venerdì , 24 novembre 2017
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Si faccia presto prima… che sia troppo tardi per il gioco (Se non lo è già)

La situazione in cui il gioco ed i casino online sono arrivati ai nostri giorni è, senza ombra di dubbio, il frutto di una serie incessante di carenze legislative da parte dell’Esecutivo e di mancanze nell’intraprendere seri provvedimenti a livello nazionale che avrebbero messo tutto il settore al proprio posto e non avrebbero certo permesso di arrivare ai disagi di oggi. Nè, tanto meno, si sarebbe arrivati alla situazione precaria che il gioco sta passando, con tutte le conseguenze del caso che si stanno ripresentando alle porte del settore ludico. Insicurezza, poca tranquillità e la massima incertezza. Queste sono le sensazioni che affiorano ogni volta che la filiera guarda al Governo, che guarda alla Conferenza Unificata che non arriva mai ad una determinazione definitiva.
Sono sensazioni e considerazioni che non dovrebbero più appartenere agli operatori del gioco e che, specialmente dopo gli ultimi accadimenti di questi giorni, non dovrebbero più sussistere. Per fare un esempio, l’esposto depositato dal Sindacato dei Tabaccai presso la Corte dei Conti nel quale si evidenzia la possibilità di un possibile danno erariale per il settore ed anche la pronuncia del Tar di Bolzano a favore degli operatori ed a danno dello “strapotere” della sua Provincia che hanno creato la piacevole sensazione di una sorta di “limpido futuro per il gioco”. Certamente, gli addetti al gioco si “attaccano” a qualsiasi speranza per non vedere il proprio lavoro “buttato via”, la propria professione così “demonizzata” ed i propri investimenti che stanno arrivando “al lumicino”, sia per le ordinanze restrittive che hanno ridimensionato il commercio in generale, sia per la crisi economica “ormai diventata perenne” che attraversa la nostra Penisola.
Si deve però sottolineare, purtroppo, che le ultime tre legislature hanno fatto orecchie da mercante nei confronti delle richieste accorate del mondo del gioco lecito e quello dei casino online con bonus, e tocca quindi alla legislatura di Matteo Renzi “fare finalmente qualcosa” che si possa mettere in pratica “velocissimamente” per salvare il salvabile del gioco o, quanto meno, per intervenire su qualcosa che ancora esiste. Questo tra poco non si potrà più dire del gioco, posto che sta sparendo dalla vista “commerciale” di tutti ed i suoi incassi stanno, invece, sparendo dai cassetti dei vari esercenti.
Ma, oggi, ci sarà ancora qualcosa sul quale il Governo dovrebbe legiferare? Farà in tempo il sottosegretario Baretta a stringere “questo benedetto accordo” per salvare il salvabile, prima che sia troppo tardi? Apparentemente le premesse ci sono, la volontà almeno di una delle parti esiste: manca esclusivamente il finale che si spera positivo per questo mondo così affascinante, ma anche così bistrattato.
In ogni caso, l’avvicinarsi delle idee e dei programmi delle parti che partecipano al “gioco” nella Conferenza Unificata è di per sé stesso “quasi un miracolo”: rappresenta un notevole passo in avanti ed è senz’altro una buona notizia. Resta, però, la necessità di arrivare ad una soluzione in tempi utili, e non oltre l’anno, in modo da rimettere in quadro il settore ludico a partire dal prossimo anno. Quindi, ci si attende l’emanazione dei bandi di gara per il rinnovo delle concessioni e la definizione di un futuro che sia sostenibile, ma veramente, per gli operatori ed in linea naturalmente con la vita dei territori.

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