venerdì , 26 maggio 2017
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A TU PER TU CON…

Marco Bianchi, classe ’90 barese, ha militato nel settore giovanile del Bari per poi approdare all’ Jk Kalju Nomme, squadra di serie A del campionato estone

 

In Italia ancora non è conosciuto, ma in Estonia è diventato popolare grazie al Jk Kalju Nomme, squadra di serie A Estone. Eppure Marco Bianchi ha fatto una buona apparizione con la maglia del Bari quando ha militato nel settore giovanile dei biancorossi. Dopo aver fatto una trafila di alcuni anni in giro per alcuni club non blasonati, Marco Bianchi si è trasferito in terra estone per poter giocare con continuità.

 

 

Marco, da quando a quando hai fatto parte delle giovanili del Bari?

 

“Sono stato negli Allievi, poi ho giocato nella Beretti nazionale a Noicattaro dove ho fatto due anni con Angelo Sisto. Dopodiché sono andato in serie D prima a Montecchio poi l’anno seguente a Rossano . Dopo questi due anni in serie D non è venuto più fuori nulla in Italia, la strada si era chiusa. Poi il mio procuratore, Troronfio Salvatore, mi ha dato la possibilità di andare a giocare all’estero, in Estonia dove sono li già da due anni e mezzo. In Estonia ho ancora due anni di contratto e devo dire che fino ad ora mi sono trovato abbastanza bene”.

 

Tu hai disputato anche una Champions League.

 

“Si, la mia squadra ha disputato anche la Champions”.

 

Marco, a torneo finito, la tua squadra come ha chiuso il campionato?

 

“Abbiamo chiuso il campionato al secondo posto”.

 

Come ti stai trovando a livello personale in Estonia?

 

“Io vivo a Tallin che è la capitale. Qui c’è tutto, tutte le comodità per un ragazzo. Io sono andato in Estonia per giocare a calcio. Il divertimento per me è veramente l’ultima cosa”.

 

Ti sei ambientato bene a livello climatico?

 

“All’inizio è stato un po’ difficile visto che il clima in inverno oscilla sui meno venti, meno venticinque. Noi comunque ci alleniamo al coperto su campi in erba sintetica. Così riusciamo a resistere”.

 

Marco, quanta voglia c’è in te di tornare in Italia

 

“La voglia di tornare è tanta. Bisogna trovare la giusta chance di fare il passo di qualità e non di buttarsi alla prima occasione. Bisogna scerglierla e andare avanti”.

 

Quali sono le tue caratteristiche?

 

“Le mie caratteristiche sono forza fisica, elevazione, tiro e rapidità”.

 

Se dovessimo fare dei paragoni a chi ti paragoneresti della retroguardia biancorossa?

 

“Mi vedrei come un Polenta”.

 

Marco, sicuramente hai seguito la partita con il Cittadella. Ti sei fatto un’idea di questa squadra che fino al 95° vinceva per 1 – 0 e, poi, per un’ennesima disattenzione difensiva si è fatta raggiungere?

 

“A questi livelli non bisogna mai abbassare la tensione e la concentrazione fino al fischio dell’arbitro. Fino a quel momento una disattenzione di un difensore può capitare, ma tutti gli altri dieci giocatori devono essere pronti ad intervenire e a supportare i compagni”.

 

Che idea ti sei fatto del Bari?

 

“Il Bari è una squadra giovane, ha bisogno di avere qualche giocatore di esperienza in mezzo al campo che sappia guidare la squadra. Quello che manca al Bari è l’esperienza e lo spirito di squadra. La squadra biancorossa non è più quella che ho visto in serie A”.

 

Cosa pensi di mister Alberti?

 

“Sicuramente il mister non ha non ha ancora le idee chiare su cosa fare. Credo che bisognerà dargli tempo, ma non c’è molto tempo”.

 

Marco, cosa pensi di Romizi?

 

“E’ un bravo giocatore, è un ragazzo che lotta in mezzo al campo”.

 

Torneresti a giocare nel Bari?

 

“Certo che si, anche di corsa”.

 

Che fine farà, secondo te, Galano?

 

“Credo che possa essere venduto per fare cassa. Credo che sia un buon giocatore che possa rimanere a Bari fino a fine stagione. Sicuramente se dovesse rimanere dovrà tentare di dare una mano al Bari per fargli raggiungere la salvezza. Sicuramente darebbe una grossa mano al Bari”.

 

Cosa pensi di Sciaudone, ragazzo arrivato dal Taranto e che ha fatto bene l’anno scorso?

 

“Quando un giocatore arriva da un campionato inferiore e approda al Bari c’è tanta voglia e grinta di dimostrare di essere portato a fare la B. Sciaudone ha dimostrato di essere un buon giocatore visto che quest’anno non ha sempre giocato nel suo ruolo. Un plauso a lui”.

 

Se il Bari avesse avuto un altro allenatore, secondo te, si sarebbe trovato in un’altra posizione di classifica?

 

“Io credo che con qualche acquisto giusto il Bari sarebbe a sinistra della classifica”.

 

Cosa ti piace di Alberti?

 

“Ci sa fare molto con i giovani. Anche se non lo dimostra, durante gli allenamenti da alla squadra le giuste indicazioni”.

 

 

Di Micol Tortora

 

 

 

Marco Bianchi, classe ’90 barese, ha militato nel settore giovanile del Bari per poi approdare all’ Jk Kalju Nomme, squadra di serie A del campionato estone

 

 

In Italia ancora non è conosciuto, ma in Estonia è diventato popolare grazie al Jk Kalju Nomme, squadra di serie A Estone. Eppure Marco Bianchi ha fatto una buona apparizione con la maglia del Bari quando ha militato nel settore giovanile dei biancorossi. Dopo aver fatto una trafila di alcuni anni in giro per alcuni club non blasonati, Marco Bianchi si è trasferito in terra estone per poter giocare con continuità.

 

 

Marco, da quando a quando hai fatto parte delle giovanili del Bari?

 

“Sono stato negli Allievi, poi ho giocato nella Beretti nazionale a Noicattaro dove ho fatto due anni con Angelo Sisto. Dopodiché sono andato in serie D prima a Montecchio poi l’anno seguente a Rossano . Dopo questi due anni in serie D non è venuto più fuori nulla in Italia, la strada si era chiusa. Poi il mio procuratore, Troronfio Salvatore, mi ha dato la possibilità di andare a giocare all’estero, in Estonia dove sono li già da due anni e mezzo. In Estonia ho ancora due anni di contratto e devo dire che fino ad ora mi sono trovato abbastanza bene”.

 

Tu hai disputato anche una Champions League.

 

“Si, la mia squadra ha disputato anche la Champions”.

 

Marco, a torneo finito, la tua squadra come ha chiuso il campionato?

 

“Abbiamo chiuso il campionato al secondo posto”.

 

Come ti stai trovando a livello personale in Estonia?

 

“Io vivo a Tallin che è la capitale. Qui c’è tutto, tutte le comodità per un ragazzo. Io sono andato in Estonia per giocare a calcio. Il divertimento per me è veramente l’ultima cosa”.

 

Ti sei ambientato bene a livello climatico?

 

“All’inizio è stato un po’ difficile visto che il clima in inverno oscilla sui meno venti, meno venticinque. Noi comunque ci alleniamo al coperto su campi in erba sintetica. Così riusciamo a resistere”.

 

Marco, quanta voglia c’è in te di tornare in Italia

 

“La voglia di tornare è tanta. Bisogna trovare la giusta chance di fare il passo di qualità e non di buttarsi alla prima occasione. Bisogna scerglierla e andare avanti”.

 

Quali sono le tue caratteristiche?

 

“Le mie caratteristiche sono forza fisica, elevazione, tiro e rapidità”.

 

Se dovessimo fare dei paragoni a chi ti paragoneresti della retroguardia biancorossa?

 

“Mi vedrei come un Polenta”.

 

Marco, sicuramente hai seguito la partita con il Cittadella. Ti sei fatto un’idea di questa squadra che fino al 95° vinceva per 1 – 0 e, poi, per un’ennesima disattenzione difensiva si è fatta raggiungere?

 

“A questi livelli non bisogna mai abbassare la tensione e la concentrazione fino al fischio dell’arbitro. Fino a quel momento una disattenzione di un difensore può capitare, ma tutti gli altri dieci giocatori devono essere pronti ad intervenire e a supportare i compagni”.

 

Che idea ti sei fatto del Bari?

 

“Il Bari è una squadra giovane, ha bisogno di avere qualche giocatore di esperienza in mezzo al campo che sappia guidare la squadra. Quello che manca al Bari è l’esperienza e lo spirito di squadra. La squadra biancorossa non è più quella che ho visto in serie A”.

 

Cosa pensi di mister Alberti?

 

“Sicuramente il mister non ha non ha ancora le idee chiare su cosa fare. Credo che bisognerà dargli tempo, ma non c’è molto tempo”.

 

Marco, cosa pensi di Romizi?

 

“E’ un bravo giocatore, è un ragazzo che lotta in mezzo al campo”.

 

Torneresti a giocare nel Bari?

 

“Certo che si, anche di corsa”.

 

Che fine farà, secondo te, Galano?

 

“Credo che possa essere venduto per fare cassa. Credo che sia un buon giocatore che possa rimanere a Bari fino a fine stagione. Sicuramente se dovesse rimanere dovrà tentare di dare una mano al Bari per fargli raggiungere la salvezza. Sicuramente darebbe una grossa mano al Bari”.

 

Cosa pensi di Sciaudone, ragazzo arrivato dal Taranto e che ha fatto bene l’anno scorso?

 

“Quando un giocatore arriva da un campionato inferiore e approda al Bari c’è tanta voglia e grinta di dimostrare di essere portato a fare la B. Sciaudone ha dimostrato di essere un buon giocatore visto che quest’anno non ha sempre giocato nel suo ruolo. Un plauso a lui”.

 

Se il Bari avesse avuto un altro allenatore, secondo te, si sarebbe trovato in un’altra posizione di classifica?

 

“Io credo che con qualche acquisto giusto il Bari sarebbe a sinistra della classifica”.

 

Cosa ti piace di Alberti?

 

“Ci sa fare molto con i giovani. Anche se non lo dimostra, durante gli allenamenti da alla squadra le giuste indicazioni”.

 

Di Micol Tortora

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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