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A TU PER TU CON… dell’11 febbraio 2014

Alessandro Lippi, dj di M2O

 

Alessandro so che sei un tifoso rossonero. Cosa è successo in Napoli – Milan?

 

“E’ successo quello che accade un po’ troppo spesso nelle ultime domeniche e negli ultimi mesi. Il Milan è una squadra poco concentrata. Contro il Napoli siamo partiti bene però poi sono venuti a galla tutti i problemi che abbiamo soprattutto in fase difensiva e, quindi, ogni azione d’attacco della squadra avversaria si trasforma sempre in una potenziale occasione da goal e questo fa capire quanto possa essere influente giocare al “San paolo” dove il Napoli ha una fase d’attacco molto molto importante. Era inevitabile un po’ che ci fossero dei capovolgimenti di fronte continui. Loro attaccavano sempre con quattro – cinque punte, noi con una – due, direi forse una, quindi era inevitabile quello che è successo sabato”.

 

Secondo te il gioco del Milan convince? Tu avresti tenuto Allegri o meno?

 

“Io ho sempre pensato che il problema sostanzialmente non fosse tutta di Allegri perché alla fine sono i giocatori, le risorse umane sono quelle che fanno la differenza e lo sta dimostrando anche la prima gestione Seedorf che purtroppo ha trovato tutti i problemi che aveva già il Milan con Allegri. Il feeling tra Allegri e l’ambiente rossonero non era più dei migliori quindi era un divorzio inevitabile direi. Abbiamo tirato anche troppo la cinghia. Secondo me si poteva chiudere prima visto il poco feeling che c’era. Sai il calcio è strano. E’ bastata una domenica sbagliata a Sassuolo dove abbiamo preso quattro goal da Berardi che è un mese che non sta segnando. Il calcio è strano. Purtroppo esistono anche questi momenti e Allegri ha pagato la situazione. Sono cose che succedono. Speriamo che finisca presto questa stagione perché non la vedo poi così bene. Anche la Coppa Campioni contro l’Atletico mi preoccupa un po’ perché il Milan visto adesso non è in grado assolutamente di competere in un palcoscenico internazionale”.

 

Alessandro cosa pensi del ritorno di Kakà e di Rubhino?

 

“io credo che non solo i giocatori siano stanchi ma noto anche una stanchezza a livello societario dove l’operazione Kakà definita l’operazione nostalgia, simpatia e recupero crediti come la definisco io secondo me è un chiaro esempio di stanchezza societaria. Il Milan sta avendo un sacco di problemi li abbiamo visti in questi mesi anche a livello societario e con un mercato che non esiste da vari mesi è un chiaro sintomo che la società deve rinfrescarsi anche dal punto di vista delle idee”.

 

Dopo la sconfitta contro il Napoli il Milan si trova relegato all’undicesimo posto con 29 punti. Pensi che questa squadra potrà reagire?

 

“E’ molto dura perché ormai mancano veramente due mesi che saranno decisivi e ci vorrebbe un filotto di vittorie come fece Allegri lo scorso anno che di questi tempi iniziò una scalata che lo portò fino al terzo posto. Il Milan dovrebbe iniziare ad ingranare ed iniziare un filotto di risultati. Purtroppo se si continua così con risultati altalenanti dove le vittorie non arrivano con continuità non riusciremo mai a raggiungere l’Europa League anche perché le squadre che sono davanti a noi stanno andando molto bene e fortunatamente vanno piano quelle dietro”.

 

Come ti spieghi le lacrime di Balotelli, problemi personali?

 

“Io Balotelli non riesco a capirlo. E’ un giocatore con un grande potenziale e non è più un ragazzino perché noi facciamo l’esempio sempre di trattarlo come un ragazzino, capirà, crescerà. Balotelli ha 24 anni. Un giocatore a 24 anni se vuol fare il fuoriclasse e se vuol fare la differenza deve essere pronto e maturo. Ho paura che Balotelli se continua così rimarrà l’eterna promessa, rimarrà un Cassano che è sempre sull’orlo dell’esplosione ma non riuscirà mai per i problemi personali e di carattere. Purtroppo più passa il tempo più ho dubbi sul giocatore”.

 

Ale, dopo due sconfitte consecutive il Bari è tornato alla vittoria tra le mura amiche, vittoria che in casa mancava da un po’ di tempo. Cosa ne pensi di questa squadra e pensi che questa squadra possa salvarsi?

 

“Io ho una simpatia molto forte per il Bari anche perché è stata per anni una piazza importante. Mi ricordo quando ero ragazzino che c’era il Bari dei Protti e dei Tovalieri. Era una squadra simpatica perché esprimeva un ottimo calcio. Vederla relegata un po’ in questa situazione in serie B mi mette un po’ di tristezza. Contro il Siena è arrivata un’altra vittoria. Nel Bari di oggi ci sono dei giovani molto interessanti, la strada da percorrere è dura e lunga, ma il Bari deve assolutamente farlo perché è una piazza che merita ben altri palcoscenici”.

 

Pensi allora che il Bari potrà tirarsi nuovamente su?

 

“Secondo me deve. Una piazza come Bari deve per forza tirarsi su perché la posizione attuale del Bari non è sicuramente quella che merita. Purtroppo il campo fa i risultati, sul campo i risultati sono questi però con una società alle spalle di un certo tipo il Bari può tornare ad alti livelli e dov’è abituato a fare”.

 

Di Micol Tortora

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