lunedì , 26 giugno 2017
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Paparesta fa il punto sull’anno appena trascorso

“Per me – ha detto il patron del Bari – la stagione appena conclusa non è stata una stagione fallimentare. Zamfir? Sarà il responsabile dell’area tecnica”

Questa mattina in una sala stampagremita di giornalisti e tifosi Gianluca Paparesta ha tenuto una conferenza stampa nella quale ha parlato del suo primo anno da presidente del club biancorosso facendo il punto della stagione appena conclusasi parlando anche del prossimo futuro che vedrà il Bari ripartire dalla serie cadetta cercando, come ha detto lo stesso Paparesta, di non commettere gli errori che sono stati commessi in questo primo anno della nuova proprietà. “quest’anno sono state fatte delle cose buone ma anche delle cose negative come è chiaro che sia. Cercheremo di soffermarci prima sulle cose negative perché non devono essere nascoste e devono essere analizzate e devono essere anche valutate e, soprattutto, deve essere fatto tesoro degli aspetti e delle situazioni che non sono andate come tutti quanti ci auguravamo e se lo auguravano tutti. Facendo tesoro di questa esperienza di quest’anno dobbiamo far si che si possa programmare al meglio per fare meglio”.

Paparesta ha poi parlato della stagione che si è appena conclusa e che lui non giudica affatto fallimentare. “Quella appena conclusasi è stata una stagione che qualcuno ha definito in maniera forse ingiusta fallimentare. Per me non è stata una stagione fallimentare. Sicuramente è stata una stagione che poteva essere condotta meglio e poteva concludersi meglio, soprattutto da un punto di vista tecnico e dal punto di vista della prima squadra. Come dice spesso qualcuno tutto possiamo fare ma se poi non arrivano i risultati della prima squadra tutto il resto viene un pò svilito”.

L’ex arbitro ha anche fatto un pò di “mea culpa” su alcuni errori commessi proprio da lui. “Oggi mi faceva piacere ritornare su alcuni errori commessi da me. Sono dispiaciuto e mi dispiace. Chiedo scusa a chi aveva riposto grandissima fiducia nella mia persona e in questa società nel momento in cui ha sentito dire da Gianluca Paparesta presidente, Gianluca Paparesta che vive a Bari, Gianluca Paparesta che, oltre ad aver avuto la grandissima fortuna di essere presidente, è anche un tifoso. Preso dall’entusiasmo, da quello che stava accadendo dal momento in cui ho avuto la fortuna di rilevare questa squadra all’asta fallimentare. Ho cercato di mantenere quell’entusiasmo dell’anno scorso. Ricorderete tutti che è stata fatta una festa nonostante la squadra fosse stata eliminata dai playoff proprio perché ci tenevo a ringraziare quei ragazzi e ci tenevo anche a mantenere alto l’entusiasmo e anch’io ero entusiasmato di questa avventura. Probabilmente mi sono fatto trascinare dall’idea che poteva essere raggiunto l’obiettivo che auspicavo e che tutta la città auspicasse rilasciando delle dichiarazioni in cui, quando mi è stato chiesto da alcuni di voi qual’era l’obiettivo del nuovo Bari, avevo detto che l’obiettivo era la serie A. Per questo mi dispiace perché era venuto a crearsi in qualcuno delle illusioni. Non volevo prendere in giro nessuno, non volevo prendere in giro i tifosi, non volevo prendere in giro voi giornalisti, ma soprattutto non volevo prendere in giro me stesso. Ho detto quelle cose perché ci credevo perché pensavo che una squadra costruita come quella che stavamo costruendo, con un entusiasmo e con dietro una piazza che non ha fallito al contrario del risultato sportivo di quest’anno. La piazza è stata sempre vicina e ha raggiunto il primato in classifica. La frase che avevo pronunciato di andare in serie A è diventata un boomerang, molti me lo hanno detto. Sarei stato non sincero se non avessi detto questo.

E sugli obiettivi ha detto. ” Dopo un anno di esperienza so che quello che dirò da oggi in poi è quello che cercheremo di lavorare per migliorare quanto abbiamo fatto lo scorso campionato, senza fare promesse , senza fare proclami e senza creare illusioni e senza, però, pensare ad un profilo basso perché noi stiamo lavorando già da un pò per migliorare quello che è stato fatto quest’anno. Gli obiettivi, poi, si vedranno settimana per settimana con la speranza che i risultati ci possano dare la possibilità di parlare degli obiettivi che ognuno di noi avrà e che ognuno di noi punterà e che tutti quanti dovremo cercare di costruire un progetto che, senza l’aiuto uno dell’altro, non potrebbe essere raggiunto. Gli obiettivi sono solo quelli di migliorare sotto il profilo tecnico. Nel momento in cui lo scorso anno abbiamo costruito la squadra in tanti pensavamo di aver costruito una squadra pronta per poter raggiungere almeno i playoff. Poi i risultati del campo hanno detto altro. Il calcio è bello anche perché ci si può sbizzarrire a costruire anche squadre fantastiche. Anche a Bari ci sono stati degli anni in cui si è investito e si sono costruite squadre con giocatori che sembravano potessero portarci addirittura in Champions League e, poi, si è fatta una brutta fine. Nulla può essere programmato al massimo con certezza. Può essere programmato e, poi, quando si programma e si lavora, questa volta lo faremo con maggiore silenzio rispetto a quello che è stato fatto fino ad ora, può darsi che i risultati saranno ottenuti. Noi ce lo auguriamo e lavoreremo per questo”.

Paparesta ha anche parlato del progetto per il prossimo anno. “L’obiettivo deve essere quello di costruire partendo da quello che è stato fatto quest’anno che è stato il nostro primo anno un progetto sempre più solido e sempre più concreto, progetto che come avete visto non si fonda come qualcuno vuole sottolineare o evidenzia bsolo con investimenti incredibili che poi non portano risultati. Noi abbiamo fatto un investimento importante perché abbiamo investito e ci abbiamo creduto. Ci sono state altre realtà che hanno investito molto più di noi che sono fuori mentre ci sono altre realtà che hanno rischiato di retrocedere o qualcuna è anche retrocessa. Ci sono invece altre realtà che hanno investito molto sul progetto, hanno investito molto su gente che aveva voglia di arrivare, gente che credeva nel progetto su squadre che si sono costruite mattone su mattone. A volte hanno avuto hanno avuto anche qualche nome particolare, a volte nomi che non erano conosciuti ai più ma che hanno raggiunto ottimi risultati. Quest’anno la serie B ha promosso una squadra solida, che non aveva particolarissime individualità e che non aveva quello che abbiamo noi dietro e cioè una tifoseria, un pubblico, uno stadio una infrastruttura incredibilema che è riuscita a raggiungere il primato con diverse settimane di anticipo. E’ stata promossa in A un’altra squadra che veniva addirittura dalla Lega Pro costruita con un determinato criterio soprattutto con gente che aveva determinate motivazioni. E proprio a queste due squadre che vogliamo ispirarci anche se il nostro progetto non sarà solo questo, ma sarà anche un progetto innovativo almeno per questa piazza perché vogliamo individuare calciatori che abbiano sia caratteristiche tecniche sia caratteristiche motivazionali che possano rispondere al meglio alle esigenze della nostra società, della nostra tifoseria”.

Poi il presidente ha snocciolato alcuni numeri su quanta gente in generale lavora nella nuova società “Stamattina facendo un conto, tra calciatori del Settore giovanile, dirigenti, accompagnatori, staff tecnico, massaggiatori, dipendenti della società e tutto, abbiamo raggiunto un numero considerevole, 350 persone. 350 persone lavorano per dare solidità a questa società per cui credo che oggi debbano essere considerati tutti i 350 perché chi più e chi meno deve contribuire a fare di questa società una gran bella società”.

Paparesta si è poi soffermato sui programmi. “Molti di voi si chiederanno del budget. Partiamo dal presupposto che la società così come ha operato lo scorso anno può tranquillamente e serenamente operare anche quest’anno. Credo che l’anno scorso non ci siamo fatti mancare tante cose, abbiamo cercato di fare il meglio, sbagliando. Abbiamo cercato di prendere giocatori e di fare bene. Quest’anno cercheremo di fare altrettanto bene, investendo quello che possiamo investire, perché credo che nessuna società ormai si può permettere di spendere molto più di quanto possa incassare. Oggi ci sono grandissime società che sono in vendita o cercano nuovi soci perché non è più possibile ricapitalizzare nonostante le proprietà siano di grandissimi imprenditori. Noi abbiamo un progetto che, come vi avevo detto dall’inizio, è un progetto serio ed è un progetto basato su numeri. Non mi avventuravo in questa iniziativa se non avessi un piano industriale che prevede almeno tre anni di crescita. Esiste un piano industriale, esiste una serenità da un punto di vista societario che ci consente di andare avanti con gli stessi programmi dello scorso anno, che faremo quest’anno e che faremo l’anno prossimo, sperando che di anno in anno si possa migliorare la situazione e che possano poi cambiare anche gli scenari. Adesso siamo in srrie B, l’anno prossimo parteciperemo alla serie B sapendo che il nostro piano industriale prevede due ipotesi: partecipazione in serie A o partecipazione in serie B. Come qualcuno può aver detto o si diverte a dire se il Bari non andava in serie A finiva tutto. Abbiamo sempre fatto dei passi in funzione delle possibilità che ci sono date. Ricordo che abbiamo un fatturato importante che al di la del numero degli abbonamenti o altro che sarà sottoscritto il prossimo anno, ci garantisce di fare un altro anno come quello appena concluso con la possibilità di acquisire determinati giocatori, di prenderli in prestito come abbiamo fatto. In una fase siamo stati anche criticati perché avevamo troppi giocatori in prestito. Forse alcuni giocatori in prestito è meglio averli per poterli testare, poi per chi merita c’è la possibilità di riscattarlo”.

E sul budget… “Per quanto riguarda il budget non ci sono modifiche in diminuzione rispetto all’anno scorso, anzi, dalle previsioni che sono state fatte e che il piano industriale prevedeva e che è stato modificato in positivo, aumenta perché ci sono delle ulteriori entrate importanti dettate da dei criteri di suddivisione sia dei diritti televisivi che sono stati ceduti dalla Lega di serie B a un’unica emittente con un aumento di ricavi considerevole, quasi triplicato rispetto alla stagione 2014 – 15 e aumenti di ricavi legati alla suddivisione della mutualità che è legata ai diritti televisivi percepiti dalla Lega di serie A che, a sua volta, distribuisce alla Lega di serie B secondo determinati criteri il 7.5 per cento. Per le società di serie B aumentano queste fonti di ricavo a prescindere dalla campagna abbonamenti”.

E proprio sugli abbonamenti ha detto. “Io mi auguro e sono convinto che i veri tifosi sono tutti legati alla squadra . C’è chi sostiene e sottoscrive l’abbonamento a prescindere; c’è chi viene allo stadio a sostenerci dal primo all’ultimo momento anche se perdiamo e se siamo in difficoltà senza farlo pesare e c’è chi affronta trasferte veramente di difficoltà incredibili per poi tornare amareggiato perché la prestazione della squadra è stata negativa con i costi della trasferta e c’è anche chi invece chi preferisce starsene a casa e vedersi la partita in televisione. Come presidente non posso fare una distinzione tra tifosi. Ringrazio tutti i tifosi, è chiaro che quelli che ci sono più vicini, quelli che sottoscrivono l’abbonamento, quelli che vogliono dimostrare attaccamento sono quelli che ho più a cuore. Ripeto però che io ringrazio tutti i tifosi perché ci danno la possibilità di primeggiare in maniera incredibile sia come sottoscrizione degli abbonamenti siamo i primi in Italia in serie B e siamo tra i primi a livello nazionale della serie B e sia come numero di presenze allo stadio , poi vedremo i numeri. Credo che sia estremamente importante contare sui tifosi ma anche dire a tutti quanti voij che l’elemento di ricavi al botteghino è una componente del budget della società ma non è la componente fondamentale perché altrimenti tutte le società dipenderebbero esclusivamente dalle affluenze del pubblico allo stadio e questo, almeno per quanto riguarda noi, non lo abbiamo messo in preventivo ma abbiamo pensato che anche il prossimo anno ci sarà una buona affluenza. Per chi non sottoscriverà l’abbonamento pazienza. Verrà e pagherà un pò di più allo stadio. Spero che ci saranno motivi per venire sempre di più allo stadio e per chi non avrà avuto modo di sottoscriverlo comprerà il biglietto. Quest’anno abbiamo commesso degli errori anche sugli abbonamenti dettati soprattutto da una necessità di partire. Inoltre abbiamo commesso degli errori sui prezzi, sulle modalità e sulle caratteristiche e sulle offerte che potevamo creare meglio. Quest’anno abbiamo fatto tesoro di questi errori. Per il prossimo anno stiamo preparando, ormai è in fase di definizione, una campagna abbonamenti che possa ripagare soprattutto quelli che, con una fiducia incondizionata, ci hanno sostenuto e cioè gli undici mila abbonati ma anche chi vorrà sottoscriverlo per la prima volta. Nonostante gli errori credo che non abbiamo mai mancato di rispetto agli abbonati perché gli abbonati li abbiamo trattati nella migliore maniera possibile tanto da offrire a loro più volte la possibilità di portare degli ospiti con il costo simbolico di un euro”.

Paparesta ha anche parlato di quello che è uscito pochi giorni fa su vari giornali sulla Guardia di Finanza che ha chiesto le carte sulla nuova società. “E’ stato pubblicato anche in maniera dura e cruda il dettaglio dei bonifici arrivati, dei giorni in cui sono arrivati. Diciamo che se esistesse una privacy anche per le società sarebbe stata violata però ci può stare. non mi dispiace nemmeno più di tanto perché non fa altro che confermare quello che io avevo detto fin dall’inizio. Abbiamo dei numeri che dicono che allo stadio sono venuti quasi mezzo milione di spettatori. Su mezzo milione di persone ci può essere qualcuno che è scontento anche di se stesso e, a volte, si diverte a fomentare o a creare dei problemi o a commentare in maniera negativa quello che 350 persone cercano di fare per far contenti tutti e far contenti soprattutto loro stessi. Se lo facciamo è per prima cosa per noi stessi e poi ci teniamo a tutta la città, a tutti i tifosi e a tutto il resto. Ho detto questo perché molti hanno detto che io avevo preso in giro i tifosi perché avevo detto che sarebbero rimasti a bocca aperta nel sapere chi c’era dietro il Bari. Io avevo detto rimarrete a bocca aperta nel momento in cui avevo costruito l’operazione per cercare di fare entrare successivamente in società i russi che sono i fratelli Rotemberg. Poi purtroppo i Rotemberg non sono più potuti entrare. Io ho costruito lo stesso una operazione che credo sia stata documentata in ogni particolare non solo da me ma anche da una indagine che cedo che sia doverosa e legittima quando c’è un fallimento e quando si acquisisce una società da un fallimento da una indagine che ha portato a una verifica dell’acquisizione fatta nella maniera più discreta, silenziosa e corretta. Nessuno è mai venuto a fare blitz come ho letto. Nessuno è mai venuto a fare perquisizioni nel mio studio o altro. Un giorno sono venute delle persone in borghese che si sono identificate come responsabili dell’indagine della Guardia di Finanza nella massima serietà e correttezza. Hanno chiesto di acquisire una serie di documentazioni, cosa che avviene in tutte le società del mondo, non solo calcistiche. Hanno acquisito senza riflettori, senza blitz e senza sirene. Sono venuti, hanno chiesto questa documentazione, le è stata data a febbraio ed è finita li. Poi ognuno fa il suo lavoro, ognuno enfatizza determinate cose. Quello che è venuto poi fuori dai giornali, frutto dell’indagine che è stata avviata dalla Procura della Repubblica, è quello che io avevo detto tante volte c’è una intervista rilasciata a settembre in cui dettagliatamente è stato specificato tutto quello che poi è stato riportato in questa fuga di notizie di indagine. Il discorso del fatto che rimarrete a bocca aperta era stato detto perché se fossero arrivati questi imprenditori così facoltosi tutta la città ne avrebbe giovato.. Purtroppo non sono arrivati per cui pazienza. Questo non significa che non arriverà nessuno, che Paparesta vuole rimanere qui a dispetto di tutto e di tutti. Se arriverà qualche investitore pronto a credere in questo progetto che potrà analizzare i numeri di quello che è stato fatto e che ha interesse a prendersi l’uno, il dieci, il cinquanta, il cento per cento della società ci si siede al tavolino, si vedono i conti. Nessuno vuole non migliorare la posizione di questa società. Sarei uno sciocco a pensare che se dovesse arrivare un imprenditore che può aggiungere un capitale a questo progetto perché non dovrebbe entrare. Da parte mia c’è la massima disponibilità”.

E sul progetto tecnico ha detto. “Il progetto tecnico è stato intrapreso qualche mese fa, è stato intrapreso con una persona che ho scelto perché credevo e credo in lui, nelle sue capacità tecniche, di leader di un gruppo e nelle sue capacità umane. Questo progetto tecnico non si è consolidato solo perché esiste un contratto. Il contratto col mister Nicola l’ho sottoscritto per due anni, ma sia io che lui potevamo risolverlo in qualsiasi momento sia da parte mia che da parte sua. Se ho voluto e gli ho chiesto di continuare questo progetto è perché credo che partendo già da questa fase non avremmo buttato al vento mesi in cui una persona capace arriva in questa città, conosce questa piazza, conosce gli aspetti positivi e gli aspetti negativi, le difficoltà che ci possono essere anche quelle di pressione perché non è facile per un giocatore giocare ed allenare un giocatore che vedono una piazza che si aspetta tanto come quella di Bari che è una piazza che è numerosa e vicino alla squadra. Io ho creduto e credo nel progetto con Davide Nicola con cui mi sono confrontato tantissime volte in questi ultimi tempi per costruire un progetto tecnico. Se dovessimo fare un’analisi della classifica per quanto sia una classifica non veritiera perché quando si arriva in corsa e quando si devono gestire determinate situazioni non è mai semplice. Credo che con il suo operato sarremmo entrati nelle prime otto, ma al di la del risultato di questo campionato, sono certo che con Nicola possiamo avviare un progetto che ci vede tutti in prima linea e ci vede analizzare ruolo per ruolo i profili dei giocatori che possono essere necessari per costruire una gran bella squadra con profili di giocatori che devono avere aspetti sia tecnici che motivazionali importanti. Con il tecnico stiamo analizzando tanti aspetti, tante situazioni, tanti nominativi, tanti profili. Poi sarremmo noi, io col mio staff a scegliere. Inoltre vorrei chiarire una cosa. Io non voglio fare oltre che al presidente anche il direttore sportivo. Già fare il presidente è molto difficile e, in questo momento, duplicare cariche o altro non ci sta. Ognuno deve fare il suo lavoro. Il mister sta dando un forte contributo per costruire una squadra competitiva. Secondo me tutto questo lavoro che è stato fatto che può essere più o meno emerso, ma vi garantisco che è tanto, non aveva nessuna motivazione per essere buttata al vento, per ricostruire e ripartire con un nuovo tecnico che secondo me non serviva perché avevamo scelto e abbiamo scelto un ottimo tecnico per cui ritenevo giusto confermarlo a prescindere dal contratto che sia lui che io eravamo disponibili a risolverlo sia lui se non ci avesse creduto sia io se non ci avessi creduto. Non è solo un fatto di contratto ed economico”.

Paparesta ha poi parlato della figura di Razman Zamfir. “In società c’è una figura che è stata volutamente sia per i modi sia per carattere che è la figura di Razman Zamfir che a molti è risultato un oggetto misterioso. Lui non è un direttore sportivo. Lui è qui da sei mesi, dal 2 gennaio, tornato in Romania solo una volta per due giorni per una esigenza personale. Lui si è dedicato per sei mesi a capire l’ambiente, a capire lo spogliatoio, osservare e conoscere l’ambiente italiano. Non tutti sanno che è stato per otto anni responsabile dell’area tecnica del Clouji, una squadra del nord della Romania che non aveva mai ottenuto alcun risultato, che non aveva grandissime capacità economiche e che in questi otto anni ha raggiunto per tre anni l’obiettivo di vincere il campionato rumeno. Per altri tre anni ha vinto la Coppa di Lega rumena, due volte la Supercoppa. Ha partecipato per tre anni alla Champions League ed ha partecipato due volte all’Europa League. Questo non è un palmares per dire che lui è bravo e gli altri no. E’ stata scelta una persona che aveva delle caratteristiche idonee per poter venire a lavorare a Bari che erano quelle di conoscere e di avere una visione sul mercato internazionale il più ampio possibile. Parla cinque lingue per cui ha una visione e una conoscenza del mercato internazionale e quindi aveva necessità di conoscere l’ambiente, c’erano e ci sono delle altre figure e non ha mai voluto eccedere nella sua presenza. E’ una persona che pensa molto a lavorare come tanti altri per cui poco consono a fare conferenze stampa o altro. E’ una persona che ha gestito lo spogliatoio di una squadra che ha partecipato per tre anni ad un torneo come quello della Champions League e per due anni ad un torneo come quello dell’Europa League. Zamfir sarà il responsabile dell’area tecnica. Stiamo lavorando perché possa concretizzarsi questo progetto. L’ideale sarebbe se riuscisse a fare pure a Bari quello che ha fatto in Romania. Questa era una battuta fatta perché abbiamo individuato una figura che possa coprirci soprattutto sul mercato internazionale perché abbiamo visto che il mercato nazionale per quanto possa essere importante in Italia ci sono dei profili che vuoi per la pressione, vuoi perché sono abituati a contesti diversi hanno difficoltà. Per quanto riguarda i profili internazionali dove i giocatori hanno giocato in stadi di una certa dimensione e dove possono avere una esperienza un pò distaccata rispetto alla visione italiana possono essere assolutamente utili. Grazie a Stefano Antonelli e a Razman Zamfir abbiamo creato un dipartimento scouting che significa andare ad individuare i giocatori che sta lavorando in maniera dura e intensa per poter raggiungere i giocatori che abbiano il profilo individuato da questo staff tecnico. Noi ora abbiamo dei profili di giocatori, non di nomi di giocatori che possono essere inseriti in un elenco di giocatori. Non è che andremo solo su un giocatore per poi perdere tutto il calciomercato nel raggiungere l’obiettivo di portare quel tipo di giocatore. Se poi dovessimo raggiungerlo saremmo tutti contenti, ma se non dovessimo raggiungerlo non rimarremo senza giocatore che serve alla squadra”.

E su Antonelli… “Stefano Antonelli ha fatto un lavoro molto importante sia dal punto di vista di costruzione della prima squadra perché i giocatori che sono arrivati hanno avuto il placet di voi giornalisti. Le aspettative però non si sono rivelate alle aspettative. Gli obiettivi che l’allenatore di allora aveva chiesto sono stati tutti raggiunti da questas figura di direttore sportivo a cui va il mio grazie e che ha realizzato un gran lavoro anche con il Settore giovanile perché il Settore giovanile ha cambiato tantissimo ed è riuscito a raggiungere dei risultati. Un direttore sportivo si vede per i risultati della prima squadra, per quelli della Primavera, per quello degli Allievi, dei Giovanissimi e per tutto il resto che consiste nella valorizzazione dei giocatori. Stefano Antonelli ha un contratto con noi fino al 30 giugno. Ci sono diverse società che hanno la possibilità e la voglia di acquisire le sue prestazioni. Stiamo parlando con lui e da grande professionista sta lavorando al meglio per poter continuare questo percorso insieme a me, insieme a Ramfir, insieme a mister Nicola e insieme ad Alberto Marangon. La squadra è questapoi il 30 giugno si faranno le valutazioni. Per il momento sottolineo il lavoro che è stato svolto e ringrazio Antonelli per il lavoro che è stato fatto”.

Di Micol Tortora

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