vari depositi disseminati all’interno cimitero“. Nessuna buona  notizia neanche sul fronte della strombazzata ristrutturazione del vecchio forno crematorio: altra vergogna che si trascina da anni a tutto beneficio di chi provvede ad altissimi costi a trasportare le bare dalla Sicilia in Campania per la relativa cremazione.

Per il tanto atteso nuovo forno crematorio, invece, “manca il collegamento con la rete fognaria, hanno spiegato i responsabili del cimitero interpellati da Gelarda che invoca un cronoprogramma certo sul progetto del nuovo cimitero: anche questo rimasto lettera morta in una città dove già si vocifera di trasferire il altre Regioni centinaia di bare, con buona pace di chi è costretto a piangere un proprio congiunto sotto un capannone.

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