mercoledì , 20 settembre 2017
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Trazione integrale permanente 4x4

Trazione integrale permanente 4×4 significato e storia

Tra le auto con trazione integrale 4×4 troviamo la Panda la Duster la Opel Mokka come fuoristrada economici e Mercedes o Subaru tra le marche più blasonate. Modelli con trazione integrale vengono prodotti anche da Audi e Bmw oltre a tante altre case automobilistiche.
Vediamo la differenza tra le trazioni integrali e 4×4 oltre a scoprire quale sia il migliore sistema di trazione 4×4 auto che utilizza gomme da fuoristrada.
Un po’ di storia. La trazione sulle quattro ruote non è certo un’idea nuova. Già Ferdinand Porsche, creatore delle vetture sportive che portano il suo nome, presentò il progetto di un veicolo elettrico con trazione sulle quattro ruote. Ma per decenni la 4×4 rimase un concetto quasi esclusivamente teorico. Poi, con l’avvento della seconda guerra mondiale nacque la Jeep dell’esercito americano. Il principale elemento di successo della Jeep fu la sua robusta trasmissione che offriva la possibilità delle due o quattro ruote motrici.
Non si trattava di una vettura veloce e comoda e le Jeep che ebbero un impiego civile dopo la guerra erano soprattutto macchine agricole o da lavoro.
Nel 1970 comparve la Range Rover. Veicolo fuoristrada che offriva elevata velocità e comfort. La Range Rover era una via di mezzo tra l’utilitaria fuori strada e l’automobile tradizionale. Ma soprattutto colpiva la sua bellezza classica: robusta, silenziosa e imponente. Tra la sorpresa dei suoi progettisti inglesi, la Range Rover invase le città europee, diventando uno status symbol per chi poteva permettersela. Ben presto tutta una serie di altre fuoristrada fece la sua apparizione sul mercato e si trattava di auto per lo più giapponesi.
Fu con queste ultime che nacque il concetto di «auto verde» che spingeva gli automobilisti a «uscire» nei campi e sulle montagne. Cominciarono ad apparire club di fuoristradisti che organizzavano uscite il cui scopo non era la velocità ma piuttosto il piacere di superare ostacoli naturali. Questi gli appassionati riempivano e riempono i luoghi dove assistono a dimostrazioni fatte dai collaudatori delle case produttrici su terreni che creano grattacapi anche ai muli.
Sia in discesa che in salita i veicoli esibiti devono dimostrare la fantastica tenuta di strada offerta dalla trazione integrale. Questo aspetto era stato in gran parte ignorato dai costruttori di automobili che elevarono l’impegno competitivo nei rallies dato che le nuove esigenze richiedevano l’unione della velocità alla tenuta di strada.
Nel 1977, i tecnici della Audi ebbero un’idea: sposare la trazione sulle quattro ruote con una vettura da turismo ad alte prestazioni. Tre anni dopo, la Audi Quattro, prima auto da turismo con trazione sulle quattro ruote, fece scalpore quando fu presentata al pubblico.
Paragonata alle auto che l’avevano preceduta, l’ Audi Quattro presentava: una linea filante, ottima tenuta di strada sulla neve, sul fango e sulle superfici viscide e soprattutto disponeva di una sofisticata trazione integrale che rendeva le precedenti 4×4 simili a pacchiani trattori.
Con la sua comparsa nel circuiti dei rallies, l’Audi Quattro cominciò ben presto a collezionare vittorie.
Da quel momento si rese evidente che l’unico modo per vincere i grandi rallies consisteva nell’adottare la trazione sulle quattro ruote: la Lancia, la Peugeot e la Austin raccolsero la sfida e produssero le loro 4×4.
Ma convertire delle berline ad alta velocità in auto 4×4 presentava enormi problemi tecnici, il più difficile dei quali era quello dei freni. In poche parole, quando si schiacciava sul pedale del freno, le ruote posteriori si bloccavano contemporaneamente a quelle anteriori con il risultato di slittate spesso incontrollabili. Pazienti ricerche, abilità inventiva e tanta elettronica hanno risolto il problema e le attuali trazioni integrali 4×4 permettono di frenare con la stessa efficienza delle auto con trazione su due ruote. C’era poi il problema della distribuzione di potenza tra ruote anteriori e posteriori.
Doveva essere identica come già nelle Jeep? Oppure sarebbe stato meglio che fosse superiore su un asse rispetto all’altro? O, addirittura, doveva variare secondo le condizioni di marcia?
In Italia la Lancia produceva un sistema che usa un differenziale per suddividere il rapporto di distribuzione-potenza 44%-56% tra le ruote posteriori e quelle anteriori. Sia l’Alfa Romeo che la Fiat offrirono trazioni integrali inseribili.
Gli entusiasti sostenitori della trazione sulle quattro ruote sono convinti che la trasmissione integrale rappresenti il futuro dell’automobile mentre coloro che hanno una mentalità più tradizionale la considerano un «extra» che offre migliori condizioni di guida a chi viaggia spesso su strade innevate o fangose o a chi fa molto uso di rimorchi, carrelli o roulotte.
Ma quasi nessuno nega che la 4×4 rappresenti un autentico progresso tecnologico per il piacere della guida e per la sicurezza.
Un’auto 4×4 può significare la differenza tra il superare una curva fangosa ed innevata o finire in un fosso e tra l’arrivare in cima ad una salita od abbandonare la vettura sul ciglio della strada. La trazione sulle quattro ruote costa un po’ di più, ma se questo è il prezzo della sicurezza, lo vale.

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