domenica , 28 maggio 2017
Home » Bari Calcio » S.Matarrese: il suo mondo, le sue prerogative

S.Matarrese: il suo mondo, le sue prerogative

Esclusiva formatonews.it

 

Nell’intervista l’imprenditore barese ha parlato di tutto, dalla sua prima volta a Montecitorio all’amore per il tennis ed il calcio. Ma non sarà mai presidente del Bari se la famiglia glielo dovesse chiedere perché…

 

Della famiglia Matarrese in questo periodo si è parlato tanto per la questione inerente la vendita del club. Oltre al calcio, però, i Matarrese sono anche degli ottimi imprenditori conosciuti e stimati in Italia e all’estero. Uno di questi è l’imprenditore ed onorevole Salvatore Matarrese, classe ’62, disponibile a rilasciare una intervista a 360°.

 

Onorevole, lei si è affacciato da poco tempo in politica. Quanto le è stata d’aiuto l’esperienza nell’ Ance?

 

“Sicuramente mi è stata molto d’aiuto perché mi ha posto nei problemi non solo della mia azienda ma anche di molte aziende e di molti imprenditori e, quindi, mi hanno acuito quella sensibilità a rappresentare i problemi di tutti e a cercare soluzioni nell’interesse più generale. Soprattutto mi ha anche spinto a questo impegno politico la necessità di contribuire con le competenze e con il mestiere acquisito a risollevare le sorti di questo Paese, abbandonato soprattutto nel versante politico, perché la politica è sempre stata vista lontana dagli interessi della gente. Con questa mia esperienza politica pro – tempore, vorrei riavvicinare il bisogno della gente alla necessità che la politica si occupi di quello che serve alla popolazione”.

 

Suo zio Antonio l’ha accompagnata il primo giorno a Montecitorio. Che consigli le ha dato?

 

“Non c’era bisogno di consigli. Mi ha voluto rappresentare come un passaggio di testimone, mi ha invogliato a fare molto meglio di quello che lui ha potuto fare perché, ricordo, mio zio ha sempre avuto incarichi sportivi di altissimo livello e, quindi, diciamo che la sua politica si è svolta al servizio dello sport come se fosse stato, di fatto per anni, un Ministro dello sport. Ci teneva molto che io entrassi a Montecitorio con lui perché voleva che il nome Matarrese tornasse tra i banchi di Montecitorio e portasse quel lustro che lui ha portato nello sport”.

 

Quanto è difficile conciliare gli impegni della politica con quelli dell’azienda di famiglia?

 

“Moltissimo perché io non rinuncio al mio mestiere, al mio lavoro. Io sono prestato alla politica, lo faccio con passione e con impegno per le motivazioni che ho detto prima per essere vicino alle esigenze dell’azienda, ma credo che anche nell’interesse della politica di questo paese si debba avere un mestiere, una competenza, una professionalità da mettere al servizio del paese”.

 

Nello scarso tempo libero a sua disposizione coltiva qualche hobby? Se si, quale?

 

“Ho un hobby che da poco tempo mi appassiona molto che è il giardinaggio. Ho un giardino che curo personalmente con molte rose e molti fiori. Inoltre seguo personalmente molte coltivazioni nel sabato e alla domenica quando riesco a liberarmi dai vari impegni lavorativi e politici”.

 

Attore e attrici preferiti

 

“Un attore che mi è sempre piaciuto anche perché è barese è sicuramente Solfrizzi del quale ne apprezzo anche l’evoluzione ed il cambio di settore che lui ha fatto dalla comicità più spinta a parti molto più impegnate e lo fa anche con grande capacità. Mi piace molto questa baresità che si afferma anche in un mondo importante come quello del cinema. Come attrici ho sempre apprezzato Nicole Kidman per i ruoli che ha svolto sempre molto pieni di contenuti e di sentimenti, a parte la sua bellezza fisica, credo che abbia dimostrato di essere una validissima attrice”.

 

Le piace più il teatro o il cinema?

 

“Onestamente mi piace più il cinema anche perché ho più occasioni di seguirlo e mi accomuna una passione un po’ familiare, anche di mia moglie verso il cinema, quindi seguo più il cinema ma non disdegno anche il teatro, soprattutto le opere, quelle più importanti”.

 

Un buon libro deve essere…

 

“Per quanto mi riguarda deve essere di Storia. Io sono un appassionato di storia, delle monografie sui personaggi della storia, sull’ 800 in particolare. Quindi se è di storia lo leggo sempre molto volentieri”.

 

Le piace lo sport? Se si, quale in particolare?

 

“Ho sempre avuto due sport nel mio cuore. Uno è il tennis che ho praticato sempre da bambino con discreti risultati e che continuo a praticare, mentre l’altro è sicuramente il calcio con degli amici che, già dal tempo del liceo, abbiamo messo su una squadra che tutti i sabato cerca di scendere in campo con diverse fortune rispetto al passato”.

 

La sua famiglia è proprietaria del Bari calcio. Cosa le piace e cosa non del pianeta calcio?

 

“Del pianeta calcio mi piace lo sport, lo sport nel senso della partita di calcio, Dell’evento sportivo. Tutto quello che è intorno non mi piace proprio e non mi piace quando si parla di calcio non per gli aspetti prettamente tattico o sportivi quando si deborda in concetti di gestione societaria o di altri aspetti che portano solo delle negatività anche nel modo di vivere il calcio come capita molto facilmente nella piazza di Bari”.

 

Se in famiglia le chiedessero di fare il presidente del Bari cosa risponderebbe?

 

“Sicuramente risponderei di no. Io sono una persona che ama lavorare sulle cose concrete, sulle cose certe e non mi vedrei capace di gestire un business completamente aleatorio e, soprattutto, sottoposto ad una pressione mediatica fortissima e a dei giudizi e a dei commenti molto spesso ingenerosi perché si apprezza ciò che in realtà non si vede e non si apprezza quello che in realtà si fa”.

 

La qualità che preferisce in un uomo

 

“L’onestà, la sincerità e la lealtà che sono valori che mi ha trasferito mio nonno e che cerco di trovare nelle persone che sono più vicine a me”.

 

Se potesse nel mondo cambierebbe…

 

“L’ipocrisia, la falsità e il giocare sulla pelle degli altri approfittando del poco approfondimento della conoscenza degli altri”.

 

L’ultima volta che ha pianto?

 

“Diciamo che ce ne sono state diverse. Sicuramente quella che ricordo di più è stata quando non c’è stato più mio nonno. Quello è stato l’evento che mi ha più toccato e che mi ha portato a piangere non solo all’ora ma anche molte altre volte quando ricordo quello che mi ha insegnato e quello che probabilmente non sono riuscito a fare”.

 

Il tratto principale del suo carattere?

 

“La determinazione ed il convincimento che si può raggiungere qualsiasi obiettivo con il sacrificio e con l’impegno e, soprattutto, con lo studio che mi ha sempre accompagnato in tutte le mie attività. Bisogna sempre studiare e approfondire, imparare prima di parlare e capire di ciò di cui si parla e non commentare inutilmente le cose che non si conoscono”.

 

La canzone preferita?

 

“La mia canzone preferita è “My way” di Frank Sinatra che è un resoconto della vita di un uomo e che le parole mi piacerebbero che fossero anche le mie un giorno”.

 

Cosa le piace e non di Bari?

 

“Di Bari mi piace un po’ tutto. Mi piace il mare, mi piacciono i colori, mi piace la baresità. Cosa non mi piace è come stata gestita Bari negli ultimi dieci anni, il populismo sfrenato, le divisioni create, la mancanza di una visione comune, il non approfondimento, la mancanza di programmazione sulle cose da fare. Io vorrei che anche il mio impegno politico su questo possa accomunare coloro che hanno davvero a cuore la città di Bari e vogliano dare un contributo che prescinde dal populismo e da tutti quegli slogan dei 30mila posti di lavoro ed altro che abbiamo vissuto sulla nostra pelle e che ci creano tanta insoddisfazione e tanto malumore perché Bari non merita questo stato di fatto”.

 

Onorevole, per chiudere. Chi è Salvatore Matarrese?

 

“Salvatore Matarrese è uno che si impegna, che si è sempre impegnato nella sua vita, non ha mai vissuto di quello che ha ricevuto dalla sua famiglia e di quello che potrebbe ricevere dai suoi genitori. Ho sempre cercato una strada, da solo, con le mie forze. “Le inconscio”, come diceva mio nonno, voleva dire che ognuno è arbitro della propria fortuna e avendo un nome importante da difendere, il nome si può perdere in un minuto, mentre io sono stato sempre molto attento a conservare l’affidabilità e la credibilità del mio nome, secondo l’insegnamento di mio nonno. Salvatore Matarrese è una persona determinata a fare il proprio lavoro ed il proprio mestiere”.

 

Di Micol Tortora

 

 

 

 

Tutto su Micol Tortora

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.