giovedì , 29 giugno 2017
Home » Bari Calcio » Asta vendita Bari

Asta vendita Bari

Il primo tentativo è fallito. L’appuntamento è fissato per il 12 mggio
Questa mattina presso il Tribunale di Bari si è tenuta la tanto attesa asta per la vendita del Bari calcio. All’asta si è presentata solo la società costituita il 25 marzo da Gianluca Paparesta e da Fabio Sperduti, la “F. C. Bari 1908”. Le altre la “S. S. C. Bari s.r.l.” costituita a Roma l’8 aprile da Marcello Felli e dall’Edra Investments Limited azienda londinese e la “S. C. F. C. Bari Sport Club 2014 s.r.l.” costituita da Alessandro Di Bello e da Luciano Dalfino che rappresentavano gli invistitori turchi e il “Bari calcio s.r.l.” capeggiato dall’imprenditore bresciano Franco Ghirardini non si sono presentati e non hanno formalizzato nessuna offerta. Si diceva di Paparesta che alle 9. 53 ha presentato la lettera. Il Giudice De Simone dopo essersi ritirata in camera di consiglio per quasi quaranta minuti insieme ai due curatori fallimentari ha deciso di non accogliere l’offerta perché ha ritenuto il documento non conforme alle modalità stabilite nel bando d’asta facendo slittare la prossima asta al 12 maggio prossimo. Ecco le sue parole. “L’unica offerta presentata non contempla il deposito cautelare previsto dal bando e nelle forme ivi indicate, assegno circolare non trasferibile di tre milioni intestato alla curatela fallimentare sul Bari calcio s.p.a. Preso atto che il documento per altro non in originale allegato sub 8 con l’attribuzione in lingua italiana allegato a sub 7 intestato a legame di garanzia che porta il solo timbro Uco Bank e una firma illeggibile si teme dato accertare o identificare neanche il soggetto che ha sottoscritto il cosidetto legame di garanzia e soprattutto il potere di rappresentanza della suddetta Uco Bank. Ritenuto pertanto che non risulta presentata alcuna offerta rispondente alle prestazioni indicate nel bando del 31 marzo del 2014 dichiara l’asta deserta riservandosi di rifissare nuovo avviso di vendita dell’Associazione Sportiva Bari s.p.a. nella data del 12 maggio del 2014”.

A fine giornata è stato lo stesso Paparesta a fare una breve conferenza stampa e a spiegare il perché la carta presentata oggi non è stata accettata dal Giudice. Ecco le parole di Paparesta. “Abbiamo ribadito la nostra volontà ad acquisire il titolo attraverso l’asta fallimentare abbiamo detto al Tribunale che siamo pronti a formulare una conferma di questa volontà con una proposta che loro si riservano di valutare nei tempi più brevi possibili. La nostra volontà è quella di chiudere al più presto poi il Tribunale valuterà. Noi abbiamo partecipato all’asta mettendoci la faccia e abbiamo messo tre milioni di euro su un conto intestato ad asta fallimentare curatela fallimentare A. S. Bari s.p.a Tribunale di Bari. Su questo conto irrevocabile ci sono tre milioni di euro. Qualcuno li ha messi, non è una idea o una ipotesi. Noi vogliamo concretizzare questa proposta. Sapevamo che l’assegno circolare in quel Paese, l’India, non esiste abbiamo presentato un documento che ha la stessa validità internazionale, irrevocabile. Ora il Tribunale si è riservato di valutare la nostra nuova proposta. Se dovesse essere accolta la nostra proposta non ci sarebbe l’asta del 12. Noi abbiamo due obiettivi, mantenere l’importo che abbiamo confermato oggi che è l’importo che abbiamo confermato oggi a cui non ha partecipato nessun altro oltre che noi, tutelare i creditori, tutelare la curatela fallimentare perché ogni giorno che va dopo il 29 aprile i costi da oggi al 29 maggio noi risparmiamo e la curatela fallimentare e i creditori si aggraverebbero questo costo”

E sui tempi che si è dato con il Giudice, Paparesta si è espresso così. “Noi siamo pronti a formularlo al più presto al rientro dalle vacanze pasquali”.

L’ex arbitro non ha voluto svelare chi c’è dietro la Uco Bank indiana. “Per ora non posso svelarvi chi c’è dietro. Vi garantisco che chi sta partecipando è un soggetto che è stato sensibilizzato dal sottoscritto e dall’altro socio Fabio Sperduti, da tutte le persone che hanno a cuore questa squadra al che si faccia un investimento che possa dare soddisfazioni ai tifosi. Questa non è una promessa di andare in serie A, in Uefa o altro. Noi abbiamo manifestato il fatto che c’è una piazza che si aspetta impegni importanti e i soggetti che parteciperanno sono soggetti che sono consapevoli che gli aspetta un impegno importante, hanno investito i tre milioni”.

Paparesta ha detto la sua sul documento non accettato dal Giudice. “E’ un documento che è arrivato via mail dall’India ieri. Per avere questi tre milioni ho cercato di fare il massimo per me ma soprattutto per la gente che ieri ha dimostrato a chi guardava che ieri in serie B ha registrato il record di spettatori con 85.000 in totale di cui 32.000 solo a Bari. Questo vorrei che si ricordasse perché chi merita tutto questo impegno e la faccia la sto mettendo io, finchè la metterò io se ci saranno persone serie che daranno queste garanzie va bene, altrimenti ben vengano altri che dovranno dimostrare le risorse in grado di partecipare all’asta”.

L’ex arbitro non si è voluto sbilanciare sui fratelli Rotemberg. “Assolutamente no. Ho letto che si sono interessati all’acquisto anche i fratelli Rotemberg. Non confermo e ne smentisco. Le persone interessate in questo momento sono altri soggetti. Potrò dirvi qualcosa solo quando i signori che hanno fatto l’offerta acquisiranno le quote e verseranno le somme totali. Noi vogliamo tutelare anche il fallimento perché vi ricordo che i costi giornalieri di un fallimento sono importi sottratti ai creditori che hanno già patito e patiranno molto questa situazione”.
Di Micol Tortora

Tutto su Micol Tortora

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.