domenica , 25 giugno 2017
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Beltrame: “A chi m’ispiro? A Quagliarella”

“Come persona – ha proseguito l’attaccante – e come giocatore ha tutto”

 

Stefano Beltrame, classe ‘ 93 di Biella come un suo collega, Gilardino, si è presentato questa mattina ai suoi nuovi tifosi. Il giovane talento juventino si è presentato così. “Per me è un grande onore essere qui in una società come il Bari. Purtroppo con Conte non ho avuto modo di parlare. So che il mister ha lasciato un pezzo di cuore qui a Bari. So che è stato molto bene. Dal primo impatto che ho avuto posso confermare che qui a Bari si sta molto bene. Mi auguro che mister Conte mi possa seguire perché voglio darmi da fare per un futuro che possa consentirmi di tornare alla Juventus”.

 

A questo punto Beltrame si è presentato come giocatore. “Il mio ruolo preferito è quella di seconda punta ma mi piace fare anche il trequartista. Giocare o dietro le due punte o dietro una punta non mi preoccupa visto che l’anno corso nella Juve ho giocato alle spalle di Padovan con un 3 – 5 – 1 – 1. A Novara ho giocato anche con un 4 – 3 – 1 – 2, mentre alla Juventus ho giocato con un 4 – 2- 3 – 1. Ho sempre giocato dietro una punta o dietro le due punte. Questo è il mio ruolo preferito”.

 

In nazionale, però, con Evani, Beltrame ha fatto anche la prima punta. “In nazionale, ad inizio, feci anche la prima punta con Evani che con un 4 – 3 – 3 mi mise subito a fare la punta centrale. Però ora anche mister Evani mi sta facendo giocare come seconda punta perché è il mio ruolo preferito”.

 

E sull’immediato ingresso in campo con il Bari, Beltrame ha detto. “Sono molto felice che mister Alberti mi abbia già dato questa possibilità pur non essendomi mai allenato con la squadra. Con il Bari ho fatto solo un allenamento. Aver giocato prima un tempo e, poi, sessantacinque minuti, per me vuol dire che mister Alberti crede in me. Adesso, col tempo, spero di buttarla dentro anche qui”.

 

Beltrame ha affermato che lo scorso anno si è allenato con la Juventus di Conte. “L’anno scorso ho fatto qualche allenamento con la prima squadra i primi sei mesi e, poi, tutto dicembre e gennaio sono stato aggregato a loro in maniera fissa”.

 

L’attaccante biancorosso crede che solo con il lavoro si possa andare avanti. “Mister Conte ha ragione. Un ragazzo per essere bravo deve continuare a lavorare giorno dopo giorno per tenere costante la sua bravura e diventare ancora più bravo. Secondo me non bisogna mai accontentarsi. C’è sempre qualcosa da imparare di tutto e da tutti. La cultura del lavoro, grazie a Dio, per i pochi mesi che sono stato con mister Conte me l’ha inculcata subito. Adesso continuerò a lavorare giorno dopo giorno come ho sempre fatto per cercare di diventare ancora più bravo di quello che sono”.

 

Beltrame ha detto di ispirarsi ad un giocatore della Juve, campione sia dentro che fuori dal campo. “Ho appreso tanto da Fabio Quagliarella. Fabio mi seguiva parecchio, mi parlava, mi consigliava. Guardavo molto lui per i suoi movimenti, le sue giocate per prendere spunto da lui. Come persona e come giocatore, secondo me Quagliarella ha tutto”.

 

Beltrame ha dichiarato anche di giocare non per se ma per la squadra. “Principalmente gioco per il Bari e non per me stesso. A me non interessa fare goal perché so che arriveranno. Io gioco molto per i compagni. Ad essere sincero mi piace molto far più segnare che segnare. Quella è una delle mie caratteristiche perché io gioco per i compagni e mai per me stesso”.

 

Il giovane talento biancorosso ha, poi, spiegato, perché abbia accettato il Bari. “Il mio nome è stato accostato al Cagliari, società di serie A. Alla fine ho deciso di venire qui a Bari perché è stata una mia volontà. Voglio conquistarmi qui a Bari la serie A invece di far un anno parcheggiato in serie A e fare cinque – sei presenze e poi essere mandato in serie B il prossimo anno. Ho preferito subito andare a giocare in serie B provando a fare molte partite. Poi dipenderà tutto da me per provare il prossimo anno andare a giocare in serie A con un po’ più di esperienza”.

 

Beltrame è già entrato nel cuore dei tifosi per quello che ha fatto vedere in soli sessantacinque minuti giocati in maglia biancorossa. “Se alcuni tifosi pensano questo di me mi fa grande onore. Spero di poterli impressionare ancora di più e spero di entrare veramente nel cuore dei tifosi perché quello per me sarà un grande aiuto”.

 

E sulla sua condizione fisica ha detto. “Sono al cento per cento. Ho iniziato la preparazione il 20 luglio a Vinovo con i fuori rosa perché in prima squadra erano sei gli attaccanti e per me non c’era spazio per andare in ritiro con la Prima squadra. Mi sono allenato con i fuori rosa con mister Fabio Grosso il quale ci ha messo nelle condizioni ideali per affrontare il calcio vero”.

 

Beltrame ha voluto lanciare un messaggio ben chiaro. “Il messaggio che voglio lanciare è forte e chiaro. Voglio dimostrare in campo tutto quello che ho per avere un’opportunità anche per quanto riguarda l’Under 21. Per me giocare li sarebbe un grande onore. Voglio fare di tutto per dimostrare a mister Di Biagio di potermi portare in Under 21”.

 

A questo punto il giovane attaccante del Bari ha parlato un po’ della sua vita. “Ho fatto l’alberghiero come cameriere. Ho fatto i primi tre anni e ho preso la qualifica di terza superiore perché in terza poi si fa l’esame. Purtroppo ho dovuto smettere perché in quarta ed in quinta il preside della scuola di Novara non accettava il fatto che giocassi a calcio. Poi è subentrato il fatto delle cinquanta assenze. Dalla seconda superiore si ha lo stage obbligatorio, quindi in seconda superiore ho dovuto fare un mese di stage in Liguria. Come Polenta e Defendi anche a me piace pescare, sono un fanatico della pesca”.

 

 

Beltrame è una persona di Biella come Gilardino. Il giocatore non si è però mai incontrato con Alberto. “Con Alberto non ho mai parlato tanto. L’ho incontrato un giorno in un’amichevole Under 18 contro la nazionale maggiore. Li ho avuto modo di potergli parlare per pochissimi minuti. Abbiamo fatto una foto insieme e, poi, mi ha fatto un in bocca al lupo e basta”.

 

Di Micol Tortora

 

 

 

 

 

 

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