martedì , 27 giugno 2017
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La scuola pubblica non si tocca!

Docenti, studenti e genitori per la prima volta insieme per dire No alle attuali politiche sulla scuola pubblica: questo il primo importante risultato della mobilitazione promossa dal Comitato Scuola Bene Comune con due appuntamenti. Il primo si è tenuto il 14 novembre, tardo pomeriggio in piazza Duomo dove si è tenuta la partecipata manifestazione in concomitanza con la giornata di SCIOPERO EUROPEO (Spagna, Italia, Portogallo, Grecia, Cipro e Malta), caratterizzataanche da un flash mob. Il secondo è in programma per il 24 novembre quando si terrà lo sciopero di tutto il personale scolastico. Gli studenti si sono organizzati anche il 15 novembre con una manifestazione che ha inondato le vie principali della città. Il mondo della scuola si è mobilitato «contro il tentativo di scardinare la scuola pubblica. In un quadro generale caratterizzato da un massacro sociale – che ha colpito i settori più deboli e disagiati, mentre nulla pagano gli evasori fiscali, i grandi patrimoni, banche, gruppi finanziari e industriali, e la spesa militare e per la scuola privata aumenta – è ancora una volta soprattutto la scuola pubblica la vittima sacrificale. Con il pretesto di far quadrare i conti, si paventano stravolgimenti del contratto “per decreto” (a parità di salario), si ignora la conseguente espulsione di altre decine di migliaia di precari; la deportazione degli insegnanti “inidonei”, il blocco infinito di contratti e scatti di anzianità. A tutto questo scempio si aggiunge la legge Aprea-Ghizzoni, passo decisivo per l’aziendalizzazione della scuola, l’eliminazione degli organi collegiali, la vittoria della scuola-quiz (vedi INVALSI) e della gestione della didattica da parte di aziende e imprese a fini di profitto; nonché il ridicolo concorsaccio per dividere e ricattare ulteriormente i precari». Queste le parole del comunicato/manifesto del Comitato che con le manifestazioni del 14 novembre e lo sciopero di tutto il personale della scuola del 24 novembre chiede «la cancellazione dei commi 42, 43, 44, 45, 46, 47, 48 dell’art. 3 della Legge di Stabilità; il ritiro degli emendamenti proposti dalla Commissione Cultura (organico di rete, obbligo di documentare le attività funzionali all’insegnamento su apposito registro, parte variabile dello stipendio, forme contrattuali flessibili di assunzione e di impiego…); il ritiro dal Senato del DDL 953 (ex APREA) approvato nella sola commissione Cultura e che mira a “regalare” le scuole ai potenti di turno, a stravolgere gli Organi Collegiali limitandone la funzione democratica e a cancellare la libertà di insegnamento».
Oltre le due iniziative, docenti e personale Ata hanno dichiarato lo stato di mobilitazione attraverso una pluralità di azioni: la sospensione in collegio docenti o consiglio di classe delle attività aggiuntive (ore eccedenti, gite scolastiche, progetti pomeridiani); l’informazione a studenti e genitori sui contenuti della protesta, la realizzazione di striscioni/volantini fuori dalla
scuole per rendere visibile la protesta. Ad oggi sono tante le scuole altamurane che hanno deliberato in assemblee o nelle riunioni collegiali mozioni di protesta contro le politiche di austerità applicate all’istruzione, per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro e la piena contrattazione integrativa, contro i tagli alla scuola e per il rifinanziamento massiccio dell’istruzione pubblica, che consenta l’assunzione stabile dei precari e il ripristino di una didattica di qualità per tutte e tutti. Il comitato Scuola Bene Comune punta il dito anche contro la recente delibera di giunta sul dimensionamento scolastico (ad oggi ancora pubblicata sul sito del comune) che revocherebbe l’unico accorpamento deliberato l’anno scorso (T.Fiore + S.G.Bosco) per «mescolare tra loro le scuole altamurane al fine di ottenerne 3 scuole medie al posto delle 5 di un anno fa. PAGHI 3 PRENDI 5».
Fonte periodicofree.it
di Loretta Moramarco

manifestazione studenti
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