sabato , 29 luglio 2017
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Kawasaki Ninja 300

Kawasaki Ninja 300

Proviamo la Kawasaki Ninja 300 e vediamo come si comporta senza fare una scheda tecnica, ma dando le nostre impressioni.
Sono le 15,45 di un caldo lunedì di metà Giugno quando mi arriva una telefonata. E’ l’amico (ex scooterista) Giacomo che senza attendere il mio “pronto!” esclama: “ci vediamo alle 16,30 al barrino in Selva di Fasano, dobbiamo brindare”.

Conosco bene di cosa si tratta, mi vesto per l’occasione e mi dirigo con la mia moto nella Valle d’Itria.

Distinguo facilmente la sagoma di Giacomo in quanto intorno a lui c’è una desolazione desertica, intervallata da qualche turista tedesco di passaggio e villeggianti rimasti lì dalla domenica. Accanto a lui la sua nuova fiamma verde accerchiata da 3 amici.

“E’ fantastica, non badare alla cilindrata e dammi il tuo parere” e poi guardandomi come un fidanzato geloso ti guarda quando abbracci oltremodo la sua ragazza continua porgendomi le chiavi: “trattala bene è una signorina”.

Salgo sulla Kawasaki Ninja 300 e la posizione in sella non è male. Si accendono le spie dei vari controlli, ma la sensazione è quella di essere su una moto non moderna, essenziale ma ordinata, con il contagiri analogico, insomma come piacciono a me.

Avevo già provato il CBR 250 Honda e mi aspetto qualcosa di simile, mi aspetto tutto tranne una piacevole smentita.

La Ninja 300 ha una gomma posteriore grande per una 300 e se i progettisti aumentano la larghezza degli pneumatici un motivo c’è sempre, decido quindi di scoprirlo e accendo questa bella moto facendola scaldare quel che basta perchè l’olio sia dappertutto nel motore.

La Ninja 300 è leggera e superati i 30 km/h diventa maneggevole come un motorino, il bicilindrico è corposo e urla parecchio. Dopo le prime curvette decido di metterla un pò alla frusta scoprendo l’indole corsaiola della moto. L’inserimento in curva è preciso quasi chirurgico e il posteriore non derapa neanche in fase di chiusura dell’acceleratore merito della frizione antisaltellamento.

Scende in piega con molta facilità e tiene la curva con una solidità incredibile. Ovviamente stiamo parlando di velocità contenute, sia per la poca cavalleria sia perchè ci troviamo su strade pubbliche, ma capisco che in pista la piccola giapponese non sarà seconda a nessuno nella sua categoria.

Le curve si susseguono e gli inserimenti sono sempre rapidi e precisi anche quando si scalano 4 marce in fase di staccata. La moto è sempre pronta e ai medi da il meglio di se stessa urlando ininterrottamente fino ai 12.500 giri oltre i quali il limitatore comincia a farsi sentire.

I freni sono buoni e le frenate risultano sempre adeguate ad un’andatura touring, quando però si chiede troppo l’anteriore è poco deciso.

Realizzo di essere su un bicilindrico in linea e comincio a guidarla in maniera tranquilla anche perchè tra una piega e l’altra sono arrivato ad Alberobello.

In città la Ninja 300 è una perfetta sostituta dei plasticosi scooter. La moto è regolare e si comporta bene anche se ne si fa un utilizzo da commuter.

Torno al punto di partenza ad andatura da passeggiata romantica godendomi il fantastico paesaggio contornato da trulli e falchi.

Al mio arrivo Giacomo non mi chiede niente e corre a guardare i bordi delle gomme per capire cosa avessi combinato con la sua bella. Nota immediatamente la parte consumata molto vicina alla fine della gomma e deducendo la mia andatura mi chiede con un sorriso a 32 denti: “beh? divertente vero?”

La Ninja 300 è molto divertente, si comporta bene su qualsiasi tracciato e a qualsiasi regime, ottima per chi vuole conseguire la patente A2 si addice persino a passare l’esame pratico. Maneggevole e precisa ricorda come impostazione di guida le vecchie sportive non esasperate per posizione delle pedane e disposizione del manubrio. Consuma poco anche se la si strapazza ed è sempre pronta. I freni sono migliorabili ma comunque sempre all’altezza di una 300. La strumentazione è adeguata ed il confort in sella è buono.

Proviamo la Kawasaki Ninja 300 e vediamo come si comporta senza fare una scheda tecnica, ma dando le nostre impressioni. Sono le 15,45 di un caldo lunedì di metà Giugno quando mi arriva una telefonata. E' l'amico (ex scooterista) Giacomo che senza attendere il mio "pronto!" esclama: "ci vediamo alle 16,30 al barrino in Selva di Fasano, dobbiamo brindare". Conosco bene di cosa si tratta, mi vesto per l'occasione e mi dirigo con la mia moto nella Valle d'Itria. Distinguo facilmente la sagoma di Giacomo in quanto intorno a lui c'è una desolazione desertica, intervallata da qualche turista tedesco di…

Nera e verde

La livrea delle Kawasaki sportive ha solitamente due colori: nero e verde. Esattamente come la Ninja 300 usata per la prova su strada

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