lunedì , 26 giugno 2017
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A TU PER TU CON… DEL 19 MARZO 2015

L’avvocato e giornalista Giancarlo De Peppo
Secondo lei il futuro del Bari passa da Pescara?

“Si, ma non esageriamo. Ogni volta che va male diciamo che dobbiamo guardarci le spalle, ogni volta che c’è una vittoria dobbiamo pensare immediatamente a quella parola inglese che inizia con la p di Potenza e continua dopo un trattino con la o di Otranto. Bisogna avere equilibrio, calma e poi cercare che la squadra abbia anche quella continuità che tutti vogliamo”.

Contro il Varese il Bari ha vinto senza convincere. Ricordiamo il primo tempo davvero da dimenticare. Secondo lei una squadra che veniva da una brutta prestazione come quella di Avellino ed entra in campo un pò molle contro l’ultima in classifica avrebbe dovuto fare i primi quarantacinque minuti in modo completamente differente. Cosa ne pensa?

“Diciamo che il gioco del calcio per farlo bisogna essere in due. Contro una squadra come il Varese i cui undici erano tutti dietro la linea della palla nel primo tempo andare con più foga in avanti significava rischiare di prestare il fianco a qualche ripartenza. Secondo me ha fatto bene il Bari ad avere calma e, poi, il risultato della giornata ha dato ragione ai biancorossi pugliesi. Ripeto, per fare un bel calcio bisogna essere in due”.

Secondo lei, in base alla sua esperienza, quante chance da di accesso ai playoff del Bari?

“Per dire quanto il Bari può ambire o meno ai playoff credo che più che soltanto il Pescara saranno le prossime tre – quattro partite a dircelo. Se andiamo con le statistiche anche se un famoso saggio americano diceva che le statistiche sono come il bikini che lascia fuori le parti più belle e più importanti, l’anno scorso per i playoff ci sono voluti 60 – 61 punti. Facendo il conto che ci sono undici partite bisogna fare una media di quasi due punti a partita. E’ piuttosto dura”.

Lei vedrebbe nella partita di venerdì sera un centrocampo “maschio” composto da Schiattarella, Romizi e Defendi?

“Gli altri non sono femminucce. Io ho una idea che mi frulla nella testa da qualche giorno vista la non eccelsa forma sia di Boateng che di De Luca, soprattutto a livello di ripiegamento sulla fascia di competenza. Mi è venuta una idea anche se io non sono l’allenatore del Bari. L’anno scorso come finto esterno sinistro d’attacco fece molto bene Defendi dando una grossa mano a centrocampo soprattutto permettendo a Galano di ripiegare un pò meno e di poter essere un pò più lucido sotto porta. Con delle squadre come il Pescara che hanno un settore nevralgico molto molto folto, vedrei di buon occhio al di la dei tre, del modulo 4 – 3 – 3, vedrei come terzo finto attaccante proprio Marino Defendi”.

Che partita si aspetta a Pescara?

“Mi aspetto soprattutto una bella partita perché mentre l’Avellino, al di la di quello che è successo, è un avversario che io dico un pò tra virgolette rognoso, anche se è una squadra proprio di categoria che ha anche degli aspetti di Lega Pro perché quelli dell’Avellino dove non arrivano con la tecnica arrivano randellando. Al contrario, il Pescara è una squadra che gioca, che gioca però fa anche giocare. Secondo me potrebbe essere una partita abbastanza spettacolare”.
Di Micol Tortora

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