Bergamo, pandemia e lockdwn: 30 enne perde il controllo. Si reca dall’esorcista e uccide la madre a martellate

0
263

Un giovane poco più che trentenne, affetto da problemi psichici, ha ucciso la madre. Il lockdown aveva aggravato la sua situazione.

bergamo marco lodetti

 

Con il lockdown – spiega la Repubblica – sono aumentati i casi di violenza domestica: maltrattamenti in famiglia, violenze sessuali anche tra i minori, atti persecutori. La convivenza forzata tutto il giorno protratta per settimane, ha amplificato problematiche certamente già esistenti. E, in alcuni casi, purtroppo, si è arrivati a gesti estremi. E’ quanto accaduto al 33enne Marco Lodetti. Era affetto da problemi psichici da anni, aggravati da dipendenze – superate – da alcol e droga. Tuttavia il lockdown, la reclusione  ventiquattro ore su ventiquattro protratta per mesi, è stata forse fatale per Marco che lo scorso 15 maggio 2020 ha ucciso la madre, Giovanna Gamba.

Nell’ultimo periodo sembrava che il giovane stesse meglio: i litigi con la madre si erano attenuati. Ma vivere sempre insieme, dentro quelle quattro mura ha fatto esplodere il fragilissimo equilibrio del ragazzo. E, così, senza motivo – riferisce  il Corriere della Sera – Marco aveva deciso di sospendersi i farmaci senza consultare i medici e le “voci” erano tornate. Voci che lo convincevano di essere – al tempo stesso – Dio e Lucifero, l’angelo prediletto ma traditore. Si era confidato con il fratello minore Mattia, di 29 anni. Ma anziché rivolgersi ad uno specialista, avevano cercato un esorcista.

In quella tragica sera del 15 maggio, Marco e la madre Giovanna si trovava nella loro casa vicino a Dalmine – in provincia di Bergamo – quando il ragazzo ha impugnato un coltello urlando. Le ultime parole udite dai vicini di casa sono state: “Ammazzo tutti” – pronunciate da Marco – e “Aiuto, mi ammazza” – quelle urlate dalla madre Giovanna. Quando il fratello minore è intervenuto, ormai non c’era più nulla da fare per la donna. Marco è stato fermato da tre agenti della Polizia, sedato dagli operatori del 118 e portato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Dopo un’attenta perizia psichiatrica, Marco è stato valutato come totalmente incapace d’intendere e volere al momento dei fatti. Pertanto il processo svoltosi pochi giorni fa si è concluso con una rapida assoluzione. Tuttavia il 33enne dovrà trascorrere un periodo non inferiore a dieci anni  in una Residenza per l’esecuzione della misura di sicurezza. Trascorso questo periodo, saranno rivalutate le sue condizioni mentali.

Il ragazzo non ha assistito al processo che gli è stato raccontato dal legale, l’avvocato Manlio Zampetti. Per certi versi questa tragedia ricorda il  delitto di Bolzano: anche Benno Neumair – unico indagato per l’omicidio dei genitori – come Marco Lodetti, ha un passato di dipendenze – seppur da anabolizzanti – e anch’egli aveva pessimi rapporti con il padre e la madre.

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here