domenica , 25 giugno 2017
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A TU PER TU CON…DEL 22 GIUGNO

 

L’avvocato, giornalista Giancarlo De Peppo

 

 

Secondo lei il Bari si è fermato alle semifinali solo per colpa degli arbitri?

 

“Diciamo che i biancorossi non sono arrivati alle semifinali per una serie di componenti, giusto per abbracciare a 360° la sfida che c’è stata con il Latina. In primo luogo il piazzamento inferiore nella classifica della regular season che ha messo il Bari nelle condizioni di inferiorità rispetto alla squadra laziale e poi ci sono state una serie di circostanze per cui il Bari non ha affrontato la finale contro il Cesena”.

 

De Peppo, cosa pensa della festa che si è tenuta al Comune per ringraziare la squadra di quello che ha fatto nell’ultimo periodo? Cosa ne pensa dei tifosi che nell’ultimo periodo hanno fatto la differenza diventando il dodicesimo uomo in campo?

 

“Sicuramente. Col dodicesimo uomo che per diverse circostanze è mancato nella prima parte di torneo. Nella doppia partita contro il Latina se ne è vista l’importanza. Se il Bari avesse potuto contare anche sulla decima parte di quel pubblico probabilmente sarebbe arrivato ai playoff con quei quattro – cinque punti in più che l’avrebbero messo in una posizione diversa”.

 

Secondo lei i ragazzi che hanno concluso in positivo questo campionato possono avere delle analogie con il Bari di Regalia del ’72 ed il Bari di Catuzzi?

 

“Delle analogie ci sono senz’altro. Prima di tutto quelle del fattore sorpresa, queste di quelle di quest’anno ancora di più perché il fattore sorpresa è arrivato dalla metà del torneo in poi. Nel Bari di Regalia dell’onda verde e nel Bari di Catuzzi c’è stato un inizio difficile nel Bari di Catuzzi soprattutto poi c’è stata una cavalcata irresistibile fino alla fine anche se nel Bari di Catuzzi nella campagna acquisti invernale ci furono gli innesti del portiere Fantini e dei due uomini Maio e Bresciani nel centrocampo ed in attacco che assestarono la squadra”.

 

Quale sarà ora il futuro di questa squadra? Da dove ripartirà, secondo lei, Paparesta?

 

“Per me ci sarà un cambiamento totale a meno di cose che non immaginiamo. Secondo me cambieranno anche molti dei giocatori di questo Bari per via del fatto che i giocatori di nostra proprietà non sono tantissimi e forse questo aspetto ci fa capire come al di la degli introiti dei diritti televisivi che ci sarebbero stati per la serie A, ed è anche vero che il treno per la serie A quando passa lo devi afferrare a più non posso e che la nostra componente anche di tifosi, non dobbiamo vergognarci di dirlo, ci fa pensare che quando c’è una promozione in A bisogna andare in A tutta la vita, occorre anche dire con un po’ di razionalità che una società del tutto nuova dovrà assestarsi e poi stabilizzarsi. Ma soprattutto la squadra dovrà cercare di acquisire in maniera preponderante giocatori di proprietà per tentare il grande salto in serie A con prospettive più stabili di quelle che ci sarebbero state quest’anno”.

 

Secondo lei il prossimo anno il Bari potrà ambire alla serie A?

 

“Ci vorrebbe la sfera di cristallo. Come al solito la serie B sarà di nuovo un campionato molto difficile. Ancora non si sa se sarà a 22 squadre o forse ce ne saranno una o due in meno, io ci credo poco. Credo che alla fine almeno una tra Siena e Bologna risolverà i suoi problemi e sarà il solito campionato delle quattro stagioni dove bisognerà cercare di avere molta regolarità cosa che purtroppo è mancata al Bari quest’anno con una parte finale roboante ma con un inizio a dir poco sofferente”.

 

Secondo lei quali saranno i punti fermi della rosa del prossimo anno?

 

“E’ difficile dirlo perché al di la di tutto io credo che forse con il progetto che andrà a definire Paparesta forse qualcuno che non sarebbe rimasto in serie B in caso di richiesta della società di permanere a Bari, rimarrà. Faccio un nome su tutti, quello di Daniele Sciaudone che già a gennaio sembrava di dover partire verso altri lidi e che ormai sembra aver messo le radici nella nostra città. Io penso che, senza nulla togliere al bravissimo Defendi e anche ad un Caputo che tornerà disponibile da luglio, io credo che in caso di permanenza il nuovo capitano dovrebbe essere proprio Daniele Sciaudone”.

 

Secondo lei il prossimo anno il Bari si priverà di Galano?

 

“Io credo che Galano sia un giocatore difficile da trattenere con il mercato che avrà e con le ambizioni che ha di voler giocare in una grande squadra o almeno in serie A. Sono quelle situazioni in cui se trattieni il giocatore rischi di farlo rimanere controvoglia e di non avere quel rendimento che ha avuto fino all’anno precedente”.

 

Di Micol Tortora

 

 

 

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