domenica , 25 giugno 2017
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Nicola: “Questa squadra ha dei valori”

Oggi in conferenza stampa il tecnico torinese si è espresso in maniera positiva sul suo gruppo dopo dieci giorni di vero allenamento
Dopo la vittoria di sabato scorso contro la la Ternana, domani il Bari è atteso da una difficile trasferta in Romagna contro un Bologna in cerca di continuità di risultati e con qualche problema a livello societario. Secondo Nicola a bologna il suo Bari dovrà giocare indifferentemente senza pensare di giocare in casa o fuori. “Credo che sia un Bari che debba giocare indifferentemente. Certo che giocare in casa è molto meglio perché hai la spinta del tuo pubblico e questo ti fa percepire le difficoltà in maniera diversa o, quanto meno, se le percepisci non ne sei completamente schiavo. Fuori casa ti capita di accorgerti di dover passare quel periodo di sofferenza e magari poi perdere un pò di certezza in più. L’idea è quella di mantenere invece una nostra precisa identità che ci porti a giocare dovunque, sia in casa che fuori casa, rispettando le altezze di campo, cioè quando è dovuto andare a fare una oppressione offensiva oppure difensiva. Questo vorrei ed per questo ci stiamo allenando”.

Mister Nicola è contento di come hanno risposto i giocatori in questa settimana piena di lavoro. “Ho avuto più giorni per lavorare con i ragazzi. Diciamo che per dirla tutta c’è una frase di Padre Pio che mi piace particolarmente. Per me è stata una settimana di grandissimo lavoro come per i ragazzi. Finito il lavoro di grande meditazione perché poi tornavo in albergo e li cercavo di capire i difetti e di conseguenza cercare di capire come correggerli. Tutto questo ti porta a moderare l’impulso e quindi a non essere lucido e a capire che anche un difetto può anche essere instradato in una logica di pensiero comune può diventare anche un pregio. Ho visto una squadra che non ho avuto un picco, non ha subito la vittoria in maniera presuntuosa. Noi abbiamo vinto ed io ho detto ai ragazzi che in altri contesti magari avreste potuto anche non vincere una partita del genere. Questo è il primo passo per poter arrivare a una maturazione. La prima cosa che devi fare è vincere i tuoi limiti e i limiti sarebbero quelli di pensare che una vittoria conseguita sabato possa in qualche modo far vedere che abbiamo più meriti o più abilità di quelle che abbiamo. Questa settimana ci siamo concentrati per portare avanti quei tre concetti che ho chiesto inserendone una in più e vorrei che si sedimentassero nella memoria perché questo deve essere il nostro dna”.

L’ex tecnico del Livorno ha voluto chiarire come il suo predecessore che lui pensa partita per partita. “Non sono abituato a pensare alla partita che andremo a fare per poi trasportarla e legandola a quella sucessiva. Diventerebbe uno spreco di energie. Noi abbiamo bisogno di raccogliere tutto da tutti e preparare proprio la settimana. Siamo arrivati bene alla fine e ho visto i ragazzi stamattina durante la rifinitura come piace vederli a me perché io sono così perché il mio stato deve essere così perché voi siete così. Dobbiamo pretendere il massimo in una settimana, tutto in una settimana. Domani, finito l’incontro, si prepara la prossima settimana. Tornando alla frase di Padre Pio prima ho detto solo il concetto. La frase è che uno merita per cercare di conoscere i propri difetti e conoscendo i propri difetti cerca di correggerli e così modera di fatto gli impulsi perché non c’è bisogno di avere alti e bassi da questo punto di vista. C’è bisogno di avere una linea legata al fatto che nulla ci può smuovere. Raccogliamo l’entusiasmo, siamo raccoglitori di entusiasmo altrui, siamo produttori di entusiasmo negli altri e vogliamo esserlo, ma noi dobbiamo assolutamente essere sempre su due binari ben saldi. Prima di arrivare a parlare di vittorie e quindi di vincere dobbiamo prepararci in vari step e il primo è quello di vincere i nostri limiti. Chi si abbandona a questa cosa ha un limite fortissimo . Non c’è mai stata nessuna strada raggiunta che non sia partita dalla conoscenza e dalla consapevolezza che un passo alle volte sia la metodologia che ti possa portare avanti. Chi guarda troppo avanti si perde”.

Secondo Nicola questa squadra ha dei valori. “So che questa squadra ha dei valori. Come vi ho detto la scorsa volta secondo me i valori si dimostrano strada facendo. In dieci giorni ho visto che questa squadra ha dei valori che riesce a tirarli fuori. Voglio vedere che costanza ha nel tirarli fuori perché i valori non sono solo quelli tecnico – tattici, sono soprattutto quelli mentali. Per me la differenza la fa sempre la mentalità”.

In questa settimana il tecnico biancorosso si è concentrato anche su giocatori che conosceva poco. “Questa settimana sono riuscito anche a concentrarmi su giocatori che conoscevo poco perché arrivavano da altri contesti. Devo dire che ho trovato qualcosa di molto interessante per quelle che sono le mie idee di gioco, di calcio. Sono assolutamente curioso di sperimentarlo a più presto”.

Domani il Bari affronterà una squadra con un allenatore messo in discussione dalla società. Per Nicola questo non sarà un vantaggio. “C’è un allenatore che non è in bilico, non ne conosco. Anche quello che in questo momento è osannato e si ritiene saldo nella propria missione. Fa parte del gioco. Chi subisce questa situazione o questo veto secondo me non può fare questo lavoro. Uno se ne deve fregare altamente. Tu sai dove vuoi arrivare, io so dove voglio arrivare. Io ho detto sempre non so in quanto tempo ce la farò, ma io so dove voglio arrivare. Tutto il resto non mi interessa, mi fa perdere tempo. Non è un vantaggio, non è uno svantaggio. Io vedo in ogni conferenza stampa sempre tante parole. I concetti sono quelli e diventa anche difficile trovarne dei nuovi. Non è facile. Se i punti si facessero con le parole avrebbero tutti vinto il campionato e tutti vincerebbero il campionato. Fortunatamente poi c’è il campo che è la reale dimensione e la dimostrazione e la dimostrazione di quello che uno vale. Dico che il valore aggiunto in una situazione del genere o in una piazza dove c’è ambizione è riuscire a dare equilibrio perché altrimenti non vai da nessuna parte”.

Nicola poi si è soffermato anche sui tanti tifosi che domani seguiranno la squadra a Bologna. “Noi viviamo per questo. se non ci fosse il pubblico cosa facciamo? Lo sport, come il calcio, si muove solo ed esclusivamente per il risultato. Se non ci fosse questo allenerei il mio settore giovanile, mi darebbe molta più soddisfazione. Siccome non riesco a legare le mie ambizioni al settore giovanile alleno gli adulti per questo. C’è un dato importante. Parlare dei più dei 2.500 tifosi che verranno a Bologna in momenti di crisi del genere fa capire veramente come il mondo venga comunque e sempre mosso dalla passione. Tutto il resto sono chiacchiere. Per me il desiderio non è tanto la gloria personale o la parte economica. E’ proprio vedere la soddisfazione degli altri, è vedere che tu fai qualcosa per cui gli altri possono trarre un momento di serenità. Questo in questo momento è il valore più importante che io ho dentro e che voglio mantenere. Quindi siamo orgogliosi a maggior ragione. Ciò che mi interessa è vedere che la gente di valore a questo e che noi diamo valore a questo. Il dare tutto è relativo. Io voglio vedere che la gente mostri passione perché per me è l’unica cosa che muove il mondo”.

Secondo il tecnico del Bari l’aspetto atletico non è un limite. “Credo che dal punto di vista dei limiti o di forma fisica non vuol dire niente. E’ con la convinzione che si arriva ovunque. La persona non può essere separata. Non si può parlare di limiti fisici, tecnica, tattica, testa. La persona è un tutt’uno e tutte le componenti convergono insieme. Non posso allenare l’aspetto fisico se non alleno contemporaneamente quello mentale, quello tattico, quello fisico, quello tecnico. Non esiste per me. L’uomo è una entità, è un tutt’uno, non è separabile. Da questo punto di vista non sarà sempre possibile giocare veloci o attaccare gli spazi perché ci sono anche gli avversari, ma la convinzione del poterlo fare ci deve essere sempre. Ci sarà la bravura degli avversari più o meno in quel momento superiore o inferiore a noi, ma questa è la filosofia. Questo assolutamente è quello che vogliamo fare perché poi ci sono anche le caratteristiche dei giocatori adatte a questo tipo di filosofia. La convinzione per me è tutto”.

Anche oggi come la scorsa settimana ha dato i quattro nomi sicuri che scenderanno in campo. I quattro sicuri che scenderanno in campo domani sono Sabelli, Camporese, Caputo e Defendi”.

L’ex tecnico del Livorno ha spiegato in cosa consiste il termine duttilutà già usato in occasione della sua presentazione. “La duttilità sta nell’aspetto tattico, nella capacità di cambiare rapidamente una difesa, come detto la scorsa volta, da due centrali a tre centrali, un numero specifico di giocatori a centrocampo, la capacità di giocare con un giocatore tra le linee. Qusto si può fare anche tatticamente. Chi non lo fa tatticamente lo fa per interpretazione degli spazi e per piccoli adattamenti che avvengono su determinati tipi di uscite, a pressione dove nella riconquista di palla ti trovi ad avere un baricentro leggermente spostato. La duttilità può stare anche in quello. Credo che questi giocatori abbiano gran parte della duttilità come tutti i giocatori moderni però la duttilità è di squadra. Quando un giocatore è troppo duttile è un giocatore che ha una importanza fondamentale ma non ce ne può essere più di uno, uno – due per squadra. Gli altri devono essere particolarmente speciali, specifici e capaci nel fare un determinato ruolo”.

Poi Nicola ha parlato anche della gara tra Bologna e bari che si giocherà alle 12.30. “Io dico che giocare inseriti alla domenica alle 12.30 dove c’è una giornata di serie A dove l’evento delle 12.30 è uno dei più visti, io mi diverto sempre. Quello di Bologna è uno stadio sicuramente bello, con una squadra con una grandissima tradizione, il Bari ha la sua storia. Diranno che ci si aspettava di più o di meno. Io dico solo che mi divertirò a giocarla”.

Il tecnico del Bari ha anche parlato di Castrovilli giovane promessa biancorossa. “Castrovilli si è allenato con noi. E’ sicuramente un giocatore di cui si dice un gran bene, è un giocatore che lo vedi negli allenamenti e vedi che ha la spensieratezza, il coraggio e le qualità tecniche per poter far parlare di se. Il processo a diventare giocatore può essere lunghissimo o rapidissimo. Dipenderà dalla sua capacità di reggere le pressioni, reggere il fatto che adesso nessuno si aspetta nulla da lui e quando magari farà vedere quello che sa fare, tutti si aspetteranno anche più di quello che lui potrà fare. La differenza tra fare il giocatore e non farlo sta proprio in questo”.

Quella di domani sia per il Bologna che per il Bari non sarà una semplice partita di calcio visto che entrambe le società ricorderanno un vero campione sia in campo che fuori, Klas Ingesson. A tal proposito Nicola ha detto. “Sento che lo sport è un viatico di grandi valori, non solo di critiche, di aspetti negativi che probabilmente fanno anche più notizia. Quando arrivano queste situazioni dove lo sport si fa garante di certi tipi di valori dove in qualche modo ha una cassa di risonanza che può arrivare dovunque, a chiunque e comunque, mi fa amare ancora di più il mio sport. Personalmente non l’ho mai conosciuto personalmente ma ho sentito parlare molto di lui, ho sentito parlare soprattutto Igor Protti di lui. Deve essere stato un signore in tutto e per tutto. Tutti noi abbiamo molte persone che ci accompagnano nella nostra vita. Il solo pensiero di iniziare la partita e collegarsi emotivamente a queste persone prima di scendere nella battaglia, nell’arena, nella voglia di fare qualcosa che altri non possono più fare. Questo è il mio senso di responsabilità che avverto. Quando manca una persona a me cara o una persona che ho particolarmente stimato o anche uno che non conosco, è come se io mi accollassi i suoi sogni e le sue responsabilità e quindi mi viene ancora di più voglia di fare quello che sto facendo e ancora di più odio il lamento, odio il lamento fine a se stesso, il lamento che ti fa nascondere che tu hai una fortuna della madonna essere qui in questo momento. Il passato ed il futuro a me interessano mai, non interessa il tempo. Parlo di queste due dimensioni. Nel momento in cui sento la mia voce e guardo voi mi interessa tutto. Per me la vita è questa”.
Di Micol Tortora

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